sabato 18 aprile 2020

PACE A VOI


Seconda Domenica di Pasqua (Anno A)
Quando Gesù apparve agli apostoli non disse buongiorno o buonasera, ma “pace a voi” e lo ripete ben due volte.Sappiamo bene che la sua pace non è come quella che immaginiamo noi: tranquillità, assenza di conflitti, di litigiosità. E’ la pace che nasce dentro l’animo dell’uomo perché Dio ha voglia di scaldare la nostra esistenza riempiendola con la sua tenerezza. Come quella della madre per il suo bambino. Come una madre carezza il suo bambino, così io vi consolerò e vi cullerò sulle ginocchia, si legge nella Bibbia.Quale migliore espressione per comprendere la profondità del suo Amore creativo che ha pensato ciascuno di noi e l’ha pensato per sempre. Questo sentimento divino è la base della stessa vocazione.E’ l’imprimatur di ogni vocazione
religiosa che non vuole ridursi allo stato tranquillo, ma alquanto sterile, del diventare funzionari del sacro. Gesù, infatti, aggiunge:
“…come il Padre ha mandato me, anche io mando voi.” (dal Vangelo di Giovanni).
E’ qui che nasce la Chiesa missionaria perché nasce dall’Amore Trinitario. E Gesù invia i suoi discepoli che chiama “apostoli”, in greco, “inviati”.
Il testamento di Gesù si riassume in un grande e solenne invio che rinnova ogni volta: qualcuno crede in Lui, anche senza averlo visto e toccato, a differenza di Tommaso. Al quale, successivamente, ben si addice quel versetto del Salmo che dice:
“…mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza.”
Quante volte ci siamo trovati così oranti anche noi, magari dopo un’adeguata confessione, ed uscire all’aperto, alzare gli occhi al cielo, e sentirsi veramente in pace, pronti a ripartire con maggiore entusiasmo. Come ci suggerisce questa domenica abbondante di doni: è l’ottava di Pasqua, una volta domenica in Albis, adesso festa della Divina Misericordia. Quanto basta per gioire come la prima comunità cristiana:
“…perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po' di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede…torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù si manifesterà.” (dalla Prima Lettera di Pietro)
Certo che siamo nell’afflizione, la proviamo ben bene di fronte a questa pandemia che ci ha travolto, distruggendo il tessuto sociale ed economico, oltre che producendo lutti e sofferenze a non finire. Non mancano neppure le divisioni all’interno della Chiesa stessa che proprio in questo frangente sembra abbia perso la vocazione missionaria chiudendo i portoni delle chiese e sospendendo i Sacramenti e le Liturgie. Non disperiamo, però, se ce l’hanno fatta i primi cristiani, ce la faremo anche noi purché:
“…erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare del pane e nelle preghiere.” (dagli Atti degli Apostoli)
Non disperiamo, però, perché possiamo contare sull’aiuto della Vergine Maria. Lei la prima missionaria, lei che indirizzò i primi passi evangelizzatori degli apostoli. A Saragozza, nel santuario della Virgen de el Pilar si trova la statua della Madonna sopra una colonna perché da lì, quale colonna della fede, rianimò i discepoli sfiduciati della penisola iberica. Con la pace nel cuore, San Giacomo ritornò sui suoi passi e la storia la conosciamo tutti.
Con la pace nel cuore, allora, anche noi possiamo tornare a godere della presenza consolante di Gesù Risorto che dalle nostre case, sostenuti fisicamente dalla sua Eucaristia, ci invia per le strade del mondo ad annunciare la sua Risurrezione. Alleluia.
At 2,42-47 / Sal 117(118) / 1Pt 1,3-9 / Gv 20,19-31

digiemme

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