I nostri
pensieri
La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata testata d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”
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I nostri pensieri, comunque, dovrebbero essere
così anche nell’età adulta. Senza dubbio ne avremmo un sacco di benefici. Prima
di tutto riusciremmo a stare bene anche nella Chiesa di Dio, nonostante lo
stato in cui versa. E’ un corpo malato, allora tornerebbe opportuno ciò che
diceva San Giuseppe Moscati riferito ad un malato: “tornate all’osservanza
religiosa e vi giuro che guarirete con l’anima e il corpo, e avrete preso la
prima medicina: l’infinito amore.” Quell’amore che ha profuso il Signore nel
preparare la sua vigna.
Ci ricorda, però, il profeta qual’era lo stato
della vigna del suo tempo, al punto tale che anche il Buon Dio non sa più cosa
fare per renderla appetibile, ad un punto tale che arriva a porsi la domanda: “…
che cosa dovevo fare ancora nella mia vigna che io non abbia fatto?” (dal Libro
del profeta Isaia)
Più che “Amor che muove il sole e le altre
stelle” non poteva e non può fare. Eppure il vuoto rimane, lo ricorda anche
Gesù nel brano evangelico con riferimento al trattamento riservato ai servi, al
figlio del padrone. Al punto che anche i capi dei sacerdoti e gli anziani del
popolo gli risposero che quei malvagi dovevano essere uccisi e che la vigna doveva
darla in affitto ad altri.
La vita di Gesù anticipava proprio questo e per
rafforzare quella verità disse loro: “…la pietra che i costruttori hanno
scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è
una meraviglia ai nostri occhi.” (dal Vangelo secondo Matteo)
Una pietra che doveva essere scartata fin da
subito: il sangue dei Santi Innocenti, la fuga in Egitto lo testimoniano. Ma
“il Signore Gesù che dimorò a Nazareth fino al suo trentesimo anno, dove pur
non facendo nulla, ha fatto meraviglie perché ognuno dei suoi atti rivela il
suo mistero. E come agiva con potenza, così tacque con potenza, ha vissuto nel
ritiro e nell’oscurità con potenza.” (San Bonaventura)
Oggi le case non si costruiscono più con le
pietre, o quasi, e di pietre d’angolo, in giro, non se ne vedono. Il paragone
evangelico può anche non essere pienamente comprensibile, ma la conclusione
evangelica è esplicita: il regno di Dio sarà dato ad un altro popolo che
produce i frutti dovuti.
Di meraviglie, nell’arco di due millenni, la
Chiesa, l’altro popolo, ne ha viste e ne ha vissute di ogni colore. Grazie agli
apostoli, ai martiri, ai santi, ai discepoli che hanno testimoniato quanto
anche il salmista aveva promesso: “…da te mai più ci allontaneremo, facci
rivivere e invocheremo il tuo nome.” (dal Salmo 79)
I nostri pensieri siano allora sempre
concentrati su quella promessa, ci verrà più facile vivere, perché “la fede è
la forza della vita. Mi basta sapere che Dio c’è e io vivo; mi basta
dimenticarlo o non crederci più, e io muoio. Conoscere Dio, credere in lui e
vivere sono la stessa cosa. Dio è la vita.” (Lev Tolsoj)
Se i nostri pensieri sono e saranno pensieri di
vita, altro non sono che una logica conseguenza.
digiemme
