5 maggio 2024

E SONO SOLO UN UOMO

Sesta Domenica di Pasqua
Anno B

I

Vi ho chiamato amici

In tempi lontani, quelli della prima giovinezza, sollecitato a prestarmi per il bene comune rispondevo che avevo ben poco da dare, essendo solo un semplice ragazzo capace solo dell’entusiasmo per il messaggio evangelico.
Leggo ora, (ma quante volte l’avrò letto?) che anche l’apostolo Pietro si riteneva solo un uomo:
“…alzati: anche io sono un uomo, in verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia.” (dagli Atti degli Apostoli)
Ora quell’“alzati” lo sento proprio come se fosse rivolto a me. Vorrei tanto giocare di sponda e farlo risuonare, quell’imperioso “alzati”, nel cuore di quanti leggeranno queste due righe di commento alla Parola del Signore in questo tempo di Pasqua.
“Alzati”, perché Gesù ha bisogno anche di ciascuno di noi, non fa preferenze, non stila classifiche, chiede solo di avere rispetto per la sua persona, di temerlo quale unico vero Dio e di praticare i suoi comandamenti che raccontano come vivere la sua giustizia. Ci ha lasciato, al riguardo, un esempio specifico quando, preso un asciugatoio, se lo cinse alla vita e con un catino iniziò a lavare i piedi dei suoi discepoli. Quando riprese le vesti, Gesù non depose l’asciugatoio, se lo tenne, indicando, così, il vero senso della diaconia, del servizio permanente verso il prossimo. In questo sta il fondamento della sua giustizia. In questo modo, seguendo il suo esempio, potremo rendere esplicito che:“…il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza, agli occhi della gente ha rivelato la sua giustizia.” (dal Salmo 97)

Conosciamo, perciò, la sua promessa di salvezza eterna per ciascuno di noi, ma sappiamo che questa si ottiene solo se praticheremo con coerenza la sua giustizia. Che, ovviamente, non è quella del mondo, che sta portando, invece, alla perdizione eterna tutta l’umanità. E’ una “giustizia”, infatti che sollecita solo distruzione e vendette, cancellando ogni possibilità di pace fra gli uomini: della madre con il bimbo che porta in grembo; dei componenti della famiglia, fra moglie e marito, fra figli e genitori; fra popoli spinti alla guerra, soggiogati dai potenti che sfruttano proprio il rifiuto dell’Amore che Gesù è venuto a consegnare ad ogni uomo. Perciò:“…chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.” (dalla prima Lettera di San Giovanni Apostolo)
Dio è Amore: bisognerebbe gridarlo, cantarlo con insistenza, ma occorre prima saper ascoltare la Parola con attenzione, poi custodirla fedelmente, poi amarsi di coraggio e rinunciare a tutti quei beni del mondo che non permettono di praticare la vera amicizia, quella con Gesù e quella con ogni persona che incontreremo nel corso della nostra vita, perché:“…nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che vi comando.” (dal Vangelo secondo Giovanni)
Qui si parla di amici, ma chi sono e, soprattutto. chi sono i nemici? Ogni persona che incrocia la mia vita quotidiana è, generalmente, amica, poi si vedrà: se non è nemica di Gesù, non lo è neppure per me. E’ questo il criterio con cui regolarsi, perché per essere amici, per entrare in comunione con Gesù è necessario fare ciò che ci comanda. Ecco che il cerchio si chiude: i suoi comandamenti sono il fondamento per costruire con forza l’amicizia, qualsiasi amicizia, che diventa così espressione implicita di amore. Ho scritto la parola “amore” con l’iniziale minuscola perché, in fondo, sono solo un uomo che ben poco può fare senza l’Amore, questo sì con l’iniziale maiuscola, di Gesù Cristo.
At 10,25-26.34-35.44-48 / Sal 97(98) / 1Gv 4,7-10 / Gv 15,9-17
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