sabato 8 gennaio 2022

IL DESIDERIO DEL BATTESIMO

 9 Gennaio 2022    
Battesimo del Signore
(Anno C)


Vedo che alcuni conoscenti ed amici hanno già sbaraccato presepe e albero di Natale e relative luci, nonché addobbi vari. Eppure il Tempo di Natale, dal punto di vista liturgico, non è ancora terminato. C’è ancora tanto da meditarci, a cominciare dal significato del Battesimo. Un sacramento che sta perdendo il suo significato principale. Infatti, non si battezza più il più presto possibile, tempi addietro il neonato/a veniva portato al battesimale il giorno dopo la nascita, al massimo entro una settimana. Oggi, invece, si posticipa uno/due anni, prendendo tempo per vedere come organizzare al meglio la cerimonia e relativo rinfresco, senza contare che in parecchi casi i genitori non sono sposati, conviventi quando va bene, e i padrini/madrine sono in condizioni di testimonianza superficiale dal punto di vista cristiano. Questa è la realtà, ci si può anche scontrare nell’affrontare le relative problematiche, ma dobbiamo prenderne atto, senza abbatterci perché: “… io vi battezzo con acqua, ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali.” (dal Vangelo secondo Luca)

Giovanni Battista era sicuramente un forte, un uomo con un ascendente notevole, uno che sapeva mettere a nudo i peccati del singolo, come della società di allora, con quei governanti molto simili ai governanti di oggi. Ci rimise la testa, di questi tempi potrebbe ritrovarsi con un “daspo” o un “Tso”, ma credo proprio che non avrebbe ceduto di un centimetro. Era la sua vocazione, la sua scelta di vita, la risposta alla chiamata, l’intima amicizia nei confronti di Gesù, che gli offrivano la fede, la forza e il talento della profezia per passare poi la mano. Lui sapeva che era giunto il tempo dello Spirito: “… mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra.” (dal Salmo)

Eccome! Quanto ha rinnovato la terra, quanto tutto è cambiato, dopo la sua nascita, il suo battesimo, la sua buona novella, la sua passione, la sua morte e la sua resurrezione. Il mondo non è più stato lo stesso perché la sua Chiesa, i suoi discepoli, nel segno del battesimo, rinnovato nello spargimento del sangue con il martirio, hanno seguito la sua Parola: “… ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà.” (dalla Lettera di San Paolo a Tito)
Tutto il contrario del mondo di allora, che non ha esitato a mettere in atto tutto il potere, concentrato in poche mani, come oggi, per annientare sul nascere ogni forma diversa di vivere la religiosità al di fuori del paganesimo e del deismo. Sa Iddio quanto hanno dovuto lottare e soffrire i primi cristiani, grazie ai quali, non dimentichiamolo, oggi possiamo ancora cercare di vivere in pace e in libertà. Relativamente. Perché, una cosa è certa, questa civiltà sta rischiando di suicidarsi. A guidarla, condurla non ci sono quasi più pastori, così come aveva profetizzato Isaia: “… come un pastore fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce le pecore madri.” (dal Libro del profeta Isaia)
Non ci vuole uno sforzo per rendersi conto che in quasi nessuna parte del mondo si possa trovare un popolo che porti sul petto e sulle mani la vita sbocciata (gli agnellini), lasciando alla legge dei lupi il compito di farne carne da macello (da inceneritore) e le madri alla mercé della solitudine.
Per questi nascituri, purtroppo, non resta che santificarli nel “desiderio del battesimo”. Quante suonano, perciò, vere le parole del Battista: “… Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.” Il battesimo lo abbiamo ricevuto, perciò lo Spirito è in noi, sprigioniamolo in tutta la sua potenza, la sua forza e vedremo che il fuoco inizierà ad accendere i nostri cuori. E incendierà tutto intorno, lasciando le ceneri di tutto il male e riscaldando i tiepidi.

Is 40,1-5.9-11 / Sal 103(104) / Tt 2,11-14;3,4-7 / Lc 3,15-16.21-22
diemmegi

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