Una briciola di fede
Anche i cagnolini
mangiano le briciole
che cadono dalla tavola dei
loro padroni
Grande è la tua fede! Avvenga per te come
desideri.
Quella
donna cananea sapeva di non essere parte di quel popolo dell’Unico Dio, però sapeva
pure che solo quell’uomo di nome Gesù, il Nazzareno, poteva aiutare sua figlia.
Probabilmente le aveva provate tutte, con nessun risultato utile, ma in cuor
suo aveva ancora una speranza. “La speranza è quella cosa piumata che si posa
sul petto” (Emily Dickinson).
Poetica espressione, bella e tenera come può
essere la volontà di chi sa di non disperare perché confida in chi tutto può.
Basta avere una briciola di fede.
In realtà, quella madre di fede ne aveva molto
di più e Gesù le disse: “…donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come
desideri. E da quell’istante sua figlia fu guarita.” (dal Vangelo secondo
Matteo)
Se noi tutti avessimo una tale misura di fede
cambieremmo davvero il mondo, la Chiesa ritornerebbe ad essere faro per
l’umanità, se ogni donna, ogni madre avesse in sé quel minimo di fede non ci
sarebbero più aborti nel mondo. Invece, ogni giorno ci sospinge sempre più
verso il baratro dell’inferno, e non solo metaforicamente. Basta guardare quel
video dove alcune donne si compiacciono e si commuovono per la firma di una
legge che autorizza l’aborto fino al nono mese. Oltretutto chi firma si
dichiara donna cattolica. Ci consoli almeno la notizia di una bambina salvata
ed accolta nella culla per la vita di Bologna.
Al riguardo, ben si adatta il salmo quando ci
invita a recitare: “…gioiscano le nazioni e si rallegrino, perché tu giudichi i
popoli con rettitudine, governi le nazioni sulla terra.” (dal Salmo 66)
Con questa certezza che viene da chi è stato
educato fin dal principio nelle cose dell’amore, non demordiamo dal fare la
nostra parte affinché ogni nazione, ogni popolo sappia esprimere uomini e donne
capaci di guidare e rispettare la legge di Dio.
Non è difficile da realizzarsi perché
basterebbe ascoltare il profeta: “…osservate il diritto e praticate la
giustizia, perché la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per
rivelarsi.” (dal Libro del profeta Isaia)
Oltretutto ciò è avvenuto con la discesa in
terra di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che con la sua Incarnazione, la sua
vita, passione, morte e resurrezione, ha messo in atto quelle profezie. Si
tratta, allora, di non lasciare che il tutto rimanga qualcosa di antico, di
passato: nella Chiesa abbiamo la Tradizione, che però, non è “il culto delle
ceneri, ma la custodia del fuoco.” (Gustave Maler)
Che il fuoco ravvivi, perciò, la nostra vita,
non molliamo la nostra voglia di essere testimoni perché: “…i doni e la
chiamata di Dio sono irrevocabili.” (dalla Lettera di San Paolo ai Romani)
Fin dal principio, “io ti conobbi prima di
formarti nel grembo di tua madre” (dal profeta Geremia), fin dal nostro primo
essere abbiamo impressi quei doni che ci caratterizzano. Tutti diversi gli uni
dagli altri e non verranno mai meno, neppure quando il diritto a vivere viene
cancellato per opportunità politiche di origini sataniche. Allora, viene
spontaneo rivolgersi a tutte le donne, ad ogni madre, ricordando loro che basta
una briciola di fede per capire che “ogni buon regalo e ogni dono perfetto è
dall’alto, scende dal Padre.” (San Giacomo). Viene da chi tutto può, anche
guarire un corpo fragile, sostenere una gravidanza inaspettata, riempire una
solitudine, accogliere la leggera (come una piuma) speranza che sta nei cuori
di ciascuno di noi.
Is 56,1.6-7
/ Sal 66(67) / Rm
1,13-15.29-32 / Mt 15,21-28
digiemme
