La dimensione
trinitaria
Chi crede
nel Figlio di Dio non è condannato;
ma chi non
crede è già stato condannato,
perché non
ha creduto.
SANTISSIMA TRINITA'
Probabilmente la
crisi che avvolge la Chiesa nel suo complesso va oltre i demeriti degli alti
prelati chiamati alla guida del suo “popolo” in cammino.
Però, se si annullano
processioni, come quella del Corpus Domini a Milano, spostandola all’interno
delle navate del suo Duomo, allora vuole dire che non si ritiene più necessario
parlare della dimensione trinitaria al mondo.L’autore dell’Esodo, era più
fiducioso se pregava così: “…che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un
popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’
di noi la tua eredità.” (dal Libro dell’Esodo)
PENTECOSTE
Domenica di Pentecoste anno A
In noi lo
Spirito
Mentre erano
chiuse le porte, venne Gesù
stette in
mezzo a loro e disse: ”Pace a Voi”
La poetica e il ritmo della Sequenza che viene proclamata prima del Vangelo, ci offre la certezza che la fede convalida lo scorgere anche in noi l’azione dello Spirito Santo. Proprio in ciascuno di noi, in forza del Battesimo ricevuto grazie al volere dei nostri genitori. Forse loro non ne erano pienamente coscienti, si diceva: “male non fa!”, e si adempiva ad un dovere che si riteneva necessario affinché il Battesimo potesse essere un punto fermo per la vita futura della figliolanza. “Non si sa mai”! ci si giustificava, e il sacerdote, sostanzialmente, garantiva e garantisce, con il salmo; che il Signore: “…mandi il tuo spirito, sono creati e rinnovi la faccia della terra.” (dal Salmo 103)
IL MANDATO
Ascensione del Signore anno A
Il mandato
Mi è stato dato ogni potere
in cielo e in terra.
Andate dunque e fate discepoli
Non voglio attenermi alla cronologia, perciò ipotizzo che la
sostituzione di Giuda con Mattia nel gruppo degli apostoli avvenga prima
dell’Ascensione del Signore. Mattia era uno dei discepoli di Gesù fin dai
tempi
del suo Battesimo al Giordano. Eppure, viene annoverato fra i “dodici”
per pura buona sorte nei confronti dell’altro candidato. Mi piace pensare a
questo punto, e lo si può anche dire, “che prima che fossero gettate le sorti,
anzi prima che il mondo fosse, lo Spirito Santo era su di lui.” (San Lorenzo
Giustiniani)
E’ così che il mandato a tutta la
Chiesa (i dodici apostoli) riesce ad essere universale: “…andate dunque e fate
discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo.” (dal Vangelo secondo Matteo)
La Grande Gioia
Sesta Domenica di Pasqua anno A
La Grande Gioia
Chi accoglie
i miei comandamenti e li osserva,
questi è
colui che mi ama.
Ancora, grazie a Dio, si può sperimentare la gioia. Non che sia
facile, perché viviamo giorni tristi, però almeno una gioia nella vita
sicuramente l’avremo sperimentata. A livello personale è, perciò possibile,
mentre su dimensioni sociali o comunitarie risulta impalpabile al nostro
sentire. Ci si lascia trascinare dagli eventi che si accavallano di anno in
anno, come feste di rilievo o anniversari, senza sentire più quel trasporto che
trasforma i cuori, che coinvolge e stringe tutti in un solo corpo. Ricordo, da
bambino, come anche il solo aggregarsi alla banda musicale che suonando sfilava
per le strade del paese, arricchiva il senso di quelle giornate di festa. Ed
era gioia di popolo. Certo, essere gioioso per un bambino è molto più facile,
ma perché non riusciamo più a diventare come bambini? Perché non ci emozioniamo
più come quelli che ascoltavano Filippo, cambiando la faccia della loro città?
Racconta questo, infatti, il seguente trafiletto: “…e le folle, unanimi
prestavano attenzione alle parole di Filippo…e vi fu grande gioia in quella
città.” (dagli Atti degli Apostoli)
I casi sono due: o non ci sono
più apostoli capaci di scaldare i cuori annunciando il Vangelo di Gesù, oppure
la società in cui siamo immersi ci permette solo di respirare fintanto che
restiamo utili al mantenimento del potere di chi comanda.
PIETRE VIVE
Quinta Domenica di Pasqua anno A
PIETRE VIVE
Chi crede in
me, anch’egli compirà le opere
che io compio e ne compirà di più grandi
Una strofa della Canzone di San
Damiano dice che “una pietra dopo l’altra alto arriverai”. Mi soffermo su
questo canto anche per ricordarmi dell’ottavo centenario della morte di San
Francesco. Nello spirito del “poverello” quelle pietre dovevano servire per
ricostruire la “casa” di Dio, oltre che a rimettere in sesto la diroccata
chiesetta di San Damiano. Ora è uno splendido complesso conventuale che
racconta la storia francescana, la sua nascita ed è meta indiscussa di chi
vuole andare alla fonte della religiosità di Francesco e di Chiara. In loro
possiamo, inoltre, scorgere proprio quanto scrive l’apostolo Pietro: “…quali
pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale.” (prima Lettera
di San Pietro Apostolo)
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