sabato 19 novembre 2016

OSSA E CARNE DEL RE



XXXIV Domenica del Tempo Ordinario
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo
Oggi dobbiamo ringraziare con gioia il Padre.
San Paolo: “…ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce…Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è il principio”.
E’ l’invito dell’apostolo delle genti a partecipare in modo attivo alla vita della Chiesa, perché solo così avremo in serbo la sorte di vivere nella luce, come i santi. Partecipiamo alla vita della Chiesa perché siamo un solo corpo ed il capo è Gesù Cristo. La Chiesa, quindi, non è del papa, del vescovo, del prete, del religioso, del diacono, del credente laico; la Chiesa siamo tutti noi, ma solo perché Egli è il Principio, solo perché c’è il Principio. Senza la sua Regalità tutto crollerebbe come un gigante dai piedi di argilla.


Oggi dobbiamo ringraziare con gioia il Padre.
“Tu sei polvere e nella polvere tornerai”: certamente questo può essere il destino del nostro corpo. Questo corpo, però, non è fatto solo di ossa e carne, ha in sé lo spirito (l’anima) e congiuntamente ad esso, questi è il nostro marchio di fabbrica. E’ indelebile e, come da promessa, resusciteremo in corpo e spirito.Si capisce così il profeta: “…ecco noi siamo tue ossa e tua carne”. In questo modo saremo ossa e carne tue, fin dal grembo materno, dove si vanno formando, perché fin dal Principio, Tu o Signore, hai offerto le tue ossa e la tua carne, o Re dei giudei, o Re del tuo popolo, o Re di tutti i popoli.

Oggi dobbiamo ringraziare con gioia il Padre.

Quando sentiamo di essere in croce perché oppressi dalle difficoltà, dalle amarezze, dai nostri peccati, allora ci accorgiamo che su quel monte di cattiveria non siamo soli. Sappiamo di non essere del tutto a posto, vediamo tante croci che bruciano, ma di fianco a noi c’è in croce un Re, un innocente. Capiamo che sta pagando per noi e il nostro cuore, guardando il suo sacrificio, si apre alla speranza.
Il Vangelo di Luca: “…e quello disse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità, io ti dico: oggi sarai con me nel paradiso”.
E già, Lui è il Regno e solo Lui può dire, oggi sei con me in paradiso. Se saremo sinceri, se in questa sincerità c’è la richiesta del perdono e il fermo proposito di non peccare più, allora saremo in Paradiso ogni volta che mangeremo delle sue ossa e della sua carne nell’Eucaristia.

Oggi dobbiamo ringraziare con gioia il Padre.

Il salmista quando si mise in cammino era felice: “…quale gioia quando mi dissero: “andremo alla casa del Signore”. Ecco la gioia che ci spinge alla casa del Signore, che c’inonda quando accogliamo l’Eucaristia. Allora non andiamo in Chiesa perché è bello, perché è un dovere o un precetto, si sta bene insieme, il prete è bravo, ecc. ecc., ma perché in quel tabernacolo sappiamo che c’è Lui in carne ed ossa, come il Re del Mondo, il Re dell’universo.
Ed è vero: è in tutti i tabernacoli, fin dal Principio, fin dall’Incarnazione, quando Maria, quale Madre di Dio, accettò di essere il suo primo tabernacolo. Quale miglior trono per il nostro Re dei Re.

2Sam 5,1-3 / Sal 121(122) / Col 1,12-20 / Lc 23,35-43


digiemme

Nessun commento:

Posta un commento

il tuo commento e la tua opinione ci confermano nel nostro impegno