PENTECOSTE

 Domenica di Pentecoste anno A

In noi lo Spirito

Mentre erano chiuse le porte, venne Gesù
stette in mezzo a loro e disse: ”Pace a Voi”


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La poetica e il ritmo della Sequenza che viene proclamata prima del Vangelo, ci offre la certezza che la fede convalida lo scorgere anche in noi l’azione dello Spirito Santo. Proprio in ciascuno di noi, in forza del Battesimo ricevuto grazie al volere dei nostri genitori. Forse loro non ne erano pienamente coscienti, si diceva: “male non fa!”, e si adempiva ad un dovere che si riteneva necessario affinché il Battesimo potesse essere un punto fermo per la vita futura della figliolanza. “Non si sa mai”! ci si giustificava, e il sacerdote, sostanzialmente, garantiva e garantisce, con il salmo; che il Signore: 
“…mandi il tuo spirito, sono creati e rinnovi la faccia della terra.” (dal Salmo 103)Ogni battezzato, infatti, è come se fosse ricreato: il Battesimo ti fa nuova creatura e già di per sé significa che potrai cambiare il mondo. O meglio, avrai la capacità di distinguere il bene dal male, propenso così ad applicare alla tua vita ogni scelta verso il bene. Tenendo ben presente che: “io, il Signore, non premio i risultati, ma la costanza e le fatiche che si sostengono per me. Le contrarietà moltiplicano i meriti.” (Gesù a Santa Faustina Kowalska)
Perciò, animo e diamoci da fare senza abbatterci se i risultati non sono dei migliori. Di santi in giro ce ne sono pochi, come pure di persone capaci di coinvolgere su progetti mirati, quali per esempio, quelli che occorrono per contrastare l’attuale nefasta cultura di morte.
Prendiamo atto, comunque, che: “…a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.” (1° Lettera ai Corinzi di S, Paolo apostolo).
Lasciamoci fare, quindi, dallo Spirito di modo che “ogni giorno cambiamo, ogni giorno moriamo, senza, però, vagheggiare di essere eterni.” (San Girolamo)
Attenti ai cambiamenti sociali, lasciando morire in noi ciò che non è più adeguato per affrontare tali cambiamenti, certi che proprio lo Spirito ci darà nuovi stimoli, tanto che, alfine, anche i più scettici dovranno dire: …e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio.” (dagli Atti degli Apostoli)
Oggi il mondo tende ad esaltare solo le opere dell’uomo. Si dimentica che il creato è solo opera voluta da Dio, ma tant’è, è necessario ritornare a scoprire la gratuità della volontà del Signore. Al riguardo bisogna essere precisi e combattivi perché “colui che parla chiaro, ha chiaro l’animo suo.” (San Bernardino da Siena)
In poche parole, bisogna essere candidi come colombe, seppure astuti come serpenti. Essere, cioè, capaci di ascoltare ed accogliere e, nello stesso tempo, fare emergere le malizie e i tranelli che il maligno inculca nella vita dei suoi seguaci.
Ce ne sono più di quanti se ne possano immaginare, e sono scaltri e sanno nascondersi, simulando ed adulando. Ma, se sapremo ascoltare lo Spirito che è in noi, potremo tenere fede alle parole che il Signore ha detto agli apostoli: “…ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati.” (dal Vangelo secondo Giovanni)
Erano in pochi, se si aggiungono i 72 discepoli, erano sempre in pochi, eppure al Re dei cieli, al potentissimo attorniato da una miriade di angeli, serve la partecipazione di quei pochi. Li responsabilizza, dando loro un potere da far tremare i polsi. Li organizza nella sua Chiesa, sapendo che quei pochi sarebbero diventati miriadi, che avrebbero attraversato generazioni su generazioni, arrivando fino a noi. Noi che, ancora oggi, li osserviamo spendersi nei confessionali, fedeli al loro mandato che continuerà fino alla fine dei tempi. Che lo Spirito in noi ci aiuti a riconoscerli per poter trovare conforto e perdono, soprattutto quando non sappiamo o non vogliamo ascoltare la voce del cuore che ci parla attraverso lo Spirito.
At 2,1-11  /  Sal 103(104)  /  1Cor 12,3b-7.12-13  /  Gv 20,19-23
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