26 novembre 2022

NOVE MESI PER LA VITA - NOVEMBRE 2022

 Domenica 27 Novembre 2022 ore 16,00
alla Chiesa della Madonna degli Angeli

IL FIGLIO: IL MISTERO DI UN DONO
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LUI VIVE IN TE

Nek è un cantante che tutti conosciamo, ma ben pochi conoscono questa canzone del 1993 scritta da lui quando un suo amico seppe di aspettare un figlio. Fu presentata a Sanremo e si classificò terza, ma quanto fu osteggiata. Nek ebbe un bel coraggio, ma questa canzone, molto probabilmente salvò dall’aborto la figlia del suo amico. La coppia era giovane, un po’ immatura, non intenzionata all’impegno matrimoniale. La ragazza era, quindi, propensa all’aborto perché non era il momento.Ecco, allora, le parole di questa canzone, dedicata al figlio per convincere la madre ad accogliere il frutto del loro amore. Così, probabilmente, avvenne se, successivamente, Filippo Neviani, in arte Nek, scriverà un’altra canzone dal titolo “E’ con te”. Il dono del figlio si è rinnovato, consacrato nel successivo matrimonio.

IL BAMBINO FELICE

Prima Domenica di Avvento Anno A

...tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
........siamo proprio immersi nel delirio più sfrenato che giustifica e legittima tutte le cose che rimarca San Paolo. E, per certi versi, anche all’interno della chiesa,
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Si dice che il cristianesimo è la religione dell’incontro. Perché nell’istinto religioso dell’uomo appare come l’unica che proclama l’incarnazione di Dio, cioè la volontà del Padre di voler incontrare l’uomo per offrirgli la salvezza eterna. Penso di aver capito che le cose stanno effettivamente così; da bambino, però, non mi ponevo la questione, mi bastava sapere che il Natale si avvicinava a tappe forzate, e ne ero felice. Cresceva in me il desiderio di esserci dentro, in quella speciale atmosfera d’attesa che iniziava con l’Avvento, con le prime pubblicità natalizie, con le luminarie che indicavano la via verso la chiesa, con già davanti l’albero pronto da addobbare.

19 novembre 2022

LA PORTA DEL RE

                                                                    Gesù Cristo,
                                         Re dell’universo Anno C

 Cristo Re dell’universo. Lui è il principio

Ogni volta che leggo le storie di cristiani martiri, uccisi per la loro fede, santi e beati per questo, cerco di immedesimarmi al loro posto. In particolare, penso a quei giovani, a quei sacerdoti, quei religiosi, quei padri di famiglia, quelle vergini, in Spagna o in Messico, che di fronte al plotone d’esecuzione, dopo torture e soprusi, gridavano “Viva Cristo Re!” Perché? Perché nell’ultimo istante della loro vita, in modo palese, volevano testimoniare di essere seguaci, sudditi di un re evidentemente perdente? Perché?

12 novembre 2022

QUESTI GIORNI ROVENTI

                                                XXXIIIa Domenica T.O. Anno C
 

Verranno giorni in cui non sarà lasciata pietra su pietra
Viviamo questi giorni roventi, tanto più quando ascolto il Vangelo che: “… Gesù disse: Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta.
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Verrebbe da dire  “non c’è più speranza” e, con benevole ghigno, è pure vero, dopo tre anni di iniqua presenza ministeriale. Non c’è più speranza perché stiamo vivendo proprio quei giorni roventi, “come un forno”, non tanto per la siccitosa estate passata, quanto per i venti caldi dell’est che tutto bruciano in quella martoriata terra ucraina, che ci porterà alla rovina, senza possibilità di ritorno: ".. si solleverà nazione conro nazione .. vi saranno anche fatti terrificanti.." (Vangelo di Luca)
Ci stiamo dentro al 100%, eppure tutto sembra continuare come se nulla fosse

5 novembre 2022

DA MORTI A VIVENTI

XXXIIa Domenica  T.O. Anno C

La lezione della fedeltà alla legge di Dio

avviene come ai tempi di re Antioco quando: “… in quei giorni, ci fu il caso dei sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite.” (dal secondo Libro dei Maccabei)
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Un’aria mortifera appesta i nostri giorni. Non dovuto ad alcun virus malefico, altri erano nei tempi andati, ma al veleno sempre più inoculato nelle menti e nei cuori di chi muore di paura di fronte alla malattia e alla disinformazione. Vogliono una umanità prona, funzionale al desiderio di dominio di una elite che non teme Dio, che si è venduta all’inquilino di sotto. Scriveva Isacco di Siria: “la vita in questo mondo è simile a coloro che si servono delle lettere per formare delle parole. Quando vogliono aggiungono, tolgono, cambiano lettere. La vita del mondo a venire, invece, è simile a ciò che sta scritto senza il minimo errore nei libri sigillati con il sigillo reale, in cui non c’è nulla da aggiungere, né manca nulla.” Infatti, avviene come ai tempi di re Antioco quando: “… in quei giorni, ci fu il caso dei sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite.” (dal secondo Libro dei Maccabei)
Tutti e sette si rifacevano alla Legge scritta e, fedeli, si rifiutarono di oltraggiarla, accettando il martirio. Commovente è la figura della madre che accompagna e condivide le pene dei figli.

29 ottobre 2022

NELLA VITA E NELLA CASA

XXXIa Domenica  T.O. Anno C

Prospettiva di Zaccheo

Di solito a fianco delle porte di abitazione sono presenti i cognomi e nomi dei proprietari. Ora è sempre più frequente, soprattutto nei condomini, leggervi dei numeri. Fra non molto verranno scritti dei codici a barra o stampati dei pr-code, tanto l’anonimato sta divenendo il sigillo della nuova umanità. Intanto al nome si sovrappone un codice fiscale e senza quello non vai da nessuna parte e per cercare di darsi una specifica identità va alla grande la moda di tatuarsi tutto il corpo. La fantasia si sbizzarrisce. Almeno quella. Ai tempi di Gesù, non occorreva; se uno era un pubblicano, come Zaccheo, da tutti veniva riconosciuto e il nome identificava pienamente il personaggio. Lo rendeva unico, nel nostro caso, un figlio di Abramo, come dice Gesù nel Vangelo: “… oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo, infatti, è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.” (dal Vangelo secondo Luca)

27 ottobre 2022

NOVE MESI PER LA VITA - OTTOBRE 2022

 Domenica   30  Ottobre 2022  ore  16,00                                                                       alla Chiesa della Madonna degli Angeli

IL FIGLIO: IL MISTERO DI UN DONO
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SIAMO NATI E NON MORIREMO PIU’

Chiara Corbella Petrillo muore a 28 anni per un carcinoma alla lingua, scoperto quando è al quinto mese di gravidanza: rimanda le cure per dare alla luce suo figlio. La vicenda di Chiara, di suo marito Enrico e del loro figlio Francesco si dipana attraverso altre due gravidanze, quella di Maria Grazia Letizia e quella di Davide Giovanni. Questa figlia, questo figlio. A Maria Grazia Letizia, dopo un’ecografia tridimensionale, viene diagnosticata l’anencefalia: non può vivere, si consiglia l’aborto terapeutico. Chiara riflette: ”non potevo pretendere di capire tutto e subito; il Signore aveva un progetto che io non riuscivo a comprendere”.

22 ottobre 2022

XXXa Domenica T.O. Anno C

OLTRE il PECCATO

O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri

.....non è pesante da portare la croce con inciso il nome di Gesù, tanto più che ci permette di aiutare pure quelle degli altri: “… non trascura la supplica dell’orfano, né della vedova.” (dal Libro del Siracide). Anche per coloro che conducono senza soste la battaglia per la vita, negli Stati Uniti, ma pure in Italia, stanno sperimentando non proprio benevolenza, ma violenza.
Vedi l’ultima aggressione che hanno subito gli Universitari per la Vita presso la “Sapienza” a Roma (https://www.provitaefamiglia.it/blog/solidarieta-agli-universitari-per-la-vita-aggrediti-dagli-abortisti-alla-sapienza-di-roma%20)

15 ottobre 2022

XXIXa Domenica T.O. Anno C

FERMO e SALDO 

giudice indifferente cede all’insistenza di una vedova

Un amico mi ha inviato questa frase di Thomas Eliot: “in un mondo di fuggiaschi, chi prende la direzione contraria passa per disertore.” Forse, invece, sarebbe cosa buona e giusta non prendere alcuna direzione, ma restare fermi. Eliot non l’ha presa in considerazione, ma bisognerebbe proprio puntare su questa posizione: “… figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente.” (dalla 2a Lettera a Timoteo di San Paolo Apostolo)
In un mondo di fuggiaschi, diceva Eliot, in un mondo in disfacimento, dico io, bisogna essere come quei fanti sul fronte del Don che nei capisaldi non mollarono la posizione sotto l’imponente attacco finale delle forze nemiche.
Così è per coloro che oggi si trovano accerchiati da attacchi contro i valori in cui credono, contro la fede che professano e si trovano ad ingaggiare battaglie che determineranno il futuro dell’umanità, del popolo di Dio, come avvenne al tempo di Mosè: “… domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio.” (dal Libro dell’Esodo)

8 ottobre 2022

XXVIIIa Domenica T.O. Anno C

             La FEDE dello STRANIERO

nessuno è tornato a ringraziare?solo questo straniero?
.......siamo tutti come quei dieci lebbrosi, coperti da peccati innominabili, gratificati, però, dalla possibilità di salvezza con il perdono di Gesù nella Confessione che riconcilia. Quando ci allontaniamo dall’incontro in quel confessionale siamo come loro, ma quanti di noi cessano di essere “stranieri”?“… non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero? Egli disse: “alzati e vai; la tua fede ti ha salvato.” (dal Vangelo secondo Luca)

1 ottobre 2022

XXVIIa Domenica T.O.Anno C

L’INQUILINO NASCOSTO


Fin da bambino, quando partecipavo ad una festa per il Battesimo di qualche neonato, figlio di amici di famiglia o parenti, sentivo commenti che sottolineavano l’importanza del Battesimo per quel piccolo. Anche se, in realtà, i suoi famigliari erano, forse, solo credenti non osservanti. Poi, con il catechismo che mi portava alla Santa Comunione prima e alla Cresima successivamente, cominciai ad intuire che il tutto era giustificato, per quei famigliari e anche per me, da una inconscia consapevolezza che tutti questi sacramentali garantivano, e garantiscono, la presenza di quel dono inestimabile di cui parla San Paolo: “… prendi come modello i sani insegnamenti che hai udito da me con la fede e l’amore, che sono in Cristo Gesù. Custodisci mediante lo Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso che ti è stato affidato.” (dalla seconda lettera a Timoteo)
Ecco chi abbiamo come inquilino in noi, lo Spirito Santo, non male!

24 settembre 2022

XXVIa Domenica T.O. Anno C

L’ISTANTANEA: IERI COME OGGI

Lazzaro alla  porta per sfamarsi con ciò che cadeva dalla tavola del ricco

E’ come l’andare ad aprire il coperchio delle fotografie accumulate nell’arco di due o tre generazioni e ritrovare una vecchia istantanea, ingiallita, in bianco e nero. Ci si vede la propria vita, ferma in un fotogramma in cui non ci sei, ma che stai, comunque, vivendo. Così è leggendo: “… c’era un uomo ricco che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.” (dal Vangelo secondo Luca)
Ecco, vedo bene tre soggetti: un gaudente, un poveraccio, ed un cane. Non è difficile ritrovarli nelle istantanee dei nostri giornali o notiziari televisivi di oggi:

17 settembre 2022

XXVa Domenica T.O. Anno

              così PICCOLE, così GRANDI

Se non siete fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera?

Ho letto da qualche parte questo pensiero: “tenete ben stretto quello che avete ricevuto, conservatelo nella gioia, non vogliate più peccare. Conservatevi puri e immacolati per il giorno del Signore.” Presumo che per “il giorno del Signore” debba intendersi quello del nostro incontro definitivo con il suo Giudizio, quindi: “… ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese … il Signore lo giura: “certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere.” (dal Libro del Profeta Amos)

9 settembre 2022

XXIVa Domenica T.O. Anno C

LA FESTA DOPO LA TEMPESTA

Si guarda con tristezza le chiese sempre più vuote e si cercano giustificazioni, le più disparate, che non sollevano, comunque, l’animo. La pratica religiosa non è più contagiosa, i giovani la disertano e coloro che dovrebbero cercare di capirne le motivazioni si ripiegano su convegni e miriadi di documenti, senza ammettere il proprio fallimento. Se dovessimo ragionare con una logica imprenditoriale sarebbero tutti da licenziare. E non è detto che sia in effetti così: “… In quei giorni il Signore disse a Mosè: “va’scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra di Egitto si è pervertito.” (dal Libro dell’Esodo)
Che le chiese siano più deserte non sarà, perciò, un allontanamento voluto proprio dal Buon Dio perché ora come allora quel, questo popolo non persegue più i suoi comandamenti? Non ci vuole più vicini, stanco del nostro cuore di pietra, è Lui che ci allontana, fintanto che non siamo più “suo” popolo.
San Cesario di Arles scriveva: “Il Signore dirà a coloro che hanno disprezzato la sua misericordia: uomo con le mie mani ti ho plasmato, ho soffiato io l’alito di vita nel tuo corpo di terra, mi sono degnato di conferirti la nostra immagine e la nostra somiglianza … ma tu, disprezzando i comandamenti di vita hai preferito ..."
Abbiamo preferito e tutt’ora preferiamo la “perversione”. Cioè, a fronte della vita donata a tutti, quanti siamo sulla faccia della terra, anziché ringraziare e rispettarne i dettami, ci permettiamo di decidere chi deve vivere e chi no, stroncando all’alba del concepimento, con l’aborto e le precoci pillole abortive varie, il suo progetto di amore per ogni creatura che lui ha pensato.

3 settembre 2022

XXIIIa Domenica T.O. Anno C

FRATELLO e DISCEPOLO

C’è chi non vuole sentire parlare di croce .....

Quando mi appresto alla stesura di queste note sulla Parola e la Vita so bene della mia insufficienza perché: “… i ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte la nostre riflessioni perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni.” (dal Libro della Sapienza)
La fatica dei miei anni non fortifica, anzi, sento dentro di me crescere la sfiducia verso chi dovrebbe agguantare il testimone alla fine della mia corsa. Si parla sempre meno della presenza di Dio fra gli uomini, in giro ci sono sempre meno simboli religiosi e coloro che dovrebbero consolidare nella fede hanno solo piedi d’argilla. Vacillano, si sbriciolano e se appena iniziano a dire qualcosa di cattolico si dividono. C’è chi non vuole sentire parlare di croce e, quindi, spesso rifiuta l’amore che costa.

27 agosto 2022

XXIIa Domenica T.O. Anno C

LA GRAZIA DELL’AMICIZIA

Amico, vieni più avanti. Chi si umilia sarà esaltato ....

Mi è capitato spesso, nella mia non breve esistenza, di essere invitato, pure come ospite di riguardo per un evento o altro. Ho, quindi, ben presente come ci si sente e si vivono quei momenti in cui sei accolto con mani tese e sorrisi a ganasce aperte, così come quando entri sentendoti come un pesce fuor d’acqua e te ne stai in disparte, grato che nessuno si accorga della tua presenza. Gesù, nella sua catechesi, ha ben presente queste situazioni e le utilizza per meglio sintetizzare il criterio con cui si viene accolti in paradiso: “…Amico, vieni più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.” (dal Vangelo secondo Luca)

19 agosto 2022

VIA DA ME

XXIa Domenica T.O. Anno C

Entrate per la porta stretta: i primi saranno ultimi, gli ultimi, primi!
Mi veniva da pensare, in questi giorni, a tutte le persone che avvicinavano Gesù nel corso dei suoi anni di annuncio diretto con il suo pellegrinare di villaggio in villaggio. Chiedevano di essere guarite e Gesù, in forza della loro fede, non li guariva, ma li salvava. Ancora adesso è così. Quando si va in chiesa a pregare, quando si va a Lourdes su una carrozzina o su una barella, quando si va a mettersi in gioco davanti ad un’apparizione o ad un evento inspiegabile, si va per essere sanati o guariti. E’ così che: “… io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue, essi verranno e vedranno la mia gloria. (dal Libro del profeta Isaia)
Potranno vedere la sua gloria, quindi, non perché guariti, ma perché vicini al Signore, soprattutto nei Santi Sacramenti, ecco il modo odierno di “toccarlo”, egli li salva: dà la gioia di chi si sente pienamente amato e di chi può così crescere nell’amore, facendo della propria vita un dono.

13 agosto 2022

E TU DA CHE PARTE STAI?

                   XXa Domenica T.O. Anno C

Sono venuto a portare fuoco sulla terra

Dopo aver letto la Parola di questa domenica, subitaneamente mi tornarono in memoria i versi di Cecco Angiolieri: “s’i fosse foco ardere’ il mondo” … che furono anche messi in musica, nel 1968, da Fabrizio D’André. E cominciai a canticchiarla. Sono parole crudeli e ciniche che hanno, comunque, un loro perché, buone per sollecitare ribellioni adolescenziali e disprezzo verso il mondo. Allora vado a rileggere: “… sono venuto a gettare fuoco sulla terra e quanto vorrei che fosse già acceso … (dal Vangelo secondo Luca)
Alcuni giorni fa, il famoso dieci agosto delle stelle cadenti, la Chiesa ha ricordato il diacono martire Lorenzo che, oserei dire, quel fuoco l’ha sperimentato sulla sua pelle. Ma, secondo uno scritto di San Massimo di Torino, “visto da fuori, questo martire bruciava nelle fiamme di un crudele tiranno, ma una fiamma più grande, quella dell’amore di Cristo, lo consumava all’interno.”

6 agosto 2022

IL TESORO DI DIO

XIXa Domenica T.O. Anno C

Il Signore viene

Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo»
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E’ incontestabile la crescita esponenziale in termini numerici del cristianesimo dalla fondazione della Chiesa ad oggi. Eppure, aleggia da sempre nell’immensa “chiesa di Dio” la sensazione, a volte la certezza, di essere quel piccolo gregge di cui al Vangelo: “… non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.” (dal Vangelo secondo Luca)
Quel “non temere” la dice lunga sul futuro di quell’ effettivo piccolo gregge, così come va coniugato con l’attuale situazione della chiesa di oggi, in vertiginosa trasformazione, nell’inseguire quel Nuovo Ordine Mondiale che si sta imponendo su questa umanità smarrita. La domanda è: sarà forte e fedele il piccolo gregge, o ancor meglio, il piccolo resto a sostenere il peso della coerenza con la fede che professa? “… la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede.” (dalla Lettera agli Ebrei)
La fede ci dice che non ci sono due principi, uno buono e uno cattivo, ma c’è un solo principio, il Dio creatore, e questo principio è buono, solo buono, senza ombra di male. Lo diceva Papa Benedetto XVI in una udienza generale in un contesto esortativo che tentava di spiegare anche il mistero del male. Si può dedurre, perciò, che l’essere umano non è un misto di bene e di male, perché l’essere come tale è buono e perciò è bene essere, è bene vivere. Questo è il lieto annuncio della fede. Ma c’è un ma, che viene da quel mistero, che rimane oscuro, del male fra gli uomini, che viene da una libertà abusata. Con questa considerazione acquisita si potrà meglio capire, assorbire: “… beata la nazione che ha il Signore come Dio, il popolo che egli ha scelto come sua eredità.” (dal Salmo)

30 luglio 2022

IL TEMPO INFINITO

XVIIIa Domenica T.O. Anno C

Rembrandt: Il Ricco Stolto
Ricordo ancora come in una calda serata d’estate, sotto gli alti platani dell’allea, si parlava fra di noi del tempo che passava lento. Eravamo giovani, eppure di fronte ai novanta e passa anni della nonna Serafina, si ammetteva che per lei il tempo sarà sicuramente stato un batter di ciglia. In fondo, la verità era che, pur se ci aveva appena lasciato, la sua vita e le nostre vite non avrebbero avuto alcuna discontinuità: si sarebbero rincontrate al successivo batter di ciglia. Infatti: “… mille anni, ai tuoi occhi, sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte.” (dal Salmo)

Di veglie, di guardie ne ho fatte parecchie e quelle sembrava non passassero mai, eppure anche quelle servivano per riflettere, nel silenzio della notte, sul senso della vita, su tutte le cose che si stavano realizzando, su ciò che mi aspettavo per il futuro. Tutto concorreva, tutto concorre ed invita a ripensare che: “… chi ha lavorato con sapienza, con scienza e successo, dovrà poi lasciare la sua parte ad un altro che non vi ha per nulla faticato.” (dal Libro del Qoèlet)
Il suddetto Libro cantilena sulla “vanità delle vanità: tutto è vanità” e la presenta come un gran male. Ovviamente se ciò per cui ci si adopera è in vista solo del proprio tornaconto, ma se si lavora con onestà, con scienza e coscienza, come un buon padre di famiglia, che importanza ha se ne potranno beneficiare anche altri, come i figli, i parenti, i propri confratelli, i concittadini, i bisognosi.

23 luglio 2022

IL GRIDO AL CIELO

XVIIa Domenica T.O. Anno C

 Così gridate al Cielo !!!!!!
Il padre Abramo aveva voglia a tirare la cinghia per evitare la distruzione delle città in cui abitava il suo parente Lot.
Alla fine non c’erano neppure 10 giusti e le cose sono andate come si sa: “   voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere.” (dal Libro della Genesi)
Sarebbe interessante sapere chi si è sperticato nel gridare verso il cielo per fare sapere cosa stava succedendo in quel mondo. Doveva trattarsi proprio di qualcosa di immondo se anche il Buon Dio voleva andare a vedere. E quando vide, non ci fu scampo per quegli abitanti che non vollero sottomettersi alla legge di Dio. Quindi, Abramo e la sua gente non riuscirono a cambiare i costumi di quella gente.

16 luglio 2022

L’AGITAZIONE

 

XVIa Domenica T.O. Anno C
Nell’ora più calda del giorno mi accingo alla meditazione settimanale da proporre a chi cerca motivazioni e conferme nella Parola per la più importante battaglia per la vita. Siamo in una guerra, non solo combattuta con le armi, in pratica la terza guerra mondiale, pregando Dio che non si trasformi in una guerra nucleare, in cui il disprezzo della vita umana ha raggiunto tali livelli da essere rivendicato come diritto. Eppure il Signore Iddio continua a presentarsi come il dispensatore della vita, come quando assicura ad Abramo la gravidanza di sua moglie Sara. Lo fa in un giorno torrido, come quello di questo pomeriggio:
“… mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno …”
Non era imbambolato, pur senza il condizionatore, e seppe riconoscere subito chi stava arrivando: “… vide tre uomini … si prostrò fino a terra … dicendo “mio Signore”. Notare già fin d’allora la presenza della Santissima Trinità, la quale, dopo essere stata servita come si conviene, promise al patriarca: “… tornerò da te.” (dal Libro della Genesi)

9 luglio 2022

GLI OCCHI DELLA COMPASSIONE

               XVa Domenica del T.O. Anno C
La religiosità insita nel vivere umano porta alla convinzione che sia a disposizione di tutti il diritto all’eredità della vita eterna. C’è, però, un particolare per la dottrina cattolica: deve essere meritata. Le dritte per capire come, ci vengono pure date fin dalla più tenera età. Ancor prima non occorre perché si è innocenti a prescindere. Perciò i bambini che muoiono nel grembo materno per malattie o per aborto volontario (guai per coloro che lo procurano) sono già nell’eternità beata. Per tutti gli altri non c’è scusa che tenga: la legge del Signore è chiara e semplice come dice Mosè ai titubanti israeliti:
“… questa Parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica.” (dal Libro del Deuteronomio)

2 luglio 2022

LA CONSOLAZIONE

XIVa Domenica del T.O. Anno C

Lui ha già scritto il nostro nome

“Avevi scritto già il mio nome lassù nel cielo, avevi scritto già la mia vita insieme a te, avevi scritto già di me …” E’ l’incipit di una canzone che ogni tanto mi gira in testa. E’ subito ritornato quando ho letto:“… non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi: rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli.” (dal Vangelo secondo Luca)
Quando ancora non abbiamo un nome, quindi, il Creatore lo ha già stabilito per noi. Eravamo ancora sconosciuti, là aggrappati sulla parete dell’utero della mamma, e non sapevano chi eravamo, se maschio o femmina, e già sfogliavano il libro dei nomi per trovare quello più piacevole o quello più originale.

25 giugno 2022

IL CUSCINO PER GESU’

XIIIa Domenica del Tempo Ordinario  Anno C

Ti seguirò ovunque Tu vada !

Negli anni ’70 si cantava, anche in chiesa, una canzone intitolata “La Risposta”, che diceva più o meno così: “… quando tutta la gente del mondo riavrà per sempre la sua libertà? Risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà.” Poi, si capì che, sostanzialmente, non era proprio il caso di cantarla durante la Santa Messa, perché la risposta c’è: “… Cristo ci ha liberati per la libertà. State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.” (dalla Lettera di San Paolo ai Galati)
E per rafforzare questa verità mi piace riandare alla memoria di quando Gesù ci ha chiamati amici (Gv 15,15). In parole povere, ci considera partecipi della sua vita. Non gli siamo estranei, anche noi uomini del terzo millennio. Ha stima di noi, ci affida il prossimo, anche il mondo da aggiustare, da salvare. E ci dà pure gli strumenti necessari: amore, gioia, sapienza, forza interiore. E’ questo l’antidoto giusto per evitare di ricadere nella schiavitù, che i potenti dello “stato profondo” vogliono imporre all’umanità, quanto meno a quella che resterà con l’attuazione dell’Agenda 2030.  Però, non si illudano più di tanto, sembra che stiano realizzando quanto previsto dai loro criminali piani, perché il Salmo ci dice che: “… il Signore è mia parte d’eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita.”

24 giugno 2022

NOVE MESI PER LA VITA - GIUGNO 2022

 Domenica   26  Giugno  2022  ore  16,00

alla Chiesa della Madonna degli Angeli

Che ne è di tuo figlio, di tuo padre,
di tua madre, di tuo fratello?
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UN IMPRENDITORE CON LA “I” MAIUSCOLA

 

Simone Terreni, qualcuno lo ricorderà, è l’Imprenditore vero, con la "I" maiuscola, che lo scorso febbraio aveva assunto una donna di 27 anni che al colloquio aveva rivelato di essere incinta.
Ad una imprenditrice che lo aveva criticato per la sua decisione aveva successivamente risposto, sottolineando che:  “Lei non è un’imprenditrice, ma una donna d’affari, abituata ad avere le persone al suo servizio H24.
Un imprenditore, invece, è al servizio dei propri collaboratori e non viceversa.
Un imprenditore assume le persone in base allecapacità e alle competenze e non in base al sesso o all’età.
Un imprenditore sa pianificare e non teme di perdere una collaboratrice per qualche mese.
Un imprenditore crea una squadra di persone, non un’azienda piramidale.
Un imprenditore non ha paura di una gravidanza, ma è felice se con la sua azienda aiuta giovani madri e giovani padri a dare la vita a delle creature.
Perché un bambino, lo ridico, non può mai essere un problema.”

18 giugno 2022

LE DODICI CESTE

Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (Anno C)


Non si è andati al risparmio quel giorno: “… tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.” (dal Vangelo secondo Luca)
Increduli, avranno avuto per tutta la vita di che ringraziare quelle più di 5000 persone che, in gruppi da 50, potevano ben guardarsi in faccia e gioire e fare festa in piena comunione. Come si fa anche noi nelle nostre domeniche eucaristiche? Forse, dopo tutto quello che stiamo vivendo, non ne siamo più consapevoli. Ci sfugge sempre più il significato. Santa Teresa Benedetta della Croce scriveva che “L’Eucaristia è il sacrificio eternamente presente di Cristo ed è da intendersi come un’unica azione di grazie, questo è il significato della parola “eucaristia”. E’ vero, ed infatti, oggi è festa speciale, quella del Corpus Domini, solennità cui è legata la famosa processione che, una volta, era proprio piena espressione di testimonianza di fede in Dio: “… sia benedetto Abram dal Dio Altissimo, creatore del cielo e della terra.” (dal Libro della Genesi)

11 giugno 2022

LE DELIZIE DELLA SAPIENZA

Santissima Trinità Anno C

Quest’oggi provo a cimentarmi nel tracciare un identikit del vero discepolo di Gesù Cristo: non avido di ricchezze, mite, mai disperato, desideroso di fare la volontà del Padre, puro di cuore, misericordioso, operatore di pace, gioioso, umile, minimo. Mi ha dato lo spunto Santa Teresa del Bambin Gesù che scriveva:
“… vorrei trovare un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché sono troppo piccola per salire la dura scala della perfezione. Allora ho cercato nei libri dei santi l’indicazione dell’ascensore e ho letto queste parole pronunciate dalla Sapienza eterna: “se qualcuno è piccolissimo venga a me” (Pr 9,4)
Ora, noi siamo più fortunati, di ascensori ce ne sono a bizzeffe, ma di persone in giro desiderose di innalzarsi fino a Gesù ne vedo ben poche. In realtà è che si è troppo ripiegati su sé stessi per poter cogliere quelle delizie di cui si legge:
“… giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo.” (dal Libro dei Proverbi)
Ma quali sono queste delizie? Sono come quelle della madre che carezza il suo bimbo, che lo consola, che lo porta sul cuore e che lo tiene sulle ginocchia. Sono parole liberamente tratte da un passo del Libro di Isaia, non è farina del mio sacco, ma che rendono in pieno cosa vuole dire quel gioco di cui parla la Sapienza.

4 giugno 2022

FIGLI, NON SCHIAVI

 Domenica di Pentecoste (Anno C)

Lo Spirito Santo che il Padre manderà vi insegnerà ogni cosa.

Tutti coloro che leggono i miei scritti, li leggono allo stesso modo, eppure non comprendono allo stesso modo ciò che leggono. Mi rendo conto, perciò, che quanto scrivo è inutile se non è capace di accendere nei cuori il fuoco che riscalda sentimenti e amore. Così dovrebbe essere, così spero che i miei lettori possano trovarsi nelle medesime condizioni di coloro che ascoltavano gli apostoli dopo la discesa dello Spirito Santo: “…erano stupiti, e fuori di sé per la meraviglia.” (Atti degli Apostoli)
Mi sorge un dubbio, ma perché più nessuno si meraviglia di ciò che viene dalla Chiesa di Dio, da parte dei suoi rappresentanti in terra, pur essendo tutti battezzati, cresimati, ordinati? Vale anche per me la domanda, naturalmente. Non dico che non ci sia amore autentico in tanti buoni cristiani, ci sono tante buone nicchie dove si sperimenta ancora la meraviglia dell’annuncio e della comunione. E questo riempie di gioia.
Eppure, in questi ultimi tempi, mi sembra che siamo regrediti da figli a schiavi:“… e voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo spirito che rende figli adottivi …” (Lettera ai Romani di San Paolo Apostolo)

28 maggio 2022

NOVE MESI PER LA VITA - MAGGIO 2022

Domenica   29  MAGGIO  2022  ore  16,00

alla Chiesa della Madonna degli Angeli

Che ne è di tuo figlio, di tuo padre,
di tua madre, di tuo fratello?
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Amazon vara il benefit aziendale per chi abortisce


Il colosso della logistica di Jeff Bezos rimborserà le spese per tutti i dipendenti che decidono di interrompere la gravidanza per sé o per le loro mogli
Di Samuel Alito.
L’aborto come benefit aziendale. Amazon, il colosso della logistica con oltre un milione di dipendenti che ha conquistato il mondo grazie anche alla sua economia in controtendenza durante la pandemia, rimborserà le spese di viaggio per tutti i lavoratori che avranno intenzione di recarsi in ospedale o in clinica per cure o interventi medici, compresa l’interruzione della gravidanza.
E’ praticamente la risposta a tutto quel sistema di restrizioni instaurate dai governi repubblicani di vari Stati federali, in seguito a una sentenza della Corte Suprema che intende rovesciare un vecchio verdetto del 1973 e stabilisce l’autoregolamentazione di ogni Stato in questa materia così delicata.
E Amazon si mette a disposizione per facilitare questi viaggi pagando le spese (fino a 4 mila dollari) alle dipendenti o ai dipendenti che hanno preso insieme alle loro mogli questa decisione.
La sentenza nell'obiettivo della Corte Suprema si chiama “Roe versus Wade” e stabiliva praticamente la libertà di aborto in tutto il territorio americano sull’onda delle proteste femministe che avevano infiammato il Paese. Cinquant’anni dopo i giudici supremi (che hanno l’appellativo di “justice”) l’hanno rovesciata completamente fin dalle sue fondamenta etiche.
E così siamo davanti ad uno scontro etico-giuridico: la Corte Suprema da una parte che dispone la possibilità di evitare l’aborto o quantomeno limitarne gli eccessi ai governi federali e le multinazionali dall’altra, sempre più ricche di profitti, sempre più potenti, sempre più invasive in ambiti che di per sé non hanno nulla a che fare con la loro attività e che grazie alle loro risorse finanziarie illimitate facilitano coloro che desiderano aggirare la legge orientando la politica anche sul piano etico.

LE PROMESSE

 ASCENSIONE del Signore (Anno C)

nel suo nome sarà predicata la conversione e il perdono

Si dice che la speranza è l’ultima a morire, in verità neppure dopo la morte, se si riesce a credere che oltre a quella porta c’è altro. Ecco perché non muore, insieme all’anima, perché si predispone ad aspettare colui che sarà giudice della salvezza o della dannazione. I credenti sono così invitati a non demordere: “… manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso.” (dalla lettera agli Ebrei)
Mi torna tra le mani un bellissimo poetico stralcio tratto da “Meditazione sulla morte” di Karol Wojtyla: “La speranza che va oltre la fine”. Dice “nel tempo giusto la speranza s’innalza da tutti i luoghi soggetti alla morte. La speranza ne è il contrappeso, in essa il mondo, che muore, di nuovo rivela la vita … lo spazio del grande mistero si estende tra morte e speranza, uno spazio che corre verso l’alto, come la pietra di luce solare rovesciata all’ingresso del sepolcro.”

21 maggio 2022

L’UMILE DIMORA

Sesta Domenica di Pasqua  (Anno C)

Se uno mi ama,osserverà la mia parola

Che ci si veda entrare in una cattedrale o in una chiesetta di campagna, quando il ginocchio si piega al pavimento mentre il segno della croce saluta il proprietario del tempio, nulla cambia, o dovrebbe cambiare, di ciò che attrae l’occhio e va al cuore, rispetto agli spazi, agli arredi, all’arte, al silenzio che in quei luoghi si possono trovare. Potrebbe essere tutto indifferente, trattandosi solo di pietre e sassi (cattedrale di pietre e sassi, mille statue che toccano il cielo … cantava Fausto Leali), eppure: “… in essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio.” (dal Libro dell’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo)
Nella città di Dio, nella Gerusalemme che cala dall’alto non occorrono più chiese e campanili, edicole ed oratori, santuari e cattedrali. Perché queste sono il frutto di un desiderio passeggero o qualche cosa che si può realizzare con la volontà. Nulla da eccepire, le loro fondazioni possono essere anche molto profonde, poggiare sulla predicazione degli apostoli, sulla confessione di fede dei santi. “Per questo i templi di Dio sono anche i monumenti dei suoi santi, che hanno faticato, ma non invano, poiché altri hanno ereditato i frutti della loro fatica.” (Beato John Henry Newman)