sabato 10 luglio 2021

L’ESSENZIALE

XVa Domenica  T.O.  (Anno B)


Di gente che prese alla lettera ciò che Gesù Cristo ha ordinato ai suoi discepoli ce ne fu e ce n’è a bizzeffe. E’ la radicalità del Vangelo. Non è che siano pazzi, è che vanno all’essenziale. A loro basta così. E hanno fatto e fanno cose meravigliose:“… e ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone, né pesce, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e non portare due tuniche” (dal Vangelo secondo Marco)
Provo a tradurre, soprattutto per me. Per parlare della lieta notizia non occorre pianificare tutti i pro e i contro: basta un bastone che possiamo identificare nella Parola. Cosa può meglio sostenerti? Poi ci sono i Sacramenti che ti nutrono più del pezzo di pane e che non si comprano, a parte quelli per cui ci si aspetta un’offerta.
I frati, un tempo, portavano i sandali, adesso un po’ meno, San Francesco aveva solo un saio, ma la scelta era dettata solo dalla sua grande umiltà. Appunto è di questo che bisogna dotarsi.
Ed ora si può partire, come fece il profeta Amos:“… non ero profeta né figlio di profeta, ero un mandriano … il Signore mi prese …”(dal libro del profeta Amos)
Ciascuno di noi, in qualche modo, viene preso. Di solito coloro che rispondono positivamente sono proprio quelli poveri di spirito e di condizione sociale. Sono questi che non hanno difficoltà ad accettare limitazioni e rinunce, pur di farsi araldi del Buon Dio:“…Ascolterò cosa dice Dio, il Signore, egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli” (dal Salmo)
Non mancano , nella schiera dei beati e dei Santi, eroi che da ricchi, nobili e potenti che erano hanno venduto tutto, folgorati dalla genuinità della buona novella:“… In lui (Gesù Cristo) anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo” (dalla lettera agli Efesini)
Ebbene, anche noi abbiamo ricevuto il Sigillo dello Spirito Santo. E’ tempo di mostrarlo, mentre oggi ciò che prevalentemente si mostra, per una moda che proprio non condivido, sono i tatuaggi.
E’ tempo di far capire che siamo cristiani, non perché siamo nati in un paese cattolico (ex cattolico), ma perché, come dice San Paolo, abbiamo un preciso compito: quello di proclamare che la vita è sacra perché aperta alla salvezza, quando ritorna tra le braccia del Creatore.
Dobbiamo battere su questo tasto con tutti i mezzi, come quelli che, nell’essenziale, il Vangelo ci ordina.
Am.7,12.15/ Sal.84/ Ef. 1,3-14/ Mc.6,7-13

digiemme

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