28 Dicembre
2025
SANTA FAMIGLIA DI GESÙ,
MARIA E GIUSEPPE (ANNO A)
IL BALUARDO
DELLA FAMIGLIA
“Alzati, prendi
con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto”
28 Dicembre
2025
SANTA FAMIGLIA DI GESÙ,
MARIA E GIUSEPPE (ANNO A)
IL BALUARDO
DELLA FAMIGLIA
“Alzati, prendi
con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto”
Domenica,21 dicembre 2025 4a Avvento - Anno A
Il Bambino che salva tutti noi
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Il suo popolo, in quel tempo, era
da identificarsi in quello di Israele, secondo le scritture. Oggi, il suo
popolo siamo noi, che s’identifica nella sua Chiesa, grazie ai Sacramenti e ad
una vita segnata dallo Spirito Santo. Non c’è dubbio al riguardo, ma dobbiamo
necessariamente fermarci a guardare quel bambino per capire la portata di
quella salvezza.
Vedere oggi
“Che cosa siete andati a vedere nel deserto?”
Il raccolto
“Preparate la via del Signore”
L’ora sconosciuta
“Nell’ora che non immaginate,
viene il
figlio dell’uomo!”
Cristo Re dell’universo Anno C
Come
andare in Paradiso
“Non sei tu il
Cristo? Salva te stesso e noi!”
CRISTIANI A RISCHIO
“Con la vostra perseveranza salverete la vostra
vita”
Domenica, 9 novembre 2025
“Non fate della casa di Dio un mercato”
Non c’è gioia più grande per una madre, del vedere per la prima volta un sorriso sulle labbra del suo bambino. La stessa gioia prova Dio ogni volta che vede dal cielo un peccatore che gli si inginocchia e con tutto il cuore gli rivolge una preghiera. Sono parole scritte da Fedor Dostoevskij, è un pensiero che può ben rispondere all’interrogativo della seconda Lettura di questa Festa della Dedicazione della Basilica Lateranense: “…non sapete che siete Tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (dalla prima Lettera di San Paolo Apostolo ai Corinti)Quanti di noi sanno di essere Casa di Dio, in forza del Battesimo che abbiamo ricevuto?
Commemorazione dei defunti
terza Messa
BEATI NOI
“chiunque
vede il Figlio e crede in lui avrà la vita eterna”
In umile preghiera
“Due
uomini al tempio: uno era fariseo, l’altro pubblicano”
XXXma Domenica T.O.Anno C
LA BATTAGLIA PER LA FEDE
“il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la
fede sulla terra?”
CHI RINGRAZIA CHI?
“Non ne sono stati purificati 10? Gli altri
dove sono?”
L’inutile servo
“Siamo servi inutili.
Abbiamo fatto quanto
dovevamo fare”
Farsi carico
“C’era un uomo ricco…… e uno povero.....!”
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Mi capita, proprio in questi
giorni, di riprendere il libro di Geoges Bernanos, “Diario di un curato di
campagna”, e leggo: “mi dicevo dunque che il mondo è divorato dalla noia.
Naturalmente, occorre riflettervi un po’ per rendersene conto, non ce se
accorge subito. E’ una specie di polvere. Andate e venite senza vederla, la
mangiate, la bevete, è così sottile, così tenue, che non scricchiola neanche
sotto i denti.”
Questa riflessione dell’autore
francese, cattolico, l’ho trovata affine al passo del profeta Amos, quando
dice: “guai agli spensierati di Sion e a quelli che si sentono sicuri.”
NON DIMENTICA
“Non potete servire due padroni!”
ESALTAZIONE DELLA CROCE
PER RESTARE IN VITA
..chiunque crede in lui non vada perduto
IL Paradiso
chi
si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
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E’ un mondo stolto, sono stolti tutti coloro che si sbracciano per ottenere il
lasciapassare che garantisca l’idoneità ad entrare in quel paradiso del tutto e
subito, del possedere a discapito di chiunque ostacoli tale traguardo, fosse
anche l’innocente o il povero di turno.
E’ il mondo che inneggia a tutto
ciò che è contro la legge naturale, che cancella ogni riferimento ai valori,
che ostacola la vita della Chiesa, rinnegando secoli di storia e tradizioni.
E’ un mondo che vuole sostituirsi a Dio, che non riesce a capire che Dio è tale
perché è:“…Padre degli orfani e difensore delle vedove, è Dio nella sua santa
dimora.” (dal Salmo 67)
L’ingiustizia, la fedeltà
sforzatevi
di entrare per la porta stretta
La pace o la
divisione
Non sono venuto
a portare pace sulla terra, ma divisione.
XIXma Domenica T.O.Anno C
Il molto a nostro
carico
tenetevi pronti perché,
nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo
Le nostre mani
Rendi salda l’opera delle nostre mani(salmo 89)
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Provate
ad osservare le mani di un neonato, poi quelle di un bambino e, infine, quelle
di un vecchio. Mettetele a confronto e vedrete la bellezza dei cambiamenti di
quelle stesse mani all’inizio della vita rispetto al tramonto di quella stessa
esistenza. Le paffute mani che nel corso del tempo si trasformano in ossute e
venose sono il segno dell’operosità che avviene attraverso le cose che nel
corso degli anni hanno saputo modellare:“…sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro
Dio: rendi salda per noi l’opera delle nostre mani, l’opera delle nostre mani
rendi salda.” (dal Salmo 89)
Il salmo rende grazie di questa realtà che si rinnova di generazione in generazione, soprattutto, esalta la bontà creatrice del Buon Dio, la sua perfezione nel tracciare ogni crescita e ogni opera a noi assegnata. Non per merito nostro, ovviamente, perché, viceversa, a nostra condanna suonerebbero oltremodo vere le sue parole:“…vanità delle vanità, dice Qoelet. Vanità delle vanità: tutto è vanità.” (dal Libro del Qoelet)
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Siamo
immersi nella vita per ben due volte, anzi tre!
La prima
quando le cellule generative di padre e madre si incontrano e puff! veniamo
risucchiati attraverso canali e sponde varie in una specie di caverna dove ci
attacchiamo in attesa di istruzioni per e nostre chiamate di aiuto.
Se tutto
va bene, prima di vedere la luce, ci restiamo, più o meno, nove mesi.
La
seconda volta veniamo immersi in una fonte d’acqua; viene chiamato “Battesimo.”
Ora non
si usa quasi più l’immersione, si cosparge il capo con acqua benedetta cui
fanno seguito altri gesti e preghiere.
Della
terza volta invece, scriverò dopo.
Festa dei SANTI
PIETRO E PAOLO
APOSTOLI
Anno C