sabato 12 febbraio 2022

ALLA SERA DELLA VITA

Sesta Domenica T.O.  Anno C

   beati voi quando vi insulteranno per causa mia rallegratevi
Dio affidò la cura del suo popolo a persone scelte. Quelle persone, però, molto spesso pensarono a fare i propri interessi. Mandò loro anche profeti a correggerli, ma finirono il più delle volte uccisi. Tanto che le maledizioni e le invettive costellano le pagine della Bibbia: “… maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore.” (dal Libro del profeta Geremia) Beh, alla luce di quanto scrive il profeta, oggi come oggi, penso che ben pochi possono scansare tale maledizione. Fra indifferenza all’annuncio, sobillatori di guerre, nemici del cattolicesimo, relativismo imperante, politici e scienziati corrotti, false religioni e razzismo, odiatori seriali e comunicazioni sociali vendute, agenda 2030 ed egoismo, aborto ed eutanasia, discriminazioni sociali e violenza, credo proprio che siano in molti a vivere solo per la carne ed il “vil interesse”. Anche quelli che dicono di credere in Dio, ma si comportano come se Dio non esistesse, come se un giorno non li chiamerà in giudizio:“… se noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto per questa vita, siamo da commiserare più di tutti gli uomini.”  (dalla prima Lettera di San Paolo ai Corinti)
Sono questi che si comportano come onnipotenti, come crudeli ed ingiusti, è come se fossero praticamente atei. Perché hanno voltato le spalle a Dio, non si sono fatti carico dei problemi, non hanno voluto ostilità. Per non perdere i beni che posseggono, non rischiano a rimproverare i malvagi. Anche i più sapienti molto spesso evitano il rimprovero dei maligni, perché vale molto di più il loro nome e temono le critiche, ma dice il Signore: “… beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo.” (dal Vangelo secondo Luca)
E’ quanto successo a tanti santi e pure a tanti, forse neppure credenti, che per amore di giustizia si sono esposti in prima persona, come, per esempio, il premio Nobel Luc Montagnier. A cui bisogna rendere onore, mentre il salotto degli uomini lo deride e, pure nell’ora della morte, lo disconosce. Alla sera della vita, della sua vita, si è avvicinato, con dignità e passione per il suo lavoro, a quanti cercano risposte sincere e vere. Mi piace accostargli un pensiero di Don Primo Mazzolari che valeva per lui, prete, ma va bene anche per me: “E’ sui confini dell’eterno, che si intuisce misteriosamente l’ineffabile dono del silenzio, pregando. Signore, che il mio cuore rimanga spalancato come le mie braccia.”
Aggiungerei, soprattutto, come le tue braccia o Signore, là su quella croce, scandalo dei benpensanti. E restare lì, ai piedi di quella croce, frastornato, confuso da ciò che avviene tutt’intorno, ma sostanzialmente, sereno perché porto con me ogni cosa della mia vita, ad occhi aperti, anche l’età. E spero, ed ascolto, indegno: “… beato l’uomo che nella legge del Signore trova la sua gioia, la sua legge medita giorno e notte.” (dal Salmo 1)
E dico grazie, perché qui trovo la gioia dell’amicizia, che condivisa con altri, permette di continuare a camminare insieme. E se qualcuno di noi dovrà lottare, Dio forte tu aiutalo! Se qualcuno dovrà soffrire, Cristo sostienilo! Se conoscerà la tentazione, Maria, Vergine Santa custodiscilo! Se vorrà risollevarsi, Spirito Santo illuminalo! Alla sera della vita, d’altronde, può succedere di tutto, basta non lasciarsi prendere dall’angoscia, ma avere la certezza che il Padre aspetta sempre il nostro ritorno.

Ger 17,5-8 / Sal 1 / 1Cor 15,12.16-20 / Lc 6,17.20-26
digiemme

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