SESTO
MESE
29 MARZO 2026
LA MAMMA,OVVERO QUALCOSA
DI MOLTO BUONO, DI MOLTO BELLO
I veri eroi non sono quelli che la storia ricorda. Il vero eroismo è
quello della fedeltà quotidiana e del sacrificio totale. Ecco perché la mamma,
quella vera, esprime bene l’autentica dimensione dell’eroismo. Ascoltiamo
questa storia: In una scuola di campagna la maestra aveva spiegato alle sue
allieve di terza elementare le qualità che deve avere un eroe.
La maestra disse così: “Eroe è colui che, essendo molto coraggioso, compie cose
grandi, belle e difficili”.

Per assicurarsi poi che le bambine
avessero capito, le invitò a scrivere il nome degli eroi che preferivano. In
fondo alla classe una bambina, Maria, se ne stava incerta ed esitante.
Finalmente scrisse anch’ella qualcosa. La maestra raccolse i fogli e lesse le
varie risposte. I nomi più noti degli eroi moderni ed antichi passarono in
rassegna. Fu la volta del foglio di Maria. Lo scorse nel timore che non avesse
seguito adeguatamente la spiegazione, ma ecco che i suoi occhi si riempirono di
lacrime e la sua voce tremò nel pronunciare quanto aveva scritto. Un solo nome:
“mamma!”
Si fece un gran silenzio, tutti
pensarono alla mamma di Maria, sempre così pallida, così stanca per via del
faticoso lavoro che faceva e per il fatto che era vedova ed aveva altri due
figli da far crescere. Poi ciascuno pensò alla propria mamma ed ai sacrifici
che ogni giorno si impone per la famiglia e la casa. Le compagne di scuola
allora compresero quello a cui non avevano pensato: che essere mamma vuol dire
fare con coraggio qualcosa di molto bello, di molto buono e di molto difficile.
LA PAROLA
Io il Signore, scruto la mente e
saggio i cuori, per rendere a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il
frutto delle sue azioni. (Ger 17,10)
In quel tempo Gesù disse: “Ti
rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste
cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. (Mt 11,25)
UN DESIDERIO
Quando ero piccolo mia madre era solita
avvicinarsi a me di nascosto mettere le mani sugli occhi
Per domandare poi "chi è? Io che la riconoscevo
rispondevo abbracciandola "sei la mia mamma!"
Ora che sono grande e sei venuto Tu Dio mio,
e mi hai posto le mani sugli occhi e mi chiedi "chi sono?"
Io riconosco la tua voce e le tue mani e rispondo
"sei mio Padre"
E il mio desiderio è che Tu Padre, ritiri le tue mani affinché io possa contemplare il tuo volto
e abbracciarti per tutta l’eternità
(Raffaele Reyes)
Seminarista cieco