LA GIOIA

Non si può sperimentar la gioia se prima non sentiamo nel nostro intimo più profondo il senso della tristezza che attanaglia il mondo in cui viviamo. Di tutto si sta facendo per rendere l’esistenza dell’umanità grigia e funesta: educazione “gender” fin dagli asili con la “buona scuola” del boy-scout, divorzio breve, matrimoni omosessuali, affitto d’uteri, distribuzione di preservativi e lubrificanti nelle scuole medie, legalizzazione delle droghe, diffusione del gioco d’azzardo e chi più ne ha, più ne metta. Non ci resta che piangere.Eppure, grazie a Dio, sì proprio grazie e solo a Lui “…chi semina nelle lacrime…mieterà nella gioia. Nell’andare se ne va piangendo…ma nel tornare viene con gioia.” (Sal 125/126).
Più che “nel tornare” sarebbe forse meglio fare riferimento al profeta Geremia quando dice: “…erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni…”

30 Ottobre 2015 - Adorazione Eucaristica davanti a Gesù Concepito

Centro di Aiuto alla Vita Lomellino
Chiesa Madonna degli Angeli 
 Il Centro di Aiuto alla Vita Lomellino,
ogni ultimo venerdì del mese
invita ad un appuntamento importante: 
vivere un'ora di adorazione con l'intenzione di pregare per la vita
  ringraziando Gesù Eucaristia 
"per tutto il bene, 
per tutto il conforto, 
per tutta la gioia che ci procura"
 il Suo stare in mezzo a noi.
Dalle 18,30 alle 19,30 presso la chiesa Madonna degli Angeli, 
piccolo santuario della vita.

DIFENDIAMO LA FAMIGLIA - Riflessioni sul Gender

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IL RISCATTO


Quando si vuole liberare qualcuno prigioniero di malviventi, si è disposti a pagare perché il rapito torni a casa sano e salvo. E’ più che comprensibile che ciò possa avvenire, per esempio, come per quelle fanciulle imprudentemente andate in Siria.
Il profeta Isaia (53,10-11) ci ricorda che “... offrirà se stesso in sacrificio di riparazione…” e qui la posta si alza notevolmente. Perché in gioco ci siamo noi, con i nostri peccati, noi, prigionieri dell’egoismo e del male che si introduce nella nostra vita anche in forza del Maligno che vuole preventivamente allontanarci dall’amore creante di nostro Signore. Da soli non riusciremo mai ad affrancarci, le catene sono ben robuste e non c’è ruggine che possa indebolirle.

Nove Mesi per la Vita - Madonna degli Angeli - 25 ottobre


Da domenica 25 ottobre, alle ore 16,00, riprende l'annuale appuntamento "Nove mesi per la Vita" che scandirà ogni ultima domenica del mese il periodo verso la nascita.
Perché? Che senso ha?

- Per pregare insieme e adorare il Signore della Vita,
- per proporre e trovare un momento di preghiera specifico per la Vita,
- per avere l'occasione di sentire temi e argomenti legati alla vita.
Il titolo "Nove mesi per la Vita" richiama sia il tempo dello sviluppo nel seno materno dal concepimento alla nascita, sia l'approfondimento di un tema con "la vita" al centro  per i "nove mesi" del suo percorso verso la nascita.
Ogni ultima domenica del mese, da ottobre a giugno, alle ore 16,00 nella Chiesa della Madonna degli Angeli,

CONTIAMO I GIORNI?


Mille anni ai tuoi occhi sono come un giorno che è passato (Salmo).  Cosa sono, quindi, i miei 63 anni nei confronti degli istanti, giorni, mesi di chi vive ancora nel grembo di sua madre e la sua vita, piena come la mia, è agli albori dell’esistenza? Niente, queste età hanno pari logica creatrice e gli stessi diritti di ogni figlio di Dio. L’unica differenza è che io devo avere l’accortezza di stare sempre con le “valigie pronte”, come dice spesso il Dott. Mozzi, quello della famosa “dieta”, mentre il bambino non ancora nato non ha neppure il cestino della merendina.
Quando ero bambino contavo i giorni per la fine della scuola e mi sembravano tanti. Non passavano mai.

Formazione



AL CUORE DELLE RAGIONI
SEMINARIO DI FORMAZIONE PER OPERATRICI CAV

FORMARSI perché ……….

…………. al Cav incontriamo tante donne e  madri con il carico delle loro storie di gioia e di dolore e sentiamo l’urgenza di allargare il nostro orizzonte, di andare al cuore delle ragioni del nostro servizio, di aprire la mente e il cuore alla realtà nella ricchezza dei suoi aspetti e delle sue dimensioni
………. il cav è un luogo di incontro, in cui si offrono non tanto aiuti ma relazioni vere e significative, un abbraccio totale e  noi oggi abbiamo bisogno di crescere in questa cultura dell’incontro per conoscerci, per stimarci e per camminare insieme.

 SABATO 26 SETTEMBRE 2015
PERCHE’ SONO QUI? LE MOTIVAZIONI DEL VOLONTARIATO
dott.ssa PAOLA BROGGI - PSICOLOGA

UNA VITA AL TELEFONO: SOS VITA
MARIA PELLEGRINI - OSTETRICA
 SABATO 24 OTTOBRE 2015
IO SONO TU CHE MI FAI: LA RELAZIONE D’AIUTO
dott.ssa   ANNA  CAMPIOTTI - PSICOLOGA

DOPO L’ABORTO
dott. ANTONIO ORIENTE - GINECOLOGO
 DOMENICA 29 NOVEMBRE 2015
DA DONNA A MADRE
dott.ssa MARIA BOERCI - GINECOLOGA

SEMPLICEMENTE MAMMA
dott.ssa ANNALISA SERENI - MEDICO

DOVE?
                  OSPEDALE DI MAGENTA – AULA BIASIOLI  dalle 9 alle 13
                               è richiesto un contributo spese di 10 €
PER ISCRIZIONI
cavmagenta@gmail.com     oppure contattare il n°  333-8277088

AL CENTRO LA FAMIGLIA



Oggi al centro della Parola e al centro della Chiesa c'è la famiglia. Lo è nelle "letture domenicali", lo è in Vaticano con l'apertura della XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema "La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo" .
Speriamo e preghiamo che il titolo così altisonante sia sincero, che non sia, cioè, una riedizione dell'antilingua in salsa cattolica.

Il Vangelo della Vita - 16 Ottobre - Centro Pastorale - Mede

A fine settembre dello scorso anno si concretizza la possibilità di dar vita ad un nuovo Centro di Aiuto alla Vita, o meglio grazie al Centro di Aiuto alla Vita Lomellino, operante in diocesi dal 1984, abbiamo avuto la possibilità di aprire la Sede di Mede che si aggiunge alle altre sedi del Centro di Aiuto alla Vita Lomellino, quelle di Vigevano, di Gambolò, di Robbio, di Garlasco. Ognuna in un preciso territorio della nostra diocesi e insieme per formare un unica Associazione di Volontariato a servizio della vita dal suo inizio, il concepimento, al suo termine naturale.

Una macina al collo


Chi non ha sognato almeno una volta di vedersi appesa al collo o appuntata al petto una medaglia per motivi sportivi, civili, militari, culturali o quant’altro? E fra quelli che nella vita ci riescono, quanti, pur di arrivare primi e dopo essersi affermati, non hanno esitato a dare scandalo per acquisire ancora più notorietà o per superare l’avversario di turno in modo fraudolento? Ecco, per questi, è meglio per loro, come dice Gesù, che si mettano una macina al collo e si gettino nel mare.
Ancora una volta viene sottolineata la premura verso i più piccoli e  l’invettiva è senza appello.
Che mai ci sarà di peggio per chi dà scandalo verso i suoi più piccoli se non l’inferno e la dannazione eterna?
Il giudice è Lui, eppure quale potrà essere il giudizio per coloro che dirigono il colosso americano degli aborti, Planned Parenthood, e che danno scandalo, e non solo, per il commercio degli organi dei bambini che vengono abortiti nelle loro cliniche?
La dottoressa Carolyn Westhoff ha spiegato quanto siano divenuti bravi a espiantare un’ampia gamma di organi dai bambini abortiti e di come vi sia una grande richiesta di cuore, occhi, cervello e… gonadi (organi sessuali). Nel decantare le lodi della propria professionalità, la dottoressa afferma anche di essere divenuti ormai esperti nel procurare “roba” davvero fresca… Naturalmente nel raccontare tali imprese chiede all’interlocutore una certa discrezione perché in certi Stati non è permesso. E con lei altri colleghi come Vanessa Russo (figura chiave di Planned  Parenthood in Pennsylvania) che difende a spada tratta il loro operato. Queste persone non solo riconoscono “l’eventuale” propria colpa nel violare alcune leggi, soprattutto il “non uccidere” ma se ne vantano pure.
Ecco, per loro la macina è bella e pronta, ma l’inferno e la dannazione eterna non possono non essere dietro l’angolo.
Di sicuro, dietro a tutti gli scandali c’è la consapevolezza di come siano sempre  alimentati dallo sfruttamento, dalla violenza, dall’abbandono, dalle falsità, dai poteri politici ed economici, dall’egemonia culturale omosessista, dal disfacimento della famiglia naturale, dall’ateismo.
Gesù parla della Geenna, ma qui siamo ormai in una cloaca e l’umanità c’è dentro fino al collo.
Chi si salverà? Coloro che costruiscono la loro casa sulla roccia, coloro che credono con umiltà sulla forza e la grazia redentrice di Dio Padre, come dice il Salmo. Allora, facciamo nostro, come preghiera, l’auspicio che viene dalla lettura del Libro dei Numeri (11,25-29) “Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il Suo Spirito..” Ne abbiamo proprio bisogno.

digiemme.

I bambini e noi



Provate ad immaginare, ascoltando il Vangelo di oggi, che Gesù Cristo non "prese un bambino, se lo mise vicino, lo abbracciò, e disse ai suoi discepoli: "chi accoglie un bambino accoglie me e il Padre che mi ha mandato", bensì "prese una donna incinta, se la mise vicino, l'abbracciò, dicendo a noi, chi accoglie il bambino già nel grembo di sua madre, accoglie me e il Padre che mi ha mandato”.
Non è viva immaginazione, ma logica conseguenza dell'amore creante.
Notare che accogliendo il bambino non ancora nato si accoglie così anche la sua mamma e, di seguito, il suo papà e tutti, parenti a amici che stanno loro attorno, anche quelli che, magari, spingevano per l'aborto.
Così questo diventa il messaggio che il Vangelo della XXV domenica di T.O. mi consegna.
Nel tempo ho cercato di ritrasmetterlo nella battaglia per la

vita contro la legge che legalizza il rifiuto della vita con l'uccisione del più povero dei poveri, del più indifeso, del più piccolo fra gli uomini.
E, poi, in questi giorni di falso buonismo, mi vengono a parlare di accoglienza. Quanta ipocrisia!
Fra l'altro, ritornando al quadretto del Vangelo, è evidente che l'immagine del bambino rimanda alla purezza, all'innocenza, alla povertà e alla semplicità di cuore.
Ricordo quella canzone che cantavamo "...se non ritornerete come bambini, non entrerete mai!"
Per inciso, nel suo Regno.
In contro canto, il rischio è quello già conosciuto: la corsa alle passioni per la carne, per il potere, per la ricchezza, per la lussuria. Una corsa che trascina in guerre e liti, come dice San Giacomo nella sua lettera (Gc.4,1-3), fra popoli, parenti, colleghi, vicini di casa, politici, culture, razze, religioni, ecc. E' ciò cui stiamo assistendo in questi tempi. E questa situazione sembra sommergerci in una struggente accettazione di quanto, in ogni caso, i capi del mondo decidono sulle nostre teste, sul nostro destino. Sembra, ma in cuor nostro sappiamo che non può essere così inevitabilmente, perché, leggiamo nel Salmo, "il Signore sostiene la nostra vita" (salmo 53).
Come quella della mamma e del suo bambino che oggi ha abbracciato.



digiemme

Emergenza al Centro di Aiuto alla Vita Lomellino


Una telefonata che ti sorprende nel bel mezzo di una vacanza al mare.
E’ il ginecologo che non ti aspetti, che ti parla e ti dice (ma è proprio lui ?) che forse un bambino si potrà salvare, ma serve l’aiuto e la presenza di tutti, anche la tua.
Improvvisamente sole, mare, nuotate, sabbia bollente, vele bianche, chiacchiere d’ombrellone perdono gusto e colore: quello che conta è arrivare in tempo, tornare per tempo e di tempo ce n’è poco.
Ecco in questi casi sembra che i minuti e le ore scorrano più veloci e i giorni utili sono pochi.
Da quel momento è tutto un susseguirsi di chiamate, messaggi, concitate ricerche: chi è a casa?chi può andare all’appuntamento ormai fissato? Non hai dubbi , lasci tutto, sali in macchina e torni verso la città afosa, che ti pare lontanissima. Il viaggio, al contrario, ti sembra breve, tanti sono i pensieri che affollano la tua mente e le preghiere che cerchi di mormorare, anche quelle che pensavi di non ricordare più.
Finalmente arrivi nel gelido reparto ospedaliero, incontri l’amica che sarà con te in questo colloquio che si presenta non facile e poi… arriva lei, la futura mamma.
E’ una donna forte, quasi rude, che ti guarda dritto negli occhi, che non vorrebbe tirarsi indietro di fronte a una responsabilità, non l’ha mai fatto, ma questa volta è diverso, le difficoltà sono tante, troppe, sembrano insormontabili.
Non trovo le parole giuste, non vengono mai, invece Lena parla con dolcezza, sa usare le parole e il tono giusto della verità, tocca i tasti più sensibili.
Silvia scioglie la sua durezza, piange, sa cos’è una vita. Glielo ha detto anche la sua bambina Chiara, che ha saputo del fratellino che potrebbe arrivare.
Ecco quel fratellino c’è, lei è sicura, perché il dottore, con una strana e complicata macchina, le ha fatto ascoltare il battito, il suo cuore batte forte, è vivo, è nascosto, ma si può fotografare!
Possiamo ucciderlo? La mamma piange, sa che non lo farà e noi l’aiuteremo, come l’ha aiutata quel burbero ginecologo, che ha captato il grido d’aiuto che a lui, in particolare, veniva lanciato. 

Piera