Vla Domenica T.O. - Anno A

 Con chiarezza
lo vi dicose la vostra giustizia non supererà
 quella 
degli scribi e farisei, 
non entrerete nel regno dei cieli

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 Ci tocca, ogni giorno, sentire castronerie di ogni genere: sulla mancanza di responsabilità in chi gestisce il “bene pubblico”; sull’assenza di valori nei rapporti umani; di crisi sociale che porta alla disumanizzazione, oltre che alla dissoluzione di nazioni, di civiltà; e di altro ancora, sarebbe un elenco interminabile. Purtroppo, chi mette in evidenza questo panorama non si rende conto di essere la causa di tutto ciò, in un corto circuito ideologico che genera contraddizioni ed autoassoluzioni. E’ la faccia sinistra della politica, ma, in ultima analisi, di chiunque tende a campare per salvaguardare il proprio “orticello”. In questa logica è scontato l’allontanamento da Dio, addirittura negandolo, e pertanto, combattere e distruggere tutto quanto la Legge del Signore propone alle sue creature. Infatti: “…davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male: ad ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.” (dal Libro del Siracide)

Ciascuno è chiamato a fare la scelta, non ci si può imboscare, non si devono demandare ad altri responsabilità che sono proprie, per quanto piccole possano essere. Sembrerebbe logica la scelta verso il bene, ma, a causa del peccato originale, non è proprio così. La storia, anche quella con la esse minuscola, è testimone del degrado che produce il male. Molti uomini, nello scegliere da che parte stare, si ergono, si alzano in piedi per farsi vedere, forti nella loro supponenza, ma “al mondo c’è un’ambizione più importante dello stare in piedi. E’ quella di chinarsi e sollevare il genere umano un po’ più in alto.” (Henry Van Dike)
E’ quello che è pronto a fare, sempre, il Buon Dio verso ciascuno di noi. Allora: “…beato chi è integro nella sua via e cammina nella Legge del Signore.” (dal Salmo)
Siccome, evidentemente, ci piace il bene, inoltriamoci sulla giusta via che porta al Signore, che porta alla salvezza, nostra, e di conseguenza partecipando per quel piccolo che rappresentiamo, anche a quella del mondo. Anche perché: “guai a chi lavora per cercare le lodi del mondo. Anche perché il mondo è un cattivo pagatore.” (San Giovanni Bosco)
Guai da evitare quindi, per non essere tritati dalle subdole offerte che quotidianamente ci vengono propinate. Ascoltiamo, invece, San Paolo che ci dice:“…fratelli, tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla.” (dalla prima Lettera ai Corinti)
Sant’Ignazio di Antiochia ha lasciato scritto che “coloro che corrompono la famiglia, non entreranno nel Regno dei Cieli.” Davanti al tribunale di Dio ci andranno di sicuro, e le loro opere, le leggi a sostegno di divorzio, aborto, eutanasia, violenze di ogni genere, saranno il lasciapassare, appunto, verso la dannazione eterna, verso il nulla. E’ la condanna per ciò che a costoro è piaciuto fare in vita. Dobbiamo, però, domandarci se abbiamo fatto tutto quanto è possibile per aprire loro gli occhi, e la mente, e il cuore, sul male che hanno scelto di operare. Abbiamo con chiarezza, riportato loro la Parola di Dio, abbiamo ricordato loro il monito di Gesù?
“…Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli…Sia, invece, il vostro parlare: “sì,sì”, “no,no”; il di più viene dal Maligno.” (dal Vangelo secondo Matteo)
Che grande compito abbiamo! Andare oltre la giustizia che, ancora oggi, non protegge i deboli, i poveri, i bambini in attesa di nascere, uomini e donne vittime delle guerre, anziani e malati abbandonati e vittime di una falsa pietà.
  “In questi anni la Chiesa ha parlato tanto, eppure il suo insegnamento è stato così poco efficace.” E’ un pensiero di Don Divo Barsotti. Ci deve fare riflettere, perché anche noi, ciascuno di noi, non parla con la necessaria chiarezza, non si conforma all’esortazione di Gesù: parlate poco, ma parlate, cioè testimoniate con chiarezza, il mio Vangelo.
Sir 15,16-21  /  Sal 118(119)  /  1Cor 2,6-10  /  Mt 5,17-37
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