IL GREGGE DI CRISTO



XXXIV Domenica T.O.(Anno A)
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo
La vulgata dice che stare nel gregge non è proprio il massimo perché si è come pecore che non si distinguono le une delle altre. In parole povere si è dei pecoroni che seguono solo quelli davanti.
Se, però, si sta nel gregge di Cristo le cose cambiano perché:
“come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore…e le radunò che erano state disperse.” (dal Profeta Ezechiele).
Cristo, infatti, è in mezzo a noi e ci riconosce uno per uno, anzi va a cercare anche i distratti e i dispersi e li raduna nella sua Chiesa. Li protegge, li foraggia, in modo del tutto speciale, sacrificandosi per loro in ogni Consacrazione Eucaristica.

SANT’IRENE – SANTIAGO DE COMPOSTELA Sabato 14 Agosto 2010 XXX Tappa

“Il cammino del corpo
  ti porta per le vie del mondo,
  il cammino della mente
  ti porta verso il mondo del sapere,
  il cammino del cuore
  ti porta verso Dio,
  il cammino di Santiago
  ti porta a conoscere te stesso.” (Fabio Cattaneo)
 
E finalmente l’ultima tappa. Ci alziamo tranquilli, sappiamo che sarà una giornata particolare, rivivremo l’esperienza del 2007; per questo, nonostante i chilometri da percorrere siano relativamente pochi, puntiamo la sveglia alle 6,00 e dopo un’oretta siamo a Pedrouzo per la consueta abbondante colazione. Quando riprendiamo, ci accoglie uno dei più bei boschi di eucalipto e subito ci troviamo trascinati da una specie di fiumana: siamo veramente in tanti ad andare, in una frenesia collettiva che contagia e incita. Siamo solo distratti da una serie di lapidi che ricordano tre pellegrini che trovarono la morte sul finire del loro cammino.

A CIASCUNO IL SUO



XXXIII Domenica T.O. (Anno A)
Spesso e volentieri mi capita di pensare: ma quanto mi ha lasciato il mio Signore in dote quando sono stato chiamato alla vita? Come fare per riuscire a capirlo? Così comincio a riandare a ritroso dello sviluppo degli anni che hanno segnato la mia maturità. Oggi, invece, ci provo alla luce della Parola che abbiamo appena ascoltato. Comincio con il Libro dei Proverbi:
“…una donna forte chi potrà trovarla? a lei confida il cuore il marito…Apre le sue palme al misero, tende la mano al povero.”
E’ forse nostra madre quella donna forte?

LE STOLTE E LE SAGGE



XXXII Domenica T.O.(Anno A) 
Sappiamo bene che il mese di novembre è dedicato al ricordo dei defunti, e quando pensiamo a loro, in forza della fede che ci unisce come fratelli, li sentiamo presenti, anche se non riusciamo a capire in che dimensione. Quando chiediamo che una Santa Messa sia celebrata nel loro nome non lo facciamo, però, per dovere o per consuetudine, bensì per restare in comunione. Il Sacrificio che si compie sull’altare è gesto di rispetto per loro, se si trovano in Purgatorio, è anticipo per noi se si trovano all’inferno. In ogni caso mettiamo tali intenzioni con lo stesso spirito che leggiamo nella Prima Lettera ai Tessalonicesi di San Paolo Apostolo: “…Non vogliamo fratelli lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza.”

MELIDE – SANT’IRENE 13 Agosto 2010 XXIX tappa

Ogni borgo, ogni villaggio una sua chiesa: “…quando busserò alla tua porta, avrò fatto tanta strada, avrò piedi stanchi e…” cantavamo al Gruppo Giovanile Immacolata. Ora quel canto si sente quasi solo alle esequie, ma a noi dice che ogni momento è buono per mettere ai piedi del Buon Dio il breve o lungo pezzo di vita che stiamo percorrendo.
Visto l’affollamento di pellegrini e i nostri tempi di percorrenza, eravamo preoccupati per il giorno successivo e prima di andare a dormire presso il rifugio di Melide, avevamo provato a fare un tentativo di prenotazione telefonica presso i vari paesi che avremmo attraversato l’indomani. Tutto occupato e il primo che arriva meglio si accomoda.
Allora decidiamo di partire ancora più presto e alle 6.05 siamo in pista…ma non da soli. L’alba schiarisce i sentieri, filtra tra gli alberi dei boschi e tratteggia una lunga fila di pellegrini che vanno, allegri e gioiosi, superati di tanto in tanto da altri, altrettanti, urlanti e sfreccianti: hola…buen camino…, in bicicletta.

LE CATTEDRE DI ROMA



Domenica XXXI T.O.(Anno A)
Sappiamo bene chi sta seduto sulla cattedra, non più dI Mosè, di Roma. Il Vangelo di Matteo vale anche per loro:
“…sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere…”
Non mi intendo più di tanto di scribi e farisei, ma non ci vuole molto per capire che nella Chiesa, cattolica, apostolica, romana, oggi vige una grandissima confusione.
Bisogna dire che c’è anche una notevole capacità di autocritica se si è disposti a lasciarsi prendere dalle invettive del profeta Malachia:
“…voi invece avete deviato dalla retta via e siete stati d’inciampo con il vostro insegnamento”.

SCAVALCARE LE MURA



XXX Domenica T.O.(Anno A)
Da bambino i muri dell’oratorio erano da scavalcare per andare a recuperare il pallone, erano da scalare per sedervisi a cavalcioni, un sacchetto di patatine in mano, e gustarsi la partita dei “grandi”. Il muro era la nostra protezione e nello stesso tempo  l’ansia dell’oltre, di un orizzonte che si apriva alle nostre fantasie. Anche adesso il muro ci offre quel senso di protezione, eppure sappiamo che dietro a quelle mura ci sta il mondo cui si deve portare la Parola di Dio: “…Signore, tu dai luce alla mia lampada, il mio Dio rischiara le mie tenebre. Con te mi getterò nella mischia, con il mio Dio scavalcherò le mura.” (Salmo)

VIGEVANO, CULLA PER I NEONATI ABBANDONATI



Il Centro di Aiuto alla Vita Lomellino realizza la versione moderna della “ruota degli esposti” e chiede contributi.
Anche a Vigevano sarà realizzata la culla per la vita, il successore in chiave moderna della “ruota degli esposti” che nei secoli scorsi evitava pericolosi abbandoni di neonati, consegnandone le sorti a conventi e chiese. A realizzarla sarà il Centro di Aiuto alla Vita Lomellino, che ha sede in via Madonna degli Angeli, nei pressi dell’omonima chiesa.
NOVE MESI PER LA VITA 
CHIESA MADONNA DEGLI ANGELI
DOMENICA 29 OTTOBRE  ore 16,00 
Domenica 29 Ottobre alle ore 16,00 alla Chiesa della Madonna degli Angeli riprende  l'impegno dei "Nove mesi per la Vita". 
Appuntamento che da anni ci accompagna  per nove mesi, da Ottobre a Giugno ogni ultima domenica del mese quasi a scandire con la preghiera il periodo che il bambino compie verso il grande traguardo della nascita.
E' il ritrovarsi per un momento  di preghiera specifico per la Vita.
 
 Il titolo, "Nove mesi per la Vita", richiama sia il tempo dello sviluppo nel seno materno dal concepimento alla nascita, sia l'approfondimento di un tema con "la vita" al centro  per tutti i "nove mesi" del suo percorso verso la nascita.  

LIGONDE – MELIDE 12 Agosto 2010 XXVIII tappa

Seguire le impronte di Cristo per capire come accogliere chi cade, chi si ferma per la strada, chi “non è amato, non voluto, dimenticato, perché la grande povertà è il frutto del rifiuto.” (Madre Teresa di Calcutta), perché, quando si è stanchi e i passi sono pesanti, ci sia sempre qualcuno che tenda la mano e quella di Cristo potrà essere la tua.
Lasciamo quella piccola comunità di Ligonde abbastanza presto, ma non tanto, perché la colazione è già pronta e ne approfittiamo. La giornata si preannuncia serena e nella frescura dell’alba si cammina proprio bene. La strada si stende con una docilità complice per il godimento di ogni angolo, ogni curva, ogni discesa, anche ogni salita, con scorci d’infinito che assumono tutti i colori dell’iride. Come non essere felici? Quando, poi, si guarda avanti con a fianco la persona che più ami?

LA MONETA DI CESARE



Domenica XXIX T.O. (Anno A)
Quentin Massys, Il bancario e sua moglie (part.) 1514,Louvre, Parigi
La prima cosa che chiediamo quando veniamo a conoscenza di una nascita: il nome!
Senza quello non riusciamo a capire quale sarà il ruolo che questo nuovo individuo avrà nell’esistenza che ci circonda. Senza neanche volerlo gli diamo subito un suo carattere, una sua visibilità, una sua importanza.
E’ quello che ha fatto il Signore con noi secondo il profeta Isaia:
“…io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca, Io sono il Signore…ti renderò pronto all’azione perché sappiano che non c’è nulla fuori di me.”

L’ABITO DI NOZZE



Domenica XXVIII T.O. (Anno A)
Quando si dice “l’abito della domenica” è evidente il riferimento al fatto che alla Casa di Dio si accede in modo degno e decoroso. E’ vero che si può vestire di stracci ed essere nella grazia di Dio perché lui, e solo lui, vede lo splendore della fede che anima l’interiorità e la spiritualità di ciascuno, ma è anche vero che la bellezza, nel limite delle possibilità, va esaltata. E’ un modo per ricambiare il dono della bellezza della vita da parte del Creatore.
Pare di sentire l’Apostolo Paolo ai Filippesi:
“…il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.”

MORGADE – LIGONDE 11 Agosto 2010 XXVII tappa

“Abbiamo tutti bisogno di un viaggio, non per “vacanza” (cioè per fare vuoto attorno a noi), ma per trovare noi stessi. Tutti bisognosi di un cielo sulla testa e di una strada sotto i piedi” (Luigi Maria Epicoco)
 
Ci stacchiamo presto dalla porta di Morgade, alle 6,00, rinunciamo alla colazione che sarebbe stata servita troppo tardi,  e procediamo spediti fino al primo bar aperto che incontriamo. Consueta sosta con tanto di preghiera presso il primo “cruceiro” che si profila all’orizzonte, e se ne incontrano parecchi, il più interessante e caratteristico (del 1670)  lo ammiriamo a Lamerinos.

LA VIGNA E I VIGNAIOLI

Domenica XXVII T.O. (Anno A)
Di solito in questi giorni d’autunno s’inforca la bicicletta e si va per vigne che nel nostro territorio non mancano. Anzi, c’è proprio una cultura, sostenuta anche da un altro aspetto territoriale che è quello delle “casotte”. Con calma, fermandosi davanti ai cancelli si può verificare se quella o quell’altra vigna sia ben tenuta o malandata. Complice l’aria già cosparsa di nebbioline, infiltrate da tiepidi raggi di sole, si riesce a godere di queste immagini tanto utilizzate nei vangeli. Si capisce questo ritorno insistito sulla vite, sulla vigna, sui lavoratori che vi vengono mandati. La vigna come luogo che richiama il Regno di Dio, la vite che accende la figura del Figlio, gli operai che interpellano tutti i chiamati, a cominciare da noi che ancora oggi abbiamo la responsabilità di custodire quanto ci è stato dato in eredità. Viene da domandarsi se lo facciamo con adeguata preoccupazione o se, invece, ne approfittiamo e cerchiamo di accaparrare solo i frutti a maturazione, senza nulla aggiungere di nostro per la crescita e lo sviluppo della vigna che abbiamo in custodia.
Forse l’ammonimento del Salmo fa al caso nostro:
“…perché hai aperto brecce nella sua cinta e ne fa vendemmia ogni passante? La devasta il cinghiale del bosco e vi pascolano le bestie della campagna” (vers.13-14).
Abbiamo abbassato la guardia, in parte desacralizzato le chiese, le riforme degli ultimi cinquant’anni hanno fiaccato spiriti e liturgie ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Possiamo trovare corrispondenza anche in alcuni versetti tratti dal libro del profeta Isaia:
“…Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi”.

LA VIA DELLA GIUSTIZIA



Domenica XXVI T.O.(Anno A)
Tanto per essere chiari e non farci abbagliare da facili sovraesposizioni: il paradiso non è pieno di miscredenti e prostitute a discapito di chi nella vita ha cercato di essere fedele alla Legge del Signore:
“…in verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno di Dio.…perché hanno creduto a Giovanni…” (Vangelo di Matteo)
Hanno creduto, questa è l’azione che li porta avanti, proprio perché credendo hanno cambiato stile di vita. Pensiamo, tanto per intenderci, a Matteo stesso, o come si dice, a Maria Maddalena. Mi viene spontaneo il suo ricordo quando agli incroci delle strade velocemente si svendono quelle poveracce. Non è in quel modo di vivere, fermo restando la volontà di perseguirlo, che si garantiscono il passaggio verso il Regno. Che poi ci vorrebbero tanti nuovi “Don Oreste Benzi”, ma questo è un altro discorso.