sabato 27 novembre 2021

IN QUESTI GIORNI

Prima Domenica di Avvento - Anno C

In questi giorni si cominciano a vedere nei negozi i primi segni che preparano mentalmente all’imminente festa di Natale. Luci, ghirlande, cappellini da gnomi, babbi da coca-cola, neve finta, stelle di ghiaccio e chi più ne ha, più ne metta. Ma non sarebbe più logico cambiare nome a questa festa e chiamarla, per esempio “festa d’inverno”? Magari chi ci governa darebbe lo stesso la possibilità di fare vacanza: scuole chiuse, festività pagate senza lavorare, sconti per settimana bianca, bonus alberghi e chi più ne ha in mente più ne aggiunga. Oltretutto potrebbe stendere il colpo finale a quella favola della nascita di quel bambinello di nome Gesù.

venerdì 26 novembre 2021

NOVE MESI PER LA VITA - NOVEMBRE 2021

Domenica 28 Novembre 2021 ore 16,00
alla Chiesa della Madonna degli Angeli

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Che ne è di tuo figlio, di tuo padre,
di tua madre, di tuo fratello?

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Padre adottivo di 44 disabili     "grida"
che ogni vita è sacra

Il brasiliano Tonio Tavares de Mello,  fondò nel '90 la Comunità di Gesù Bambino, con una missione: amare i piccoli abbandonati imitando Maria e Giuseppe. E’ padre adottivo di 44 disabili, adulti e bambini, molti dei quali sono stati abbandonati alla nascita o sono sopravvissuti a un tentativo di aborto. La sua Comunità Cattolica di Gesù Bambino, ad oggi conta tre sedi - due in Brasile e una in Portogallo  e accoglie complessivamente 117 uomini e donne disabili (dicembre 2020)
La Comunità è formata da laici celibi, sacerdoti e famiglie che vivono in case nei dintorni e collaborano alla cura dei disabili abbandonati.  Tutto iniziò quando Tonio fu invitato a visitare la Sunflower Clinic, un centro che ospitava bambini con bisogni speciali. Uno di loro, di nome Alexandre, gli rivolse questa domanda: «Vuoi essere mio padre?». Ad Alexandre si aggiunsero Marcelo e Miguel e furono  i primi tre a godere della sua paternità. Il modello è la Santa Famiglia. «Il nostro desiderio e la nostra missione è trasformarci nella copia di Giuseppe e Maria sulla Terra. Ci prendiamo cura dei miei figli come se fossero il Bambino Gesù. Per questo, la nostra vita è centrata soprattutto sulla preghiera e sul lavoro. Le nostre case sono piene di silenzio». Lì si vive una logica del dono che stride sia con l’individualismo sotteso all’aborto sia con la logica del diritto al figlio È questa la logica che consente di riparare all’ingiustizia subita da tanti bambini giudicati non degni di venire al mondo, rispondendo alla disperazione con la speranza, ai disegni umani di corto respiro con quelli divini ed eterni. Alle nazioni che invece si sono incamminate sulla strada dell’aborto, Tonio de Mello dice: «Non fatelo, perché le vostre nazioni diventeranno nazioni spezzate. Chi promuove la morte dell’innocente o delle persone disabili non è una nazione in via di sviluppo. È una nazione morta».

La Parola: 

2 Mac. 7, 22-23b
Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell'universo, che ha plasmato all'origine l'uomo e ha provveduto alla generazione di tutti.

Sal. 16,8-9
Custodiscimi come pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali, di fronte agli empi che mi opprimono, ai nemici che mi accerchiano.
 

Gv. 12, 48
Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell'ultimo giorno.

sabato 20 novembre 2021

VIVA CRISTO RE

Nostro Signore Gesù Cristo
Re dell’universo

Una domenica sì, una domenica no, sento parlare di questo Regno di Dio. Ma cos’è questo regno, per cui molte persone non si sottrassero alla morte violenta gridando “viva Cristo Re!”? Loro sapevano che Gesù è il Re di quel regno e, quindi, erano disposti a difendere con la vita la loro fede in lui: “… davvero degni di fede i tuoi insegnamenti. (Dal Salmo)
Davvero ammirabili, non per niente sono tutti beati o santi quegli uomini e quelle donne che di fronte al plotone di esecuzione, in Messico come in Spagna, non rinnegarono quella fede, quegli insegnamenti che avevano ricevuto fin dalla loro nascita, che in quei tempi coincideva, solo una questione di un giorno o due, con l’immediato Battesimo presso la parrocchia d’origine. Loro crescevano con la consapevolezza di fare parte di quel Regno.

sabato 13 novembre 2021

IL LIBRO DELLA VITA

XXXIIIa Domenica T.O. (Anno B)


Quante cose facciamo e quanto tempo perdiamo per cercare di salvare la vita, la vita terrena, che prima o poi ci sfuggirà di mano. In ogni caso, ciascuno di noi risponderà personalmente della sua vita e il Signore ne farà il bilancio. Andrà a riprendere il Libro della vita e ne farà la spunta. E’ un immagine un po’ da droghiere, ma rende bene la situazione:“… sarà un tempo di angoscia … in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro.” (dal Libro del Profeta Daniele)
Siccome non è pensabile che qualcuno possa non essere scritto nel Libro della Vita, mi viene, sì, l’angoscia al pensiero che l’uomo possa mettersi al posto di Dio e cancellare, per legge, migliaia, milioni di iscritti, ogni anno con l’aborto volontario. Il giudizio sarà implacabile.

lunedì 1 novembre 2021

COSE DELL’ALTRO MONDO

Martedì 2 novembre
Commemorazione dei defunti

Esiste un altro mondo? Un’altra terra?
“… sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.” (dal Salmo)
Di solito si usa citare questa Parola durante il rito funebre, quasi come augurio per il defunto o come consolazione per quelli che lo stanno piangendo. In quei momenti quanti si staranno interrogando sul destino di quel congiunto o amico: inferno o paradiso? Si cerca, nei discorsi e nelle esternazioni delle condoglianze, di evidenziare le qualità, la bontà, la dirittura morale, l’onestà di chi si trova sul catafalco, quasi ad esorcizzare una brutta destinazione, oppure, più benignamente, come a montare una ingenua  raccomandazione per una buona collocazione nella vita dell’aldilà.
Eppure, ben si sa che il giudizio è già stato emesso. Tutto ciò ci ricorda il vecchio catechismo di San Pio X che insegnava i Novissimi, le cose ultime: Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso. Solo la morte la vediamo con i nostri occhi, il resto dipende dal nostro modo di vivere qui in terra, in questa valle di lacrime. Diceva, infatti, San Filippo Neri, che di Paradiso se ne intendeva: “chi non sale spesso in Cielo col pensiero mentre è in vita, corre grandemente il pericolo di non salirvi neanche dopo la morte.” La Parola di questa giornata e l'appena trascorsa Festa di Tutti i Santi ci aiutano e ci invitano a capire quale sarà il nostro viaggio dopo la morte: “… i miei occhi lo contempleranno (il Signore) e non un altro.” (dal Libro di Giobbe)