venerdì 31 dicembre 2021

LO STUPORE

 Primo Gennaio 2022    
Maria Santissima Madre di Dio


Difficilmente riusciremo mai ad immaginare ciò che ci raccontano i Vangeli circa il momento della nascita di Gesù in quella notte dove l’inquinamento di suoni e luci non filtrava il silenzio dell’evento. Simone Weil scriveva: “E’ il silenzio di Dio, chi è capace non solo di gridare, ma anche di ascoltare, intende la risposta. Questa risposta è il silenzio. E’ il silenzio di Dio …”
Quei pastori, quella gente umile e semplice sapeva ascoltare il silenzio, noi, invece, siamo bombardati da messaggi, da rumori, non c’è un solo istante senza il rombo continuo che incombe sulle nostre città, come le luci che permettono di schiarire ogni angolo delle nostre vie e non ci fanno vedere le stelle. Soprattutto, però, abbiamo perso per strada l’umiltà e la semplicità, impossibilitati di stupirci per quanto di strano o malsano ci capita intorno. Quei pastori, invece, quella gente:“… tutti quelli che udivano si stupivano delle cose dette loro dai pastori.” (dal Vangelo secondo Luca)
Ma noi, quando i nostri “pastori”, i nostri sacerdoti, i nostri vescovi ci dicono di quelle cose, sappiamo ancora stupirci?

sabato 25 dicembre 2021

FIGLI POVERI

 26 Dicembre 2021
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno C)

Dopo il Natale, da bambino aspettavo l’Epifania perché almeno in quella festa ricevevo qualche regalo, povero, nella calza disusa e, soprattutto, partecipavo al pranzo dei bambini in carico ai patronati. Oltre al dono dei mandarini, in chiesa durante i vespri. Mi teneva compagnia, in quei giorni, una canzoncina che diceva, più o meno, così: “caro Gesù Bambino, tu che sei tanto buono, fammi questo piacer, lascia una volta il ciel e vieni a giocar a giocare con me. Tu sai che il babbo è povero ed io non ho giocattoli, sono un bambino povero come lo fosti tu. Vedrai, però, se vieni, noi ci divertiremo anche senza balocchi, vieni Bambin Gesù,” Me la cantavo continuamente, tanto che me la ricordo ancora, pur se ho i capelli bianchi. Devo dire, però, che successivamente di doni ne ho ricevuti tantissimi: l’amore delle persone care, che già c’era, ma io non lo comprendevo, la famiglia, la moglie, i figli, la comunità, i fratelli, la vocazione. Insomma c’è da ringraziare, come suggerisce Giovanni: “… Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato.” (dalla prima Lettera di San Giovanni Apostolo)

giovedì 23 dicembre 2021

 NOVE MESI PER LA VITA - DICEMBRE 2021

Domenica 26 Dicembre 2021 ore 16,00
alla Chiesa della Madonna degli Angeli

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Che ne è di tuo figlio, di tuo padre,
di tua madre, di tuo fratello?

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Joanna e Andrea genitori di Gabriele Parlano in videoconferenza durante un incontro di preghiera

 

Una premessa è d’obbligo. Questo è un racconto di vita non di morte, di serenità non di dolore. E’ la storia del piccolo Gabriele che si è affacciato al mondo solo per pochi minuti e di due genitori, Joanna e Andrea, dalla fede salda come la roccia. Una famiglia di Bergamo la cui testimonianza arriva fino a noi nel pomeriggio di sabato 20 novembre durante un incontro di preghiera. Teresa, volontaria del Centro di Accoglienza alla Vita di Giaveno, intercetta la richiesta di preghiere di Joanna per il piccolo che portava in grembo. Le prime due ecografie avevano appena dato un esito impietoso:acrania, l’assenza di una parte delle ossa craniche; “una malformazione incompatibile con la vita”

LA LUCE DEL SIGNORE

25 Dicembre 2021
Natale del Signore

Natale oggi. E’ la duemilaventunesima  volta che si dice Natale oggi. Nonostante tutto, infatti, il Natale di oggi è diverso dai precedenti. Non che cambino le solite cose: le luminarie, i simboli, i fasti, i concerti, le lotterie, le “buone feste” sul lavoro, nelle istituzioni, le corse ai regali. Però, c’è qualcosa di diverso nell’aria. C’è chi spera sia aria di neve, in realtà è aria di paura, di sconforto per la situazione dovuta al prolungarsi di una emergenza che sembra non finisca mai, per incapacità, negligenze ed irresponsabilità. In queste condizioni trova facile terreno lo spegnersi di ogni speranza, ma la Parola ci invita ad alzare lo sguardo: “… tutti i confini della terra vedranno la salvezza del Signore.” (dal Libro del profeta Isaia)

sabato 18 dicembre 2021

LA PRESENZA DI GESU’

Quarta Domenica di Avvento (Anno C)

Soffermandomi sulla figura di Elisabetta mi viene in mente quel famoso detto: “tale padre, tale figlio”, in questo caso “tale madre, tale figlio”: “… a che cosa devo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.” (dal Vangelo secondo Luca)
Il suo bambino, il futuro Giovanni Battista, fa delle capriole, scalciando e facendosi sentire da sua madre, come a dirle che si trovavano di fronte ad uno speciale. D’altra parte Elisabetta lo aveva preceduto perché vedendo entrare la cuginetta Maria, si accorse subito che era incinta e, per di più, incinta del suo Signore.

sabato 11 dicembre 2021

ALLE SORGENTI

Terza Domenica di Avvento (Anno C)

Isaia 12: Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza
Quante volte, quasi ogni giorno, di fronte a fatti incomprensibili, molliamo e ci lasciamo cadere le braccia, rinunciamo a capire e abbandoniamo sconsolati il campo? Diciamo, non c’è più speranza, ma:“… non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia.” (dal Libro del profeta Sofonia)

sabato 4 dicembre 2021

PIENI DI GIOIA

Seconda Domenica di Avvento (Anno C)

le vie tortuose diverranno diritte
E così fra 20 giorni sarà Natale. Sto cercando una frase per fare gli auguri a Gesù. Mi piace: “il tuo compleanno ha una sua storia, la tua vita. Grazie e auguri!” E sì, la tua vita, quella di essere, in primis, Figlio di Dio, affidato, nella carne, a sua madre Maria e a suo padre Giuseppe, è una storia unica. Che è entrata in quella dell’umanità spaccandone il corso, creando un prima e un dopo. Un prima dove gli uomini costruivano la loro civiltà a tentoni; un dopo dove cominciarono a capire che in fondo alla loro vita c’era la luce. Un prima dove solo un popolo, quello israelita, si poneva come guida, molto spesso indegna, per quel mondo frazionato; un dopo dove quel Gesù Bambino portò una ventata d’aria nuova: una ventata di gioia. “… Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da lui.” (dal Libro del profeta Baruc)
Viene da dire che il Buon Dio vuole ricondurre anche noi alla luce con gioia ed il Natale si presta benissimo per questo tentativo.

sabato 27 novembre 2021

IN QUESTI GIORNI

Prima Domenica di Avvento - Anno C

In questi giorni si cominciano a vedere nei negozi i primi segni che preparano mentalmente all’imminente festa di Natale. Luci, ghirlande, cappellini da gnomi, babbi da coca-cola, neve finta, stelle di ghiaccio e chi più ne ha, più ne metta. Ma non sarebbe più logico cambiare nome a questa festa e chiamarla, per esempio “festa d’inverno”? Magari chi ci governa darebbe lo stesso la possibilità di fare vacanza: scuole chiuse, festività pagate senza lavorare, sconti per settimana bianca, bonus alberghi e chi più ne ha in mente più ne aggiunga. Oltretutto potrebbe stendere il colpo finale a quella favola della nascita di quel bambinello di nome Gesù.

venerdì 26 novembre 2021

NOVE MESI PER LA VITA - NOVEMBRE 2021

Domenica 28 Novembre 2021 ore 16,00
alla Chiesa della Madonna degli Angeli

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Che ne è di tuo figlio, di tuo padre,
di tua madre, di tuo fratello?

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Padre adottivo di 44 disabili     "grida"
che ogni vita è sacra

Il brasiliano Tonio Tavares de Mello,  fondò nel '90 la Comunità di Gesù Bambino, con una missione: amare i piccoli abbandonati imitando Maria e Giuseppe. E’ padre adottivo di 44 disabili, adulti e bambini, molti dei quali sono stati abbandonati alla nascita o sono sopravvissuti a un tentativo di aborto. La sua Comunità Cattolica di Gesù Bambino, ad oggi conta tre sedi - due in Brasile e una in Portogallo  e accoglie complessivamente 117 uomini e donne disabili (dicembre 2020)
La Comunità è formata da laici celibi, sacerdoti e famiglie che vivono in case nei dintorni e collaborano alla cura dei disabili abbandonati.  Tutto iniziò quando Tonio fu invitato a visitare la Sunflower Clinic, un centro che ospitava bambini con bisogni speciali. Uno di loro, di nome Alexandre, gli rivolse questa domanda: «Vuoi essere mio padre?». Ad Alexandre si aggiunsero Marcelo e Miguel e furono  i primi tre a godere della sua paternità. Il modello è la Santa Famiglia. «Il nostro desiderio e la nostra missione è trasformarci nella copia di Giuseppe e Maria sulla Terra. Ci prendiamo cura dei miei figli come se fossero il Bambino Gesù. Per questo, la nostra vita è centrata soprattutto sulla preghiera e sul lavoro. Le nostre case sono piene di silenzio». Lì si vive una logica del dono che stride sia con l’individualismo sotteso all’aborto sia con la logica del diritto al figlio È questa la logica che consente di riparare all’ingiustizia subita da tanti bambini giudicati non degni di venire al mondo, rispondendo alla disperazione con la speranza, ai disegni umani di corto respiro con quelli divini ed eterni. Alle nazioni che invece si sono incamminate sulla strada dell’aborto, Tonio de Mello dice: «Non fatelo, perché le vostre nazioni diventeranno nazioni spezzate. Chi promuove la morte dell’innocente o delle persone disabili non è una nazione in via di sviluppo. È una nazione morta».

La Parola: 

2 Mac. 7, 22-23b
Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell'universo, che ha plasmato all'origine l'uomo e ha provveduto alla generazione di tutti.

Sal. 16,8-9
Custodiscimi come pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali, di fronte agli empi che mi opprimono, ai nemici che mi accerchiano.
 

Gv. 12, 48
Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell'ultimo giorno.

sabato 20 novembre 2021

VIVA CRISTO RE

Nostro Signore Gesù Cristo
Re dell’universo

Una domenica sì, una domenica no, sento parlare di questo Regno di Dio. Ma cos’è questo regno, per cui molte persone non si sottrassero alla morte violenta gridando “viva Cristo Re!”? Loro sapevano che Gesù è il Re di quel regno e, quindi, erano disposti a difendere con la vita la loro fede in lui: “… davvero degni di fede i tuoi insegnamenti. (Dal Salmo)
Davvero ammirabili, non per niente sono tutti beati o santi quegli uomini e quelle donne che di fronte al plotone di esecuzione, in Messico come in Spagna, non rinnegarono quella fede, quegli insegnamenti che avevano ricevuto fin dalla loro nascita, che in quei tempi coincideva, solo una questione di un giorno o due, con l’immediato Battesimo presso la parrocchia d’origine. Loro crescevano con la consapevolezza di fare parte di quel Regno.

sabato 13 novembre 2021

IL LIBRO DELLA VITA

XXXIIIa Domenica T.O. (Anno B)


Quante cose facciamo e quanto tempo perdiamo per cercare di salvare la vita, la vita terrena, che prima o poi ci sfuggirà di mano. In ogni caso, ciascuno di noi risponderà personalmente della sua vita e il Signore ne farà il bilancio. Andrà a riprendere il Libro della vita e ne farà la spunta. E’ un immagine un po’ da droghiere, ma rende bene la situazione:“… sarà un tempo di angoscia … in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro.” (dal Libro del Profeta Daniele)
Siccome non è pensabile che qualcuno possa non essere scritto nel Libro della Vita, mi viene, sì, l’angoscia al pensiero che l’uomo possa mettersi al posto di Dio e cancellare, per legge, migliaia, milioni di iscritti, ogni anno con l’aborto volontario. Il giudizio sarà implacabile.

lunedì 1 novembre 2021

COSE DELL’ALTRO MONDO

Martedì 2 novembre
Commemorazione dei defunti

Esiste un altro mondo? Un’altra terra?
“… sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.” (dal Salmo)
Di solito si usa citare questa Parola durante il rito funebre, quasi come augurio per il defunto o come consolazione per quelli che lo stanno piangendo. In quei momenti quanti si staranno interrogando sul destino di quel congiunto o amico: inferno o paradiso? Si cerca, nei discorsi e nelle esternazioni delle condoglianze, di evidenziare le qualità, la bontà, la dirittura morale, l’onestà di chi si trova sul catafalco, quasi ad esorcizzare una brutta destinazione, oppure, più benignamente, come a montare una ingenua  raccomandazione per una buona collocazione nella vita dell’aldilà.
Eppure, ben si sa che il giudizio è già stato emesso. Tutto ciò ci ricorda il vecchio catechismo di San Pio X che insegnava i Novissimi, le cose ultime: Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso. Solo la morte la vediamo con i nostri occhi, il resto dipende dal nostro modo di vivere qui in terra, in questa valle di lacrime. Diceva, infatti, San Filippo Neri, che di Paradiso se ne intendeva: “chi non sale spesso in Cielo col pensiero mentre è in vita, corre grandemente il pericolo di non salirvi neanche dopo la morte.” La Parola di questa giornata e l'appena trascorsa Festa di Tutti i Santi ci aiutano e ci invitano a capire quale sarà il nostro viaggio dopo la morte: “… i miei occhi lo contempleranno (il Signore) e non un altro.” (dal Libro di Giobbe)

sabato 30 ottobre 2021

NOVE MESI PER LA VITA - OTTOBRE 2021

 Domenica 31 Ottobre 2021 ore 16,00

alla Chiesa della Madonna degli Angeli
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Che ne è di tuo figlio, di tuo padre,
di tua madre, di tuo fratello?
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Sal.125/126, 5-6

Chi semina nelle lacrime, mieterà nella gioia.

Nell'andare se ne va piangendo portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con gioia, portando i suoi covoni.

 

Ef. 1,4

In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,  predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo.










sabato 23 ottobre 2021

NON SI PUO’ TACERE

XXXa Domenica  T.O. (Anno B)

Una volta si capivano le prediche anche senza microfoni: il prete saliva sul pulpito e gridava la
sua omelia. Non perché fosse arrabbiato o volesse incutere paura ai presenti, magari anche questo, ma perché il suo dire fosse forte e chiaro. Così era la Chiesa, così le posizioni del cristiano dovevano essere, nel mondo, decise e chiare, anche se questo voleva dire andare controcorrente. Se non altro c’era il vantaggio di preparare uomini e donne “liberi e forti” nel contrapporsi alle forze del male che acceca anche gli uomini di buona volontà. Anche perché: “… egli (il sacerdote, il prete) è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezze.” (dalla Lettera agli Ebrei)

sabato 16 ottobre 2021

PER MOLTI

XXIXa Domenica  T.O. (Anno B)

Per molti, non “per tutti”. Una differenza non da poco, una questione che da sempre fa discutere su quale sia la giusta traduzione, su quale interpretazione dare a quel “per molti”. Intanto fra le Letture di domenica lo vediamo ripreso per due volte, cominciando con: “… il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità.” (dal Libro del profeta Isaia).
Quando Gesù si caricò sulle spalle il legno fino al Calvario, dove lo aspettava il palo della croce, contemporaneamente si caricava tutti i peccati degli uomini, nessuno escluso, neppure di quelli che lo fustigavano, lo insultavano, lo deridevano e lo uccidevano, Lui, innocente, mentre lasciavano andare un mascalzone omicida.

sabato 9 ottobre 2021

LASCIARE PER TROVARE

XXVIIIa Domenica T.O.(Anno B)

Mi viene in mente San Francesco: quando guardiamo alla sua vita, vediamo che egli si è scrollato di dosso il “giogo” dell’agiatezza e della ricchezza di suo padre e si è caricato quello di Gesù. Prima era carico di preoccupazioni, di dissipazioni, di vita “nonsense” che lo hanno portato alla guerra, alla prigione e quasi alla morte. Poi, dopo la rinuncia al padre terreno per servire unicamente il padre celeste, si è trovato libero, leggero, amante della creazione, persino della morte: “… non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle, o madre o padre o figli o campi per causa mia … che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto.” (dal Vangelo secondo Marco)

sabato 2 ottobre 2021

MISTERO GRANDE

XXVIIma Domenica T.O.(Anno B)

Guardate, non so voi, ma ogni volta che nella Bibbia, in particolare nei Vangeli, si parla del rapporto fra Dio e i bambini, io mi commuovo: “… e, prendendoli tra le braccia …” (dal Vangelo secondo Marco).
    Non esiste che un Dio si abbassi, si accovacci per guardarli negli occhi, per sorridere loro con quella tenerezza che tutti noi possiamo ben immaginare, per farci capire cos’è la maternità, la paternità. Lui ci dice che si trova alla perfezione con loro perché: “… in verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come l’accoglie un bambino, non entrerà in esso.” (dal Vangelo secondo Marco)

sabato 18 settembre 2021

IL CAPOVOLGIMENTO

XXVa Domenica T.O. (Anno B)

Siamo nell’era delle parole, siamo bombardati dalle parole, ci siamo quasi assuefatti, facciamo le nostre cose con la colonna sonora delle parole, come compagnia. E se uno, per caso, è di poche parole viene etichettato come un musone, un orso, uno che non si vuole compromettere. Eppure, quando le parole sono un diluvio, va a finire che non dicono niente o, viceversa, trascinano nella confusione, con i conseguenti danni. Però, se la parola dicesse: non è una parola che può fare una pagina, non ci sarebbero i libri. Questo per dire quanto è importante la parola, ben pensata, calibrata, ragionevole, comprensibile, stimolante. Ora, vorrei provare a trasferire questo concetto a quanto viene riportato nel Vangelo di oggi:  “… chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato.” (dal Vangelo di Marco). Se l’uomo dicesse: non è un uomo che può salvare l’umanità non ci sarebbero mai giustizia, né pace, né dignità, né felicità sulla terra degli uomini.

    In sintesi, come il libro ha bisogno di ogni parola, così l’umanità ha bisogno di te, di me, di ogni singola persona umana, qui, dove siamo, unici e, perciò, insostituibili.

sabato 4 settembre 2021

LO SMARRIMENTO

XXIIIa Domenica  T.O. (anno B)

    In un tempo in cui tende a sprigionarsi l’odio, come dalla fine della guerra non si era mai visto, è facile smarrirsi. Vengono sempre meno le certezze su chi governa la cosa pubblica e su chi dovrebbe controllare il buon o meno suo operato.
    Anche nell’ambito ecclesiale le cose non stanno meglio, basta leggere le dichiarazioni di vescovi e preti, diametralmente opposte le une dalle altre, che creano  divisioni e contrapposte fazioni pure nell’ambiente cattolico, al netto di quello adulto. In un tempo così porta consolazione la Parola di Dio quando leggiamo: “… dite agli smarriti di cuore: coraggio non temete! Ecco il nostro Dio … egli viene a salvarvi.” (dal Libro del profeta Isaia)
    Il nostro Dio, dice Isaia, viene a salvarci, ed il popolo israelitico può testimoniarlo e più volte. Noi, invece, ne abbiamo consapevolezza perché quella promessa è stata mantenuta con l’Incarnazione di Gesù Cristo, con la sua morte e la sua resurrezione. Per un cristiano che si rispetti, la cosa è molto semplice: Dio non viene a salvarci dal covid, non sarebbe un problema comunque, nulla è impossibile a Dio, anche perché l’umanità ha tutti gli strumenti possibili ed immaginabili per quell’impresa; Dio, che è Padre misericordioso, vuole salvarci dal vuoto assoluto in cui cadremmo se morissimo lontani da lui o rifiutando la sua Gloria.

sabato 28 agosto 2021

SENZA MACCHIA

XXIIa Domenica T.O. (Anno B)

Ci sono delle persone che, senza suonare la grancassa, ogni giorno che Dio comanda, si mettono  in pista e seguono le indicazioni che l’apostolo Giacomo raccomanda nella sua lettera: “… religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.”
Non so se in queste persone ci sia o meno la consapevolezza di praticare una religione pura, so, però, che presso le sedi dei Centri di Aiuto alla Vita o presso le “Case famiglia” o le “Comunità Alloggio per minori”, incontrano sicuramente orfani e vedove. Queste ultime non lo saranno come quelle dei tempi che furono, ma, di fatto, sono vedove dal momento che i loro mariti, compagni o quant’altro, le abbandonano a loro stesse di fronte ad una gravidanza inaspettata ed indesiderata. La tentazione del ricorso all’aborto è lo spettro, allora, che si presenta loro, mettendo a rischio la vita del loro figlio, che già lo è anche se nascosto nel loro grembo. E questo loro figlio non è già forse orfano di padre? Come quei bambini o giovani che devono essere allontanati dal loro nucleo famigliare, anche loro già orfani, spesso, di entrambi i genitori, seppure viventi.

domenica 22 agosto 2021

LA SOTTOMISSIONE GRADITA

XXIa Domenica T.O.(Anno B)

A leggere e rileggere la Parola ispirata di Paolo in questa famosa lettera agli Efesini circa il parallelo fra una coppia di sposi e la Chiesa di Cristo, per darcene giustificazione, occorrerebbe scrivere un trattato. Per esempio, bastano queste parole del versetto:“… fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli agli altri” per scombussolare il nostro modo di ragionare.   La sottomissione, ma quando mai? Avere timore di Cristo, ma se è così buono? Questi sono, d’istinto, i nostri ragionamenti. E, quasi senza accorgercene, ci allontaniamo da Dio, un po’ come facevano gli israeliti ai tempi di Giosuè, al punto che dovette decidersi a porli di fronte al bivio:“… Giosuè disse a tutto il popolo: “se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire …”(Giosuè). Servire il loro Dio o gli idoli degli altri.

sabato 31 luglio 2021

LA FEDE E LA PROVA

XVIIIa Domenica T.O. (Anno B)

E si ritorna alla fede. Le prove, lo sappiamo bene, non mancheranno, ma quel cibo che ogni domenica abbiamo la possibilità di acquisire, totalmente gratuito, è quello che ci rinforza, c’incoraggia nell’andare avanti nel nostro cammino. State certi, il giorno dopo, troveremo la nostra manna, è la promessa del Signore.

sabato 24 luglio 2021

FAME DI FEDE

XVIIa Domenica T.O. (Anno B)


     E’ da un po’ che ci penso: ormai dipendiamo solo da ciò che ci dice la scienza, da ciò che i cosiddetti esperti decidono di propinarci. Certo che se non sto bene, ho un qualche strano sintomo che ostacola le mie normali funzioni corporali, mi rivolgo al medico di fiducia perché so che vuole il mio bene e mi curerà nella misura delle sue capacità. Sicuro che non mi terrorizzerà, cercherà di analizzare la vicenda e insieme si deciderà la giusta terapia.
    Con l’avvento del coronavirus non sta avvenendo tutto questo: il medico di fiducia, salvo pochi casi, è stato esautorato e dobbiamo dare fiducia a uomini senza volto che decidono strategie miranti a progetti sociali dichiaratamente manipolanti le libertà individuali. La forza della televisione e le testate giornalistiche fanno il resto.
    E’ comprensibile perciò quanto sta accadendo. Si subisce, ci si instupidisce e si perde il senso stesso della vita. Si pensa solo a salvaguardarsi senza ricordarsi che la salvezza viene solo dal Signore. Solo Lui ci può garantire quella salute che non è solo non ammalarsi, ma è pure, e soprattutto, il cibo che rinforza l’anima.

sabato 17 luglio 2021

IL TEMPO DEL RIPOSO

XVIa Domenica  T.O. (Anno B)

E siamo in piena estate, con tutti i problemi che si protraggono nel tempo del covid e delle mutazioni climatiche. Così ci tartassano che ormai ci crediamo quasi tutti e, pertanto, continuiamo ad aspettare altri eventi negativi, sbandati, senza troppa fiducia nel futuro. In sostanza, se guardiamo a questo dato di fatto, con gli occhi di un credente, possiamo aggiungere che neppure in questa prospettiva possiamo trovare consolazione. Ci sarà pure la responsabilità di qualcuno per quanto stiamo vivendo? Il Signore con le parole del profeta Geremia lo dice chiaramente e per questo “… Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere, né sgomentarsi; non ne mancherò neppure una.” (dal libro del profeta Geremia)