sabato 28 maggio 2022

NOVE MESI PER LA VITA - MAGGIO 2022

Domenica   29  MAGGIO  2022  ore  16,00

alla Chiesa della Madonna degli Angeli

Che ne è di tuo figlio, di tuo padre,
di tua madre, di tuo fratello?
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Amazon vara il benefit aziendale per chi abortisce


Il colosso della logistica di Jeff Bezos rimborserà le spese per tutti i dipendenti che decidono di interrompere la gravidanza per sé o per le loro mogli
Di Samuel Alito.
L’aborto come benefit aziendale. Amazon, il colosso della logistica con oltre un milione di dipendenti che ha conquistato il mondo grazie anche alla sua economia in controtendenza durante la pandemia, rimborserà le spese di viaggio per tutti i lavoratori che avranno intenzione di recarsi in ospedale o in clinica per cure o interventi medici, compresa l’interruzione della gravidanza.
E’ praticamente la risposta a tutto quel sistema di restrizioni instaurate dai governi repubblicani di vari Stati federali, in seguito a una sentenza della Corte Suprema che intende rovesciare un vecchio verdetto del 1973 e stabilisce l’autoregolamentazione di ogni Stato in questa materia così delicata.
E Amazon si mette a disposizione per facilitare questi viaggi pagando le spese (fino a 4 mila dollari) alle dipendenti o ai dipendenti che hanno preso insieme alle loro mogli questa decisione.
La sentenza nell'obiettivo della Corte Suprema si chiama “Roe versus Wade” e stabiliva praticamente la libertà di aborto in tutto il territorio americano sull’onda delle proteste femministe che avevano infiammato il Paese. Cinquant’anni dopo i giudici supremi (che hanno l’appellativo di “justice”) l’hanno rovesciata completamente fin dalle sue fondamenta etiche.
E così siamo davanti ad uno scontro etico-giuridico: la Corte Suprema da una parte che dispone la possibilità di evitare l’aborto o quantomeno limitarne gli eccessi ai governi federali e le multinazionali dall’altra, sempre più ricche di profitti, sempre più potenti, sempre più invasive in ambiti che di per sé non hanno nulla a che fare con la loro attività e che grazie alle loro risorse finanziarie illimitate facilitano coloro che desiderano aggirare la legge orientando la politica anche sul piano etico.

LE PROMESSE

 ASCENSIONE del Signore (Anno C)

nel suo nome sarà predicata la conversione e il perdono

Si dice che la speranza è l’ultima a morire, in verità neppure dopo la morte, se si riesce a credere che oltre a quella porta c’è altro. Ecco perché non muore, insieme all’anima, perché si predispone ad aspettare colui che sarà giudice della salvezza o della dannazione. I credenti sono così invitati a non demordere: “… manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso.” (dalla lettera agli Ebrei)
Mi torna tra le mani un bellissimo poetico stralcio tratto da “Meditazione sulla morte” di Karol Wojtyla: “La speranza che va oltre la fine”. Dice “nel tempo giusto la speranza s’innalza da tutti i luoghi soggetti alla morte. La speranza ne è il contrappeso, in essa il mondo, che muore, di nuovo rivela la vita … lo spazio del grande mistero si estende tra morte e speranza, uno spazio che corre verso l’alto, come la pietra di luce solare rovesciata all’ingresso del sepolcro.”

sabato 21 maggio 2022

L’UMILE DIMORA

Sesta Domenica di Pasqua  (Anno C)

Se uno mi ama,osserverà la mia parola

Che ci si veda entrare in una cattedrale o in una chiesetta di campagna, quando il ginocchio si piega al pavimento mentre il segno della croce saluta il proprietario del tempio, nulla cambia, o dovrebbe cambiare, di ciò che attrae l’occhio e va al cuore, rispetto agli spazi, agli arredi, all’arte, al silenzio che in quei luoghi si possono trovare. Potrebbe essere tutto indifferente, trattandosi solo di pietre e sassi (cattedrale di pietre e sassi, mille statue che toccano il cielo … cantava Fausto Leali), eppure: “… in essa non vidi alcun tempio: il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio.” (dal Libro dell’Apocalisse di S. Giovanni Apostolo)
Nella città di Dio, nella Gerusalemme che cala dall’alto non occorrono più chiese e campanili, edicole ed oratori, santuari e cattedrali. Perché queste sono il frutto di un desiderio passeggero o qualche cosa che si può realizzare con la volontà. Nulla da eccepire, le loro fondazioni possono essere anche molto profonde, poggiare sulla predicazione degli apostoli, sulla confessione di fede dei santi. “Per questo i templi di Dio sono anche i monumenti dei suoi santi, che hanno faticato, ma non invano, poiché altri hanno ereditato i frutti della loro fatica.” (Beato John Henry Newman)

sabato 14 maggio 2022

LE TRIBOLAZIONI

Quinta Domenica di Pasqua  ( Anno C)

Ecco la "TENDA" di Dio fra gli uomini

E’ terribilmente penoso vivere in questo preciso momento storico. Stiamo assistendo a degli avvenimenti che mai e poi mai avremmo potuto immaginare: due anni di assurdità pandemiche che hanno snaturato il buon vivere civile, ancora oggi si costringono i bambini a stare anche per otto ore con la mascherina; una guerra assurda nel pieno dell’Europa, con migliaia di morti innocenti, senza che l’Europa sappia o voglia imporre la pace, anzi, succube degli Usa, soffia sul fuoco del disastro nucleare e dell’impoverimento sociale. Anche guardando alla vita della chiesa non c’è da stare allegri. D’altronde, al riguardo, si era stati avvisati: “… dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.” (dagli Atti degli Apostoli)

sabato 7 maggio 2022

LA MANO DI DIO

Quarta Domenica di Pasqua  (Anno C)


Di certo non è quella, che come un mito viene ripetuto ad ogni piè sospinto, con la quale quel giocatore n.10 argentino, esultando truffaldinamente, fece gol agli inglesi in quel campionato mondiale di calcio del 1986. E non è neppure immaginabile fiabescamente una mano che scende dai cieli, da oltre le nuvole:“… li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.” (dal Libro dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo)
Ci sarà sicuramente capitato nel corso della vita di asciugare con la mano, con le dita, magari con la punta di un fazzoletto, delicatamente, le lacrime innocenti di un bambino, o quelle dell’amata. E la tenerezza ci avvolgeva. Così possiamo immaginare anche quella del Buon Dio.