Domenica delle Palme - Anno A

 Il Prezzo di Gesù
Osanna al figlio di Davide !


stampa
Di ogni cosa, per considerarla confacente o meno, cerchiamo il giusto prezzo. Indipendentemente, da che si tratti di una cosa buona e utile per sé e per chi ci sta attorno, oppure di una cosa inutile e cattiva, ma desiderata per fini comprensibili solo da una persona intimamente malata. Spesso, però, non si riesce neppure a capire il valore, di fronte all’insensatezza di quanto avviene in ogni istante nel microcosmo che ci è caro, così come in quello macro che ci sovrasta.
I tradimenti della speranza rientrano in questa logica. Pensiamo alle guerre quando si anela alla pace, al rifiuto della vita nascente quando si parla di accoglienza.
Il tutto all’insegna del politicamente corretto.

VENTESIMO ANNO: NOVE MESI PER LA VITA - MARZO 2026

              

                    SESTO
         MESE
       29 MARZO 2026

LA MAMMA,OVVERO QUALCOSA 
DI MOLTO BUONO, DI MOLTO BELLO

I veri eroi non sono quelli che la storia ricorda. Il vero eroismo è quello della fedeltà quotidiana e del sacrificio totale. Ecco perché la mamma, quella vera, esprime bene l’autentica dimensione dell’eroismo. Ascoltiamo questa storia: In una scuola di campagna la maestra aveva spiegato alle sue allieve di terza elementare le qualità che deve avere un eroe. La maestra disse così: “Eroe è colui che, essendo molto coraggioso, compie cose grandi, belle e difficili”.

Per assicurarsi poi che le bambine avessero capito, le invitò a scrivere il nome degli eroi che preferivano. In fondo alla classe una bambina, Maria, se ne stava incerta ed esitante. Finalmente scrisse anch’ella qualcosa. La maestra raccolse i fogli e lesse le varie risposte. I nomi più noti degli eroi moderni ed antichi passarono in rassegna. Fu la volta del foglio di Maria. Lo scorse nel timore che non avesse seguito adeguatamente la spiegazione, ma ecco che i suoi occhi si riempirono di lacrime e la sua voce tremò nel pronunciare quanto aveva scritto. Un solo nome: “mamma!”
Si fece un gran silenzio, tutti pensarono alla mamma di Maria, sempre così pallida, così stanca per via del faticoso lavoro che faceva e per il fatto che era vedova ed aveva altri due figli da far crescere. Poi ciascuno pensò alla propria mamma ed ai sacrifici che ogni giorno si impone per la famiglia e la casa. Le compagne di scuola allora compresero quello a cui non avevano pensato: che essere mamma vuol dire fare con coraggio qualcosa di molto bello, di molto buono e di molto difficile.

LA PAROLA
Io il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per rendere a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni. (Ger 17,10)
In quel tempo Gesù disse: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. (Mt 11,25) 

Va Domenica di Quaresima - Anno A

 La Vita e la Morte

Signore, se tu fossi stato qui,
mio fratello non sarebbe morto

stampa

 “Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire, spendere tutti i tuoi giorni passati, se presto hai dovuto partire”. E’ una strofa di una canzone dei Nomadi per ricordare un’amica. E’ una constatazione che, in cuor nostro, ci sovrasta davanti ad una vita che finisce, soprattutto di una persona cara. C’è quanto basta per fissare il vuoto che cerca d’inghiottirci, perché la morte è un mistero che sgomenta. C’è da non capire il perché del nascere se il tutto della vita che s’intravede deve inesorabilmente tramontare, svanire alla vista di chi ancora rimane a vivere. I filosofi, i pensatori, al riguardo, si sbizzarriscono, io non riesco a seguirli, a studiarli; io riesco solo a leggere, ad ascoltare, in cuor mio: “…Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.” (dal Vangelo secondo Giovanni)

IVa di Quaresima - Anno A

               VEDERE CON IL CUORE

  CREDI NEL FIGLIO DELL’UOMO?
CHI E’ SIGNORE PERCHE’ IO CREDA?
E’ COLUI CHE PARLA CON TE! CREDO SIGNORE!
E SI PROSTRO’ DINANZI A LUI

 

stampa

Quando ero bambino mi mettevo alla prova con un gioco rischioso: percorrere il solito tragitto per arrivare a casa con gli occhi chiusi. Volevo verificare se riuscivo a tirare dritto senza deviare e se sapevo calcolare i passi necessari al fine di giungere al cancello del cortile. Puntualmente andavo a sbattere, ma era un problema solo tutto mio, era un gioco. In compenso, mi permise di capire che non basta la mente per vedere, occorrono gli occhi per andare sicuri. Con gli anni ho poi capito che si può vedere anche con il cuore. Come? Come dice l’Apostolo: “…comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.” (Lettera di San Paolo agli Efesini) 

IIIa di Quaresima Anno A

L’acqua viva

Chi berrà l’acqua che io gli darò
non avrà più sete

STAMPA
I giorni scorrono via, come acqua del fiume, senza che mai una volta ci fermiamo a domandarci il senso della nostra vita. Del perché ciascuno sente di essere proprio solo sé stesso, sufficiente a sé stesso e tutto dovrebbe girare attorno in funzione propria, dipendente dal modo con cui si decide di rapportarsi con gli altri, con il mondo esterno. E’ così che, più o meno, viviamo, eppure se conoscessimo il dono di Dio, in primis il dono della vita, allora ci troveremmo nella medesima situazione della samaritana: “…se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva.” (dal Vangelo secondo Giovanni)