NOVE MESI PER LA VITA - NOVEMBRE 2023

Domenica 26 NOVEMBRE 2023 ore 16,00

presso la Chiesa della Madonna degli Angeli

        LA PUREZZA DI DIO:
            L'INNOCENZA DEI BIMBI
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                   UNA STORIA d'AMORE:
                        ANTICA E NUOVA
1° Mese

Ciao mamma, eccomi sono dentro di te, il mio cuore ha iniziato a battere insieme al tuo ed è una cosa meravigliosa il tuo battito, è una ninna nanna per me.
2° Mese
Ciao mammina sono ancora pochi cm ma ti sento, sento la tua voce, quella di papà e dei nonni, che bello sentirvi. Tu mamma mi rendi felice, scusami se a volte ti porto a stare male, io non vorrei ma cresco e devo farmi spazio.
3° Mese
Ciao mamma ora comincio a capire come funzionano i movimenti, muovo i piedini e le manine, tu non mi senti perché sono ancora un fagiolino ma ti assicuro che io sento te, sento il tuo amore.
4° Mese
Sto crescendo bene,vero mamma? Non ti do tanti disturbi ed ora sono felice per questo, non voglio farti soffrire, anzi lascio delle cellule per migliorare il tuo umore, ti aiuto come posso.
5° Mese
Ciao mamma sei in ansia per me vero? Non ti preoccupare ho due manine, due gambe, due occhi che sono uguali ai tuoi, ho un cuore, ho 20 dita e uno me lo succhio di continuo almeno ora perché penso che dopo mi dirai che è un vizio. Oggi vai dal medico vero mamma? Presto scoprirai cosa sono, se sono un maschio o una femmina, io so già ma purtroppo non posso dirtelo… sono un po’ timido. Ma tu mi dici sempre che non importa cosa sarò, l’importante è che stia bene! Sei un angelo mamma.
6° Mese
Ciao mamma ormai faccio le capriole dentro di te, mi diverto a giocare con te e con papà quando fate la gara a chi prende per prima la mia manina ma io sono furbo scappo subito!
7° Mese 
Ciao mamma qui si comincia ed essere stretti, tu sei stanca lo so ma sei paziente con me, mi racconti il mondo esterno, mi racconti del sole e della luna, della pioggia e della neve. Che meraviglia dev'essere là fuori, me ne parli con tanta gioia anche se a volte fai la voce triste per le cose brutte che succedono ma io non mi spavento se ci sarai tu a proteggermi, con te mi sento al sicuro
8° Mese
Eccomi mamma ci siamo quasi io ora sono con la testa in giù ma sto bene, ogni tanto spingo per uscire ma non è ora, mi sa che devo aspettare ancora. Grazie mamma per quello che fai, per il peso che porti, per i gonfiori che hai... il tuo amore verso di me dev'essere grande, più di quello che io sento.
9° Mese
Ciao mamma ci siamo, manca davvero poco sono emozionato! Mamma sai non vedo l’ora di vederti, non vedo l’ora di stringerti e dirti grazie, grazie per questi nove mesi passati insieme, cuore nel cuore, sangue nel sangue, grazie mamma. Mamma ci sei? Mi senti? Sto spingendo e spero di non farti male, sento il tuo dolore ma di più il tuo amore per me. Mamma eccomi ora piango perché sono nato, perché ho te e piango per dirti grazie per questa vita.
(Bela Metolli)

CRISTO: RE dell'UNIVERSO

I PIU’ PICCOLI

Tutto quello che non avete fatto ad uno solo di questi piccoli, non l'avete fatto a me !
I nonni sono quelli che ancora oggi sanno dare affetto sincero, sapienza, pace e tenerezza ai più piccoli. I papà e le mamme cristiane sono, invece, portatori di amore santo per i figli e li orientano ad una meta sicura: il Regno di Dio in Gesù Cristo. Ogni volta che preghiamo il Padre nostro, infatti, diciamo “venga il tuo regno”. Affinché ciò avvenga veramente occorre solo obbedire al Re dell’Universo. Solo così i nostri piccoli, i nostri figli, potranno recitare, senza remore alcuna, il Salmo:“…il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare. Ad acque tranquille mi conduce.” ( Salmo 22)

FIGLI DELLA LUCE


XXXIII
a Domenica T.O.
Anno A

Toglietegli il talento, Maria Cavazzini Fortini, 11/2017

Ho un’età che mi ha permesso di vivere ai tempi dei “figli dei fiori”, il movimento che ha contribuito al dissolvimento dei valori consolidati attorno all’amore e alla famiglia. L’amore libero, osannato da quei giovani miei coetanei, ha indubbiamente attirato come un’ape su un fiore e l’aver lasciato, come è avvenuto, che si consumasse tale impollinazione ha gettato le basi per la cancellazione delle parole “fedeltà”e“per sempre” nei rapporti fra una donna e un uomo. La crisi conseguente dell’istituto “famiglia” fu il risultato che si ponevano i sovvertitori della legge naturale e di quella di Dio.

LA PORTA

XXXIIa Domenica T.O. Anno A

Ciascuno di noi ha i suoi limiti che lo portano a piccole, ma pure a grandi esperienze, che permettono di accogliere, comunque, la Parola del Signore. Viverla, poi, non sarà automaticamente conseguente, perché il più delle volte è faticoso. Come quando, ad esempio, siamo invitati al perdono, a scelte di povertà, alla mitezza, alla fedeltà, alla sapienza del cuore, come quella che ritroviamo nel Libro omonimo:“…la sapienza…chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà, la troverà seduta alla sua porta.” (dal Libro della Sapienza)
Non c’è bisogno di molte parole per trovarla, basta abbandonarsi come un bambino che ascolta la favola raccontata dalla madre, o dal padre, o ancora, dal nonno.

ESSERE SERVI

XXXIa Domenica T.O. 

Anno A


                             Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, 
                                            ma non agite secondo le loro opere, 
                                                perché essi dicono e non fanno
                                        -----------------------------------------------------------
A volte proprio mi domando quanto grande sia la pazienza di Dio, per non stancarsi mai di noi uomini. La storia in questo senso è molto eloquente, nonostante i numerosi richiami sparsi nella Bibbia, come questo:“…se non mi ascolterete e non vi darete premura di dare gloria al mio nome,…manderò su voi la maledizione.” (dal Libro del profeta Malachia)
In realtà la maledizione se la infligge l’uomo con il non voler seguire la Legge del Signore, o addirittura, voler cancellare dalla faccia della terra la stessa idea di Dio.

NOVE MESI PER LA VITA - OTTOBRE 2023

Domenica 29 OTTOBRE 2023 ore 16,00

presso la Chiesa della Madonna degli Angeli

LA PUREZZA DI DIO:L'INNOCENZA DEI BIMBI
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LA VOCE DEI NON NATI

 


Il mio nome è……, non ho ancora il nome perché mia mamma e mio papà non ci hanno ancora pensato, lo sanno da poco che ci sono anch’io.
Ma il Buon Dio lo sapeva da subito e Lui mi ha già detto il nome, spero sia lo stesso che mi daranno i miei genitori.
Devo, comunque, dire che sto proprio bene nella pancia della mamma, tanto io so che sono io e, poi, tirando qualche calcio e muovendomi di più farò sapere che sono un bambino.

TI AMO

        XXXa Domenica T.O.
Anno A

Quando riusciamo a centellinare dentro di noi queste due parole “ti amo”, vuole dire che siamo pronti a dare la nostra stessa vita per la persona cui le indirizziamo. Non occorre esprimerle ad alta voce, si manifesteranno implicitamente nel rapporto che s’instaura con la persona amata. 
Tutto viene a trasformarsi, a maggior ragione se la controparte è il Buon Dio: “…ti amo Signore, mia forza, Signore mia roccia, mia fortezza, mio liberatore.” (dal Salmo 17)

CHIAMATI PER NOME

XXIXa Domenica T.O.
Anno A

Date a Dio quel che è di Dio !

Quando si viene al mondo la prima cosa che viene fatta è dare il nome al nuovo arrivato. E si comincia subito a vezzeggiarlo quel nome, perché l’innocenza di quel figlio è coinvolgente. Il bimbo non conosce tutte le persone che bene o male gli stanno attorno, riesce solo ad entrare in sintonia, attraverso il contatto diretto, corpo a corpo, con sua madre, ed è logico e scontato. Però, anche lei è ancora una sconosciuta, come avviene con il Buon Dio, nonostante che: “…io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.” (dal Libro del profeta Isaia)

MOLTI, NON TUTTI, POCHI

XXVIIIa Domenica  T.O.
Anno A

Occorre presentarsi sempre con l’abito che distingue il buon cristiano, colui che sta sempre alla presenza dello Sposo
In questi ultimi giorni, in molti stanno versando lacrime amare per le sorti di quanti hanno perso la vita o sotto la minaccia di perderla a causa della guerra improvvisamente scoppiata in Medio Oriente. Su quella terra devastata, che è stata solcata dai passi di Gesù, passi che portavano ad ogni angolo del paese il messaggio di amore del Padre, non risuona più la parola del profeta:“…il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra. Eliminerà la morte per sempre.” (dal Libro del profeta Isaia)

IL CANTICO D’AMORE

XXVIIa Domenica T.O.
Anno A

.....e lo uccisero !

Le vigne sono luoghi privilegiati dove riversare tempo e passione per le cose belle che si vogliono coltivare. Anche il Buon Dio, con lo Spirito creatore che lo contraddistingue, volle pensarne uno e ci mise l’uomo (e poi la donna). Questi sono le sue viti pregiate, si compiace di tale scelta, ne ha cura e, nello stesso tempo, lascia che a gestire il resto siano quell’uomo e quella donna, chiamandoli alla procreazione. Sono tutti frutti buoni, come la “ragione ed il libero arbitrio, quali speciali ortolani” (Santa Caterina da Siena), ma alcuni, invece, sono acini acerbi:“…voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna…vi aveva piantato viti pregiate…aspettò che producesse uva, essa produsse, invece, acini acerbi.” (dal Libro del profeta Isaia)
Uno dei primi acini acerbi fu sicuramente quel Caino che viveva dell’invidia per le cose belle che produceva, invece, Abele. Da quel momento, per la determinazione d’amore del Signore, viene continuamente chiesto a ciascuno di noi: “che ne è di tuo fratello?” In sostanza, ad ogni frutto acido, per ogni frutto selvatico, per ogni peccato contro il proprio fratello, ci viene chiesto ragione della nostra fede, il nostro Cantico d’Amore.

RIVIVERE NELL’AMORE

XXVIa Domenica T.O. 
Anno A

 

.... e vi andò !
Finché c’è vita c’è speranza. Speranza di capire cos’è l’amore vero, quello che il Buon Dio ha messo, come seme, in noi al momento del nostro concepimento. 
Crescendo, è possibile coltivare quel seme, proteggerlo e lasciare che possa arrivare al germoglio, per poi fiorire e maturare.
E’ possibile, però, anche l’inverso. In tal caso prende piede la parte peggiore di sé stessi, che porta alla dissipazione, all’ignavia, all’invidia, alla cattiveria. Fino a quando non entra in gioco la grazia attraverso, magari, la testimonianza di vita di un discepolo di Cristo.

SEMPRE IN RITARDO

XXVa Domenica T.O. 
Anno A

Il premio è sempre il massimo della promessa
C’è una costante che angoscia i catechisti: dopo la Cresima i loro ragazzi diventano quasi tutti desaparecidos, scompaiono dall’orizzonte delle chiese e degli oratori. In piazza, a differenza dei lavoratori a giornata della famosa vigna, proprio non ci vanno nemmeno più. Forse qualcuno è di quelli che vi arrivano alle cinque di sera, per sentirsi dire:“…perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente? (dal Vangelo secondo Matteo)
Furbescamente rispondono, per nascondere il loro ritardo: “perché nessuno ci ha preso a giornata.”
In effetti, se non erano fra quelli dell’ora prima, probabilmente se ne stavano in un’altra piazza, quella dove convergono vie che non sono propriamente del Buon Dio.

CIRCONDATI DALLA MISERICORDIA

XXIVa Domenica T.O. 
Anno A

Perdonare fino a 70 volte 7....cioè SEMPRE

L’altro giorno mi sono sentito salutare da una persona che consideravo amica, allungandomi la mano per una stretta d’amicizia, che invece a suo tempo mi ferì non poco e su cui avevo tracciato una grande x. Restai un attimo basito, ma poi ricambiai il saluto e la stretta e devo dire che, subito dopo mi sentii come gratificato e circondato da una strana sensazione di pace. Mi era successo pure di aver richiamato una persona della mia cerchia familiare, cercando di farlo con rispetto ed attenzione, ma ne scaturì solamente un po’ di ostilità. Ho sopportato con fatica, ma ho sopportato. Ringrazio il Buon Dio per quel poco o tanto che ho potuto fare, portando una parola di perdono e di pace che, successivamente, hanno preso piede in famiglia. E’ proprio vero: “…Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia.” (dal Salmo 102)
Ecco, in realtà, chi ci circonda con la sua misericordia, è il Buon Dio, senza abbandonarci un attimo della nostra vita, ammonendoci continuamente e: “…ricordati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.” (dal Libro del Siracide)

LA CARITA’ IN PIENEZZA

XXIIIa Domenica T.O. 
Anno A

 

Dove due o tre sono riuniti nel Mio nome ...

E’ una responsabilità mica da ridere, quella di avvertire della condotta sbagliata uno della mia famiglia, piuttosto che uno della cerchia dei miei amici. E non parlo di quelli che stanno su facebook, ma proprio quelli con cui sei cresciuto fin dai banchi dell’asilo, di quelli con cui hai condiviso i momenti topici dell’adolescenza, della gioventù, degli innamoramenti. Che, all’improvviso, ti accorgi che non è più di fianco a te, che ha scelto di andare a convivere, che ha convinto la sua ragazza ad abortire perché non è ancora il momento, che ha buttato alle ortiche la fede per buttarsi nel campo dell’indifferenza e del relativismo. Ecco, come fai a fargli capire della malvagità di tali scelte, se in conseguenza di ciò, ti volta le spalle e non si fa più vedere? E mi limito a riferirmi solo agli amici, senza entrare nei drammi che per questi stessi motivi accadono in famiglia. Eppure la Parola è chiara: “…ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu sarai salvato. (dal Libro del profeta Ezechiele)

IL FUOCO DENTRO DI ME

 XXIIa Domenica T.O. Anno A

In effetti gli scandali più deprimenti per un credente sono quelli causati da uomini di chiesa. Proprio perché questi ragionano, sulle cose di tutti i giorni, nello stesso modo del mondo, così detto, laico. Vero è che anch’essi sono uomini come tutti gli altri, quindi anche loro peccatori. Però, si badi bene, non sono peccati accettabili perché provenienti da chi si è messo alla sequela di Gesù Cristo: “…ma egli, voltandosi, disse a Pietro: “và dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini.” (dal Vangelo secondo Matteo)
Gesù non ha cacciato Pietro dalla cerchia ristretta dei suoi discepoli, gli ha detto di mettersi dietro a lui e l’ha chiamato con il massimo dell’offesa, tarpandogli le ali, non è la prima volta e non sarà neppure l’ultima. Eppure, affiderà le chiavi della sua Chiesa proprio a lui perché “Il Signore sa prolungare la durata dei giorni quando è il tempo della salvezza, e sa abbreviare la durata del momento della tribolazione e della perdizione. Quanto a noi, mentre abbiamo il giorno e si prolunga per noi il tempo della luce “comportiamoci onestamente come in pieno giorno” ( Rm 13,13) e facciamo le opere della luce.” (Origene)