XIII DOMENICA del T.O. anno A

La ricompensa

Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca
ad uno di questi piccoli perché è un discepolo,
in verità io vi dico:
non perderà la sua ricompensa.

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In questi giorni di caldo torrido, asfissiante, l’idea di offrire anche solo un bicchiere d’acqua è simbolicamente più eloquente di quanto si possa immaginare: “…chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa.”(dal Vangelo secondo Matteo)
Questo gesto evangelico cui sono tenuti, soprattutto, i discepoli di Gesù, è entrato nella consuetudine tipicamente cristiana: vi si coglie sicuramente il senso dell’accoglienza; significativo è il fatto che sui Cammini della cristianità, ai cancelli, alle porte che danno sui sentieri ci siano bottiglie d’acqua fresca come segno di condivisione; e che dire se nell’andare per la questua, come facevano un tempo i frati, seppur nella miseria, quanto meno non veniva mai negato un bicchiere d’acqua, giusto per riprendere con vigore il giro della carità. Questi sono gli standards di chi è discepolo del Signore.

XII DOMENICA del T.O. anno A

 La grande tenerezza

Nulla vi è di nascosto che non sarà svelato
 né di segreto che non sarà conosciuto.

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Chi ha un profilo facebook scopre di avere tanti amici, ed altri ancora chiedono l’amicizia. E’ sicuramente una bella cosa, salvo poi accorgersi che alcuni dei tuoi amici, proprio amici non sono. Su alcune cose la pensano in modo completamente diverso da te e ne rimani stupito, non te l’aspettavi. Però, ci sta! L’importante è non perdere certi valori come il rispetto, la coerenza, la sincerità, la lealtà nel rapportarsi. Succede, invece, che cessano i contatti, si scade in commenti offensivi e s’invita a togliersi dal profilo. L’amicizia, quella che si pensava vera, si sbiadisce e ci si trova come in un tradimento, quasi come se:  “…tutti i miei amici aspettavano la mia caduta.” (dal Libro del profeta Geremia)

XI DOMENICA del T.O. anno A

                                             Su ali d’aquila

Strada facendo, predicate,
dicendo che il regno dei cieli è vicino.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

 

Il popolo eletto, sfinito dalla schiavitù e dall’angoscia della fuga, fu facile preda delle tentazioni. E’ comprensibile che ci si possa lasciare prendere dallo sconforto quando le cose non sembrano andare come si sperava. Succede anche a noi, “esuli in questa valle di lacrime”, quando vediamo il faticoso pellegrinaggio del Corpo Mistico di Gesù, qui sulla terra. Eppure, dovremmo ricordarci che le tentazioni, in realtà, sono l’anticamera dell’Amore del Signore. Con quelle, ogni giorno, il Buon Dio ci propone la sua alleanza. Rifiutarla è da stolti, anche perché: “…voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali d’aquila e vi ho fatto venire fino a me.” (dal Libro dell’Esodo) 

 

CORPO e SANGUE di Cristo anno A

Un solo Corpo

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
rimane in me e io in lui

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Davvero siamo un solo corpo, così come scrive San Paolo? In molti crediamo in Gesù Cristo, ma ciascuno si forma una sua idea e va per la sua strada, cioè non sta alla sequela di Gesù, non si lascia guidare dallo Spirito e guarda al Padre come ad un lontano vegliardo. La Chiesa ne soffre, ne soffriamo tutti perché non sappiamo proteggerla.
D’altronde se non sappiamo proteggere il corpo sofferente del malato, del vecchio, se accettiamo che i più giovani si perdano fra sballi e droghe, che deturpano il loro corpo, che lo svendono, che siano visti solo come carne da macello per guerre imposte dai potenti, allora quel corpo è ancora da ripensare, da recuperare.
Come? Il mezzo è sempre uno, e uno solo: il pane del banchetto eucaristico, ribadendo che: “…poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.” (dalla prima Lettera ai Corinti di San Paolo Apostolo)