sabato 10 aprile 2021

I CUORI CHIUSI

 IIa Domenica di Pasqua (Anno B)
Divina Misericordia
      

Non essere incredulo, ma credente!
Non nascondiamoci dietro al dito, stiamo vivendo, come cattolici, una delle stagioni più tristi degli ultimi tempi. Non siamo più in grado di trasformare il mondo, non convertiamo più, siamo divisi fra modernisti e tradizionalisti, fra comunità di base e parrocchie, fra gruppi e associazioni. Non si capisce più verso dove stiamo andando, le chiese sempre più vuote, liturgie asfittiche, condizionate da protocolli estranei al loro stesso spirito, lo scisma è sempre dietro l’angolo e i nostri cuori s’intristiscono e si chiudono nel privato, in una fede fai da te. Quanto è diverso ciò che leggiamo dei primi cristiani:
“…la moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola.” ( dagli Atti degli Apostoli)

sabato 3 aprile 2021

RISORGERE

Domenica di Pasqua
Risurrezione del Signore

Come si fa, in una domenica di Pasqua, a non parlare o scrivere della festa per eccellenza della cristianità? E’ impossibile, perché l’evento che ricordiamo è lo spartiacque della stessa nostra esistenza. Lo è stato per la storia dell’umanità e tutti, chi più, chi meno, da quel famoso 33dc devono fare i conti con quella croce. Chi l’ha rifiutata, chi l’ha derisa, tanti, troppi, ma anche chi l’ha abbracciata perché dice il Salmo: “…non morirò, ma resterò in vita e annuncerò le opere del Signore.”
Opere che passano dentro la missione di Gesù, ossia portare la salvezza, la libertà dal male e, quindi, la gioia piena, a tutti gli uomini, di ogni luogo e di ogni tempo. Una gioia che ciascuno di noi nel corso della sua vita avrà sicuramente sperimentato. La Pasqua è la festa della gioia, è pure, però, quell’insieme, quel mix, di dolore per quello che ha sofferto Gesù, di inquietudine per quel silenzio che si espande dal suo sepolcro, di meraviglia per quella tomba vuota e:“…allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.” (dal Vangelo secondo Giovanni).

sabato 27 marzo 2021

C’ERI TU?

Domenica delle Palme e
della Passione di Gesù

Prendo spunto dal titolo di un canto quaresimale che interroga sulla presenza presso la croce, presso il sepolcro di Gesù. E’ un riferimento che mi sembra appropriato perché ad ogni domenica delle palme ci troviamo a vivere, liturgicamente parlando, due stati d’animo contrapposti: l’allegria giuliva rappresentata, appunto, dai rami d’ulivo o delle palme da una parte e, dall’altra, la lacerante lettura della Passione di nostro Signore, alla fine della quale si resta annichiliti. Quel “c’eri tu” vale soprattutto per me, ecco perché il “c’ero io” mi ricorda tanto quella storiella del puledrino d’asina che portò in groppa il Signore quando fece l’ingresso in Gerusalemme. Tutto contento, quell’asino andò da sua madre per raccontarle che quella mattina, mentre entrava in città, tutta la gente lo festeggiava, gli mettevano i mantelli sotto le zampe, gli sventolavano le palme, lo acclamavano. Mamma asina, perplessa gli diceva che non era possibile, perché quei gesti di festa erano per colui che stava in sella. Non si convinceva, e per farla breve gli disse, quindi, di riprovare a fare lo stesso tragitto. Cosa che fece, nella più completa indifferenza della folla. Ritornò deluso dalla mamma. Lo consolò, dicendogli che, dopotutto, rimaneva sempre un asino, anche se aveva avuto l’onore di portare il Re dei re.

giovedì 25 marzo 2021

NOVE MESI PER LA VITA - MARZO 2021

Domenica 28 MARZO 2021 ore 16,00
alla Chiesa della Madonna degli Angeli

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La vita ci interpella: Il bivio della realtà

SAN MARINO E L’ABORTO

Nella Serenissima Repubblica di San Marino, che ama definirsi con orgoglio “Terra della libertà”, divampa la polemica sulla legalizzazione dell’aborto. Sì, perché nel piccolo stato arroccato sul Monte Titano l’aborto è illegale. Una rarissima ed encomiabile eccezione in tutto il Vecchio Continente, seguita solo da Malta e Città del Vaticano. Il 22 marzo 2019 è stato presentato un progetto di legge d’iniziativa popolare sulla “procreazione cosciente e responsabile e sull’interruzione volontaria della gravidanza” che ha raccolto 469 firme. I promotori di tale iniziativa hanno deciso che sia ormai giunto il tempo di discutere la questione ed hanno alzato i toni della polemica.

PORTEREMO I CAV IN OSPEDALE

La Regione Piemonte ha pubblicato una determinazione dirigenziale per «migliorare il percorso

assistenziale per la donna che richiede l’interruzione volontaria di gravidanza”. Dietro questo obiettivo apparentemente ambiguo si cela però l’intenzione di consentire l’apertura di uno sportello in ogni consultorio, ma anche negli ospedali, gestito da tutte quelle associazioni che perseguono nel loro statuto il fine di «tutelare la vita fin dal concepimento e/o svolgono attività specifiche che riguardino il sostegno alla maternità e la tutela del neonato».La Regione Piemonte farà così entrare i Centri di aiuto alla Vita direttamente in ospedale: «Individueremo locali da dare in esclusiva alle associazioni pro life», spiega  l'assessore alla sanità. Esulta Federvita: «Aspettiamo da anni questo giorno».

La Parola:

Is. 66,12-13b
Perché così dice il Signore: "Ecco, io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace; come un torrente in piena, la gloria delle genti. Voi sarete allattati e portati in braccio, e sulle ginocchia sarete accarezzati.
 Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò.

Sal. 26,9b-10
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto.

Mt. 5,21-22
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

sabato 20 marzo 2021

SEGUIMI

Va Domenica di Quaresima (Anno B)

In questa quarta settimana di quaresima appena trascorsa abbiamo incontrato la persona di San Giuseppe, una figura da cui, per vari motivi, siamo un po’ tutti attratti. Forse perché ci è facile immaginare il suo stato d’animo quando si è accorto che la sua futura sposa era incinta, non si sa come e da chi! Lo sconforto e l’angoscia avranno attanagliato quell’uomo buono, così da sentirsi preso in giro quando Maria gli avrà raccontato quanto le era accaduto. Ma Giuseppe poteva credere a fatti così misteriosi e soprannaturali? “…porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore.” ( dal Libro del Profeta Geremia). Ecco, sicuramente in quel giovane discendente di Davide, docile e buono, la legge di Dio era il suo faro. Secondo la legge di Mosè avrebbe dovuto denunciarla, ma egli amava Maria e non voleva farle del male, non voleva pubblicamente ripudiarla. Fu allora che Dio intervenne con la visione notturna dell’angelo che gli rivelò l’opera dello Spirito nel seno della Madonna. Allora Giuseppe, anche lui pieno di Fede nel Signore, prese in mano la situazione e mise a disposizione la sua vita per adempiere al Disegno dell’Altissimo e “…Cristo divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono”(dalla Lettera agli Ebrei)
E qui sta il problema: quanti sono ancora capaci di obbedire?

sabato 13 marzo 2021

LE CETRE SILENTI

IVa Domenica di Quaresima (Anno B)

Ho un’età per cui posso attingere alla memoria per ripensare ai giorni antichi. Un po’ come il popolo di Israele in esilio forzato lungo i fiumi di Babilonia. Forse che anche noi non siamo in esilio? Volontario, nel nostro caso. Nessuno ci ha imposto un cambiamento epocale, per la vita della Chiesa, come quello voluto con il Concilio degli anni sessanta. Eppure la tradizione fu messa all’angolo, la liturgia scardinata, i dogmi eclissati. Sintetizzo, perché so bene che ci sono montagne di volumi che raccontano di quei giorni, di quelle scelte, di quelle derive, però mi domando con sempre più insistenza se:
“…in quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà.” (dal Secondo Libro delle Cronache)

sabato 6 marzo 2021

IL MERCATO

IIIa Domenica di Quaresima(Anno B)

Quanto sta avvenendo era impensabile fino a pochi decenni fa. Forse non si vendono più indulgenze, i servizi liturgici su richiesta sono ad offerta, vendita di oggetti sacri e ricordi di pellegrinaggi sono in spazi esterni alle chiese, il turismo religioso è mitigato dal desiderio di conoscere e di ammirare le bellezze dedicate a Dio, ma c’è un altro mercato che  scandalizza, quello della derisione della fede. Non mi riferisco tanto alle macchiette sul palco di Sanremo, segno della pochezza culturale e mentale di quegli ideatori e di coloro che permettono tali sconcezze, oltre tutto pagate con i soldi degli abbonati, indipendentemente dal non accendere la tivù su quel canale. Mi riferisco a coloro che utilizzano le chiese per fatti e iniziative che nulla hanno a che fare con il culto.

sabato 27 febbraio 2021

IN DISPARTE

IIa Domenica di Quaresima (Anno B)


“…fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?” (dalla Lettera di San Paolo ai Romani)
Mi sembra di vederlo San Paolo, tranquillizzare i romani sotto pressione per la caccia ai cristiani scatenata dai padroni di allora. La sua autorevolezza era sicuramente notevole, dicono, non altrettanto la sua eloquenza. Però, sapeva sicuramente scrivere, come dimostrano le sue lettere. E i cristiani crescevano di numero, nonostante le persecuzioni. Il mio parroco, da bambino, aveva la stessa autorevolezza, quando andava sull’ambone e tuonava, e la gente lo ascoltava, aveva fiducia in lui e nessuno si sognava di trascurare i bisogni della parrocchia, dei poveri, dell’educazione, dell’oratorio, delle processioni, delle catechesi. E i cristiani crescevano, se non di numero, quanto meno nella consapevolezza della presenza e della testimonianza nella società, nella politica, nella professione della nostra religione. Fino a quando, il consumismo da una parte, il modernismo dall’altra, non hanno minato le fondamenta della morale cristiana e lo stesso corpo ecclesiale. I risultati sono davanti ai nostri occhi, tanto che confusione e dispersione sono ormai un’evidenza tale da rendere la presenza dei cristiani nella società quasi totalmente ininfluente. A stento si riesce a trovare testimoni autentici, capaci di credere nonostante tutto:
“…ho creduto anche quando dicevo: “sono troppo infelice”.” (dal Salmo 115)

sabato 20 febbraio 2021

L’ARCOBALENO

1a Domenica di Quaresima (Anno B)

stabilisco la mia alleanza con voi
Se vado con la memoria alla mia infanzia, quando arrivava la Quaresima sapevamo, di certo, che al venerdì doveva essere assolutamente di magro. L’atmosfera, in generale, era un po’ grigia, complice quasi sempre un mese di marzo piovoso e mutevole. Poi, però, arrivava la Pasqua e tutto rinasceva, riprendeva vita, complice un mese di aprile vivace e splendente. Se vado con la memoria alle mie escursioni in montagna, quando incappavamo in un temporale bestiale, era buona se trovavamo un riparo di fortuna per aspettare che tutto finisse. E, poi, vuoi mettere la meraviglia del cielo che si squarcia e tutto torna più chiaro e, all’orizzonte si installa l’arcobaleno:“…pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell’alleanza tra me e la terra…tra me e voi e ogni essere vivente in ogni carne.” (dal Libro della Genesi)

sabato 13 febbraio 2021

LA MANO TESA

VIa Domenica T.O. (Anno B)
Su una vecchia lapide rinvenuta in un antico cimitero c’era scalpellato in dialetto milanese
, tradotto in italiano: “ a pretendere di accontentare tutta la gente si crepa di fatica e non si conclude niente “. Perla di saggezza popolare o solo rammarico del defunto? In ogni caso, per San Paolo non è così:“…così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse, ma la salvezza di molti.” (dalla prima Lettera ai Corinti)
Ancora una volta c’è da notare come si passa dal “tutti” al “molti”. Si era ben consapevoli delle difficoltà ad accettare la buona novella, del come sia difficile trasformare la propria vita testimoniandola nella quotidianità, al punto da portare al rammarico, all’abbandono, alla derisione, alla persecuzione. Per questo l’Apostolo insiste nel raccomandarsi a non “essere motivo di scandalo”. Giusta preoccupazione perché ben vediamo come incidono nella vita stessa della Chiesa comportamenti e scelte non conformi alla sua dottrina. Per questo c’è sempre più bisogno di santi, come, per esempio, Santa Giuseppina Bakhita (ricordata proprio alcuni giorni fa) che, con un gesto impensabile, porrà fra i suoi benefattori anche gli schiavisti che l’avevano rapita e venduta. L’incontro con Gesù le ha permesso di ripercorrere le tappe della sua vita in una logica nuova, al punto di perdonare e di pregare per coloro che le hanno fatto del male. Sa bene che altro non può fare, ma li affida al Signore affinché possano anche loro inginocchiarsi e con il Salmo recitare:
“…ho detto “confesserò al Signore le mie iniquità” e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.” (dal Salmo 31)