In mezzo a noi
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro
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Ne
era convinto anche l’apostolo Paolo. Infatti, scriveva: “…la carità non fa
alcun male al prossimo: pienezza della Legge, infatti, è la carità.” (Lettera
ai Romani).
In
effetti, il mondo ci giudica proprio dalle cose che mettiamo in essere per il
bene comune, per il prossimo che chiede aiuto ma che ci odia e ci perseguita
perché facciamo ciò per la gloria di Dio; seguendo la sua Legge che è la legge
dell’Amore impressa e connaturata nella nostra persona.
A
volte, però, rendiamo sbiadito questo dono, dimenticandoci che “nessun regalo è
troppo semplice da ricevere, se è scelto con giudizio e dato con amore.” (Franz
Kafta)
Allora,
dovremmo fare come il Santo Curato d’Ars e metterci in ginocchio, in preghiera.
Di fronte al deserto che trovò ad Ars, San Giovanni Maria Vianney fece come
suggerisce il salmo: “entrate : prostràti, adoriamo in ginocchio davanti al
Signore che ci ha fatti.” (dal Salmo 94)
Purtroppo,
sono pochi quelli capaci d’inginocchiarsi, è un atteggiamento che molti
considerano superato, ma non diamo loro retta perché “il Signore si occuperà a
tempo pieno dei nostri interessi, quanto più noi ci preoccuperemo in primo
luogo dei suoi.” (Padre Raymond de Thomas de Saint –Laurent)
Il
mondo, invece si preoccupa dei suoi interessi e i fatti di cronaca lo
dimostrano. Come quei fatti dove i cattolici, quelli che si dichiarano
cattolici, diventano protagonisti in negativo perché, poi, votano una legge
come quella sul “suicidio assistito” appena approvata dalla Regione Veneta.
Le
voci di contestazione, al riguardo, si sono levate diffusamente, ed è cosa
buona e giusta, anche perché è una esplicita forma di carità nei loro
confronti, come scrive il profeta: “…se tu avverti il malvagio della sua
condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli
morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato.” (dal Libro del profeta
Ezechiele)
Costa
fatica continuare a rimarcare le incongruenze dei cattolici sulle questioni
legate a quei valori non negoziabili, come quello della vita, della famiglia,
del matrimonio, della dignità della persona, però bisogna continuare a
testimoniare la Legge di Dio. A costo di entrare anche in contrapposizione.
D’altra
parte “che Dio preferisca gli imbecilli è una voce che gli imbecilli fanno
circolare da 19 secoli.” (Fracois Mauriac)
Per
questo è certo il rischio che le chiese si svuotino sempre più, che pastori e
guide sbandino continuamente, però è anche vero che la Chiesa (con c maiuscola)
non è loro, ma di Gesù Cristo. Ha assicurato che gli inferi non prevarranno e,
inoltre, ha garantito che: “…dove sono due o tre persone riunite nel mio nome,
lì sono io in mezzo a loro.” (dal Vangelo secondo Matteo)
In
verità, quindi, non siamo perduti, Gesù sta in mezzo a noi, siamo tenuti
insieme dalla Sua presenza sempre attiva. Una promessa è una promessa che non
verrà mai meno. Dobbiamo solo saperla fare nostra, dobbiamo tornare ad essere
come quella candela di Trilussa, “davanti ar Crocifisso d’una Chiesa una
candela se strugge da l’Amore e da la fede” che se non arde, non vive.
Ez
33,1.7-9 / Sal 94(95)
/ Rm 13,8-10 / Mt
18,15-20
digiemme
