La Vita e la Morte
Signore, se
tu fossi stato qui,
mio fratello non sarebbe morto
“Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire, spendere tutti i tuoi giorni passati, se presto hai dovuto partire”. E’ una strofa di una canzone dei Nomadi per ricordare un’amica. E’ una constatazione che, in cuor nostro, ci sovrasta davanti ad una vita che finisce, soprattutto di una persona cara. C’è quanto basta per fissare il vuoto che cerca d’inghiottirci, perché la morte è un mistero che sgomenta. C’è da non capire il perché del nascere se il tutto della vita che s’intravede deve inesorabilmente tramontare, svanire alla vista di chi ancora rimane a vivere. I filosofi, i pensatori, al riguardo, si sbizzarriscono, io non riesco a seguirli, a studiarli; io riesco solo a leggere, ad ascoltare, in cuor mio: “…Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.” (dal Vangelo secondo Giovanni)







