IIa Domenica
di Quaresima - Anno A
Il tocco
Gesù si
avvicinò, li toccò e disse
“Alzatevi e
non temete!”
Quei tre, Pietro, Giacomo e Giovanni, furono proprio dei privilegiati: in quasi tutti i momenti importanti loro erano sempre presenti, coinvolti da Gesù in persona. L’esperienza che hanno vissuto sull’alto monte della trasfigurazione deve essere stata travolgente, al punto tale da farli cadere a faccia in giù, tremanti di paura, ma:
“…Gesù si avvicinò, li toccò e
disse: alzatevi e non temete.” (dal Vangelo secondo Matteo)
Lì toccò, come si tocca su un braccio
e sulla spalla un amico. Come per dare coraggio, per aiutare a capire che per
alzarsi occorre la mano amica. Se così avviene, non c’è più da avere paura,
anche se non si sa dove porterà il sentiero che scende dalla montagna. Non lo
sapevano quei tre, non lo sappiamo noi. Loro erano frastornati da quella voce
che venne dalla nube, noi siamo frastornati dalla confusione che, come scure
nuvole, avvolge il nostro mondo. Un mondo che non ci soddisfa perché si vive
come sotto una spada di Damocle: al mattino, all’alzarsi si spera in buone
notizie dai fronti caldi di guerra, che non si siano aperti nuovi scenari, ma
la lista delle cronache giornaliere è sempre più lunga di ingiustizie e di
cattiverie. Ci si consola, allora, con la lettura della Parola, come quella del
salmo assicurante che dice: “…egli ama la giustizia e il diritto; dell’amore
del Signore è piena la terra.” (dal Salmo n.32)
Chi non ama la giustizia e il
diritto? Ciascuno ha, però, una sua idea di giustizia e diritto a proprio uso e
consumo. E il relativismo impera, a maggior ragione se diventa legge. Che non è
quella dell’amore, ma dell’utilitarismo. Dobbiamo, allora, capire dove sta il
pieno d’amore in terra di cui parla il salmo, per fede sappiamo che c’è, si
tratta di farlo emergere, e dipende solo da noi, anche perché:
“…egli (Gesù Cristo) ha vinto la
morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del
vangelo.” (dalla seconda Lettera di San Paolo a Timoteo)
Questa osservazione dell’apostolo
non può non entusiasmare: ha fatto risplendere la vita! Il mondo ci chiude come
in una prigione, in una dittatura, ma il cielo resta aperto, solo sapessimo
guardare in alto, fiduciosi del fatto che la morte è stata vinta. Perciò, non
dobbiamo più avere paura, Gesù ci tocca uno per uno, ci dice che tramite
Abramo:
“…saranno benedette tutte le
famiglie della terra.” (dal Libro della Genesi)
E’ una promessa mantenuta nel
tempo, fino ai nostri giorni, perché Dio è così, non può venir meno alle
promesse. D’altra parte “che cosa valgono tutte le creature dinanzi ad un
sorriso di Dio?” (Padre Antonio Royo Maria) E’ un interrogativo che apre, a sua
volta, ad un sorriso, come risposta a quello speciale tocco con cui ci aiuta a
riprendere la strada che porta alla salvezza. La strada è il vangelo, come dice
San Paolo. Sarà la nostra guida ed ogni mattina, all’alzarsi, come fanno i
pellegrini verso Santiago o verso Roma, utilizziamola per inoltrarci nella
giornata. Fra le vie della nostra città, dove dobbiamo pretendere il rispetto
del vivere nella legalità, nella sicurezza, nella giustizia. Vale per la
società civile, come vale per le comunità ecclesiali, per la Chiesa, dove
dobbiamo partecipare per imparare a saper leggere sempre meglio quella guida,
al fine di seguire insieme il sentiero che ci porta giù dall’alta montagna, per
essere sale della terra. Solo in questo modo faremo risplendere la vita in modo
incorruttibile. Se non abbiamo ancora chiara la cosa, andiamo verso il
confessionale, lì Gesù ci tocca il cuore, e come se non bastasse, c’è, a
seguire, il tocco per eccellenza con cui Gesù ci entra nel cuore, con l’Eucaristia.
Consapevoli di questo, nulla ci mancherà.
Gen 12,1-4a / Sal
32(33) /
2Tm 1,8b-10 / Mt 17,1-9
digiemme
