VI Domenica T.O. (Anno A)
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va
prima riconciliati con tuo fratello, poi torna ad offrire il
tuo dono
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Quando
al momento dell’offertorio vengono portati il pane ed il vino
sappiamo che questi saranno, dopo la consacrazione, il corpo ed il
sangue di Gesù Cristo. Lo crediamo per fede, lo sappiamo per grazia.
E’ l’offerta della sua vita terrena che nel sacrificio e nella
passione trova la giustificazione per la salvezza degli uomini, per
ogni singola creatura che la magnificenza di Dio Creatore vuole per
sé.
Mi
domandavo: noi, invece, di nostro, cosa portiamo all’offertorio? Mi
rispondeva il ritornello di un canto di qualche anno fa: “Io ti
offro la mia vita, o mio Signore, io ti offro tutto di me, tutto di
me, tutto di me, tutto di me…” E mi sentivo trasportato, pronto a
gustare quel momento liturgico propedeutico alla Consacrazione. Ma
per meglio capire l’importanza di quella liturgia riascolto la
Parola di Gesù:
“…se
dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che
tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia il tuo dono davanti
all’altare, va prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi
torna ad offrire il tuo dono…” (dal Vangelo di Matteo).












