Ascensione del Signore anno A
Il mandato
Mi è stato dato ogni potere
in cielo e in terra.
Andate dunque e fate discepoli
E’, quindi, un mandato che va
esteso a tutti i battezzati, a tutti coloro che si mettono alla sequela di
Gesù, in forza dello Spirito Santo inviato e ricevuto come Grazia. Questo
perché ciascuno di noi, prima che il mondo fosse, è soggetto attivo di quella
Grazia. Poi, in libera scelta, la si può anche rifiutare, come avviene da che
mondo è mondo, fuori e dentro la stessa Chiesa. Comunque, parto dal presupposto
che chi continua a seguire, in qualche modo, la vita della Chiesa, sia il primo
destinatario dell’esortazione che leggiamo nella seconda lettura: “…illumini gli
occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati.”
(dalla Lettera di San Paolo apostolo agli Efesini)
Occorre, di certo, un cuore puro
per cogliere il senso di quella speranza. Si dovrebbe essere interiormente puri
e buoni per vedere ogni cosa senza velo e comprenderla pienamente. Tenerci,
però, lontani dalle tentazioni che ci vengono continuamente ed assiduamente
propinate non è facile. Siamo assaliti, bombardati da messaggi fuorvianti, da
condizionamenti alimentati da politiche permissive, da una perdita di valori
che snatura ogni tipo di rapporto all’interno della famiglia.
E’ su questo terreno che
s’innestano proposte di legge come quella che vuole sdoganare anche in Italia il
suicidio assistito, l’eutanasia di chi non è più utile ad una società che non
riconosce più il diritto alla vita di ogni essere umano dal concepimento alla
morte naturale.
Che tristezza, che tempi
sprecati, mentre avremmo invece bisogno di gioia, di vera gioia che, almeno noi
cristiani, dovremmo esprimere anche nella liturgia.
Il salmista ci spiega come: “...cantate
inni a Dio, cantate inni, cantate inni al nostro Re, cantate inni.” (dal Salmo).
Cantare è pregare, con il canto
si prega due volte, scriveva Sant’Agostino.
Diceva anche che la preghiera non
è altro che un desiderio del cuore. Purché sia un cuore puro, così che il
desiderio diverrà continuo e di conseguenza anche la preghiera. Ed è una cosa
buona e giusta per cercare di capire in che modo corrispondere a quel mandato. Logica
vorrebbe, da parte nostra, una semplice disponibilità, senza fissare tempi e
modi, anche perché: “…non spetta a voi conoscere tempi e momenti che il Padre ha
riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo.” (dagli
Atti degli Apostoli)
Detto dal Signore, poco prima
dell’Ascensione al Cielo, è una garanzia che nonostante le nostre incapacità, i
nostri limiti, la Grazia dello Spirito Santo opera comunque. Noi siamo,
appunto, esseri limitati, ma con lo Spirito diveniamo illimitati, rinati per la
gioia, come pure per la sofferenza. Ma non dobbiamo preoccuparci più di tanto
per la sofferenza perché è attraverso di essa che afferriamo pienamente la
gioia di essere discepoli di Cristo Gesù. D’altra parte, è Lui stesso che ci
dice: “…ed ecco io sono con voi tutti i
giorni, fino alla fine del mondo.” (dal Vangelo secondo Matteo)
Tutti i giorni, ma ci rendiamo
conto? Abbiamo il mandato e Lui è al nostro fianco.
At 1,1-11 / Sal
46(47) /
Ef 1,17-23 / Mt 28,16-20
digiemme
