sabato 26 febbraio 2022

IL TESORO NASCOSTO

Ottava Domenica T.O. Anno C

L’uomo buono dal tesoro del suo cuore trae fuori il bene    
Bisogna salire in alto per contemplare il misterioso panorama del nostro tempo, per avere una risposta
alle grandi domande sul mistero del male che si è impossessato di questa umanità con una inaudita forza da poter distruggere ogni speranza. Eppure lo scontro fra il bene e il male, lo sappiamo, non ha un esito scontato perché: “… i vasi del ceramista li mette alla prova la fornace, così il modo di ragionare è il banco di prova per un uomo.” (dal Libro del Siracide)
Infatti, i potenti del mondo, nonostante il grande potere che ottengono, non lo mantengono a lungo. Soprattutto se si tratta di un potere a servizio del male. Sta a noi contrastarlo, lasciandoci guidare dalla Parola, dall’esempio di vita di Gesù che ha trionfato sul male salendo sulla croce e là, dall’alto di quel sacrificio, ha assicurato, fino alla fine dei tempi, che non avrebbe abbandonato gli operatori del bene: “… l’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene, l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male.” (dal Vangelo secondo Luca)

E secondo questo versetto appare evidente che non c’è terra più propizia del cuore dell’uomo per fare crescere la pianta dell’odio. Mette radici, germoglia e fa spuntare frutti che sono armi per annientare l’altro. Come sta succedendo in Ucraina, come nello Yemen, in Siria come in Afganistan e in chissà quanti altri posti della terra dove, comunque, a pagare sono sempre gli innocenti. Ma tutto si annebbia davanti agli occhi, prevalgono gli schieramenti, il gioco delle parti. Appena questo seme si radica, tutto diventa lecito e non ci accorgiamo che il male cresce dentro di noi, Vediamo solo la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non vediamo la trave che sta nel nostro modo di pensare, di gestire il quotidiano. Dove è cosa accettata che si possa ammazzare l’indifeso, il più piccolo e innocente nel grembo della madre. Come facciamo a dimenticarci di questo male che si diffonde, silenzioso, si espande ed arriva a coagularsi in Ucraina, nello Yemen, in Siria, in Afganistan e in tutti i paesi del mondo. E’ la notte che è calata sul nostro tempo, è l’incapacità a guardare in alto verso quella croce di Gesù Cristo, perché timorosi di essere indegni di tanto amore, cui non sappiamo corrispondere: “… annunciare al mattino il tuo amore, la tua fedeltà lungo la notte.” (dal Salmo)
Non lasciamoci intrigare dal buio della notte, restiamo fedeli, soprattutto fra le tenebre che scendono in queste ore, e non solo a causa delle guerre. Ci tolgono la pace e la gioia di vivere. Il diavolo sa che quel seme, tratto dal tesoro infido del nostro cuore, cresce presto e mette fronde, se noi non provvediamo a neutralizzarlo con la conversione perché: “… fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, progredendo sempre più nell’opera del Signore.” (dalla prima Lettera di San Polo ai Corinti)
Tutto ciò vuole dire fermarci a pregare, chiedendo perdono e perdonando e testimoniando che un altro mondo è possibile. Abbiamo il buon tesoro dentro il nostro cuore che riempie quel forziere che è la coscienza, l’innata osservanza della legge naturale, il dono della Grazia. Se ci mettiamo anche la conoscenza della storia, delle cose del mondo, della legittimità della giustizia, nessuno potrà più strumentalizzare la nostra posizione di credenti, di cattolici, di uomini liberi. “Signore, vorrei che tu mi insegnassi la vera libertà. Fa che riesca a discernere il fine, il vero senso della vita.” (Lucien Jerphagnon)  Ecco il punto, ogni notte precede, dall’inizio del mondo, l’alba di un nuovo giorno. E’ il nostro mattino, e come un bambino gli andiamo incontro, scoprendo così, per il bene del mondo, il nostro tesoro nascosto.

Sir 27,4-7 / Sal 91(92) / 1Cor 15,54-58 / Lc 6,39-45
digiemme

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