sabato 26 dicembre 2020

PER FEDE…

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno B)  

A chi non è mai capitato in una notte di mezza estate di alzare gli occhi al cielo e restare a bocca aperta per la meraviglia che illumina la volta celeste? A me è successo in montagna, a Pejo, un cielo stellato che davvero non ci si stancava di guardare, con gli amici che facevano a gara nell’identificare ora una stella, ora una costellazione, da non poter contare: “…guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle…tale sarà la tua discendenza.” (dal Libro della Genesi)
Ecco, quando le letture propongono questo passo, non riesco a non riandare a quel momento, ma soprattutto mi rallegro perché mi rendo conto di essere una di quelle piccole stelle, uno di quei piccoli granelli di sabbia di quella spiaggia infinita che è la discendenza di Abramo. Quell’uomo, così lontano nel tempo, che diede inizio, per fede, ad un cammino nuovo per l’umanità di ieri e di oggi: 
“…per fede, Abramo, chiamato da Dio, partì…per fede, Sara, sebbene fuori dell’età,  ricevette il dono della maternità…per fede,Abramo, messo alla prova, offrì suo figlio.” ( dalla Lettera agli Ebrei)

martedì 22 dicembre 2020

NOVE MESI PER LA VITA - DICEMBRE 2020

 Domenica 27 Dicembre 2020 ore 16,00    
alla Chiesa della Madonna degli Angeli

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  La vita ci interpella: Il bivio della realtà

L'IDENTITA' DI GENERE E' CONTRO LE DONNE

Le Nazioni Unite calcolano che ci siano fino a 140 milioni di donne"in meno" al mondo, per via di pratiche come l’aborto selettivo e l’infanticidio. I feti non hanno un’identità di genere. Ma, a conti fatti, evidentemente, a pagare sono quelli di sesso biologicamente femminile.

    

LA MADRE E’ DONNA  IL PADRE E’ UOMO


Il Parlamento ungherese lo scorso 15 dicembre ha approvato una legge che definisce la famiglia come quella composta da una donna come madre e un uomo come padre, vietando di fatto le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso e complicando le adozioni da parte di persone single. All’inizio di quest’anno l’Ungheria ha anche approvato una legge che dichiara che il genere di una persona è quello del sesso biologico alla nascita

sabato 19 dicembre 2020

IL SILENZIO DEL TEMPO

Quarta Domenica di Avvento (Anno B)

L’anno scorso sul cielo del mio presepe avevo apposto uno scritto tratto dalla Tradizione Ortodossa che declamava il senso di gratitudine dei soggetti presenti nel presepe stesso. Gli angeli offrono il loro canto, i cieli fanno da sfondo alla “stella”, i magi omaggiano i loro doni, i pastori esultano di ammirazione, la terra garantisce la sicurezza della grotta, la stalla abbraccia nel calore della mangiatoia. Noi uomini, invece, che guardiamo al presepe, non possiamo che offrire una “Madre Vergine” a Dio. E solo perché una fanciulla di nome Maria in quel di Nazaret disse:“…ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola.” (dal Vangelo secondo Luca)
La visione che ci viene da questa Parola è di un candore traboccante di umile fede che avvolge anche noi, uomini e donne del 2020, nonostante i tentennamenti che il tempo ci sta imponendo. Deve essere chiaro a tutti, soprattutto a coloro che vorrebbero cancellare anche il Natale o a quelli disposti a sacrificarlo sull’altare della pandemia, che non ci apprestiamo a festeggiare un compleanno perché:
“…colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” (dal Vangelo di Luca)
Così come deve essere chiaro che in quell’evento venne a confermarsi la volontà divina sui “comandamenti” circa la famiglia e la vita.

sabato 12 dicembre 2020

L’ESULTANZA

Terza Domenica di Avvento (Anno B)

Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi!

Questa terza domenica di Avvento è anche detta “Gaudete” perché è caratterizzata dal tema della gioia. Per rimarcare questa particolarità anche la liturgia vi partecipa utilizzando i paramenti di colore rosa. Così vedremo sacerdoti e diaconi indossare pianete o casule e dalmatiche di colore inusuale, quasi ad esultare come Maria: “…l’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore perché ha guardato l’umiltà della sua serva.” (Salmo dal Vangelo di Luca)
L’intensità di questo momento è di una carica tale che tutto si trasforma, anche la preghiera, la devozione popolare, la cura verso il sacro. Non scorderò mai, a tal proposito, l’incontro che ebbi il privilegio di vivere mentre percorrevo il Cammino di Santiago. Ero arrivato, a fine tappa, a Villafranca del Bierzo e il tempo libero del pomeriggio lo dedicai alla visita della cittadina, veramente interessante dal punto di vista storico ed architettonico. Fra le quattro favolose chiese spicca quella dedicata a San Francesco, in alto che domina la città. Una chiesa molto semplice, con pareti di pietre antiche che giocano con luci ed ombre, che mi guidano fin sul presbiterio dove intravedo una statua, a grandezza naturale, di una Madonna “incinta”. Mi spiazza, di una bellezza antica, non ne avevo mai visto di simili

sabato 5 dicembre 2020

UNA VOCE NEL DESERTO

Seconda Domenica di Avvento (Anno B)

Popolo di Sion, il Signore verrà 

Non una voce sola, ma diverse, oggi, gridano nel deserto delle case, delle chiese, delle scuole, delle strade, dei “social”, eppure tutto sembra catalizzato solo dalla paura e dal politicamente corretto. E quasi tutti, supinamente, si lasciano disperdere da quattro lupi telecomandati. Occorre, allora, che irrompa proprio Giovanni Battista:
“…voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri.” (dal Vangelo secondo Marco)
Nel deserto soffia il silenzio, per questo le parole e le profezie giungevano diritte alle orecchie dei peccatori che correvano, perciò, a farsi battezzare per ottenere il perdono. Fosse così anche adesso, ma probabilmente si dovrà per forza cambiare strategia: “Grida e tutti ti sentono. Sussurra e solo chi ti è vicino capisce quello che dici. Taci e solo il tuo amico migliore sa ciò che vuoi dire.” (Luke MacFarlane)

sabato 28 novembre 2020

VEGLIATE TUTTI

Prima Domenica di Avvento (Anno B)          
A te, Signore, innalzo l’anima mia

Un grande scrittore, Victor Hugo, scriveva che il teatro non rappresenta il paese della realtà. Tutto è finto, fondali di cartone, palazzi di tela, cielo di cartapesta, trucchi nei movimenti. E’,però,  il paese del vero perché ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco. Pensandoci bene, è così, per similitudine, anche quando ci si mette davanti al presepe. E’ tutto finto, le statuine, il muschio, le montagne, i cieli. Eppure, è tutto vero perché chi l’ha realizzato aveva un cuore intriso di attesa, chi lo guarda ha un cuore aperto alla speranza. Sono persone che, solo per il fatto di stare davanti a quella rappresentazione, sono piene di gioia e sono fortunate perché:
“…tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia e si ricordano delle tue vie.” (dal Libro del profeta Isaia) 
Essere pieni di gioia non vuol dire, infatti, essere come dei beoti, significa capire, finalmente, o intuire, che per iniziare un cammino che porti all’incontro con Dio occorre ricercare la giustizia, che riconosce il diritto e la dignità di ogni persona, a cominciare da quella più indifesa, come quella del bambino che fra qualche settimana contempleremo nelle nostre celebrazioni liturgiche e nei nostri presepi. E non solo perché ogni neonato attira tenerezza e bontà, lui, infatti, è il medesimo che poco prima stava nel ventre di sua madre. Ogni mamma in attesa, ogni bimbo in attesa di nascere sono degni di protezione.

mercoledì 25 novembre 2020

NOVE MESI PER LA VITA - NOVEMBRE 2020

Domenica 29 Novembre 2020 ore 16,00    
alla Chiesa della Madonna degli Angeli

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  La vita ci interpella: Il bivio della realtà

I CATTOLICI E LA TESTIMONIANZA:

Il “cattolico” Joe Biden ha lanciato una campagna pubblicitaria, parlando della sua fede. Naturalmente non si menziona il suo sostegno alla legislazione abortista. Non solo, si dimentica di ricordare il suo attacco alle scuole cattoliche e la sua indifferenza verso quelle leggi che imporrebbero ai contribuenti di pagare direttamente per l’aborto. Come pure glissa, in quella campagna, sulla sua posizione pubblicamente assunta circa l’identità di genere. L’ipocrisia al cubo.

 

 Il giudice Amy Barret, cattolica, nominata e voluta dal Presidente degli Stati Uniti, non cattolico, come componente della Corte Suprema, non ha avuto remore ad affrontare il voto del Senato, rispondendo colpo su colpo a coloro che mettevano in dubbio le sue qualità professionali per il fatto che si dichiarava espressamente contro le leggi che legalizzano l’aborto. La sua vita di moglie, di madre in una famiglia allargata a sette figli,di cui due adottati, è un esempio di impegno personale che si innesta in una visione valoriale che risponde concretamente alla scelta di fede vissuta in coerenza nella vita di ogni giorno, sul lavoro, in società, nella Chiesa

sabato 21 novembre 2020

QUEI GIORNI TRISTI E GRIGI

XXXIVma Domenica T.O.(Anno A)
Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo

Da tutte le parti del mondo corrono come mano d’opera per costruire una torre, quella di Babele, che oggi chiamano Nuovo Ordine Mondiale. Le nostre città hanno ormai la stessa pianta di Sodoma e Gomorra. Chi è incompetente governa, chi è sano è messo nell’ombra, la perversione è normalità e la normalità perversione. La fede è capovolta e l’umanesimo è diventato dogma, lo stupido pontifica e chi dovrebbe pontificare tace o parla a vanvera. La dottrina è aborrita e il relativismo è il suo insegnamento. E’ il tempo in cui l’uomo si vuole fare dio. Da sempre è in corso questo tentativo, tanto che anche il Profeta lo scrive:
“… così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.” (dal Libro del profeta Ezechiele) Babele è una costruzione innalzata senza e contro Dio. E’ un lavoro insensato e illusorio, ma come va a finire ben lo sappiamo.

sabato 14 novembre 2020

SICUREZZA E PACE

XXXIIIma Domenica T.O.(Anno A)

La santità è vicina a noi, essa è l’abito di tutti i giorni e può essere alla portata di tutti. Al di là della personale posizione al riguardo, pensandoci bene dopo aver letto il versetto dal Libro dei Proverbi: “… una donna forte chi potrà trovarla?” mi vengono in mente le figure di quelle donne che sono madri. Sono queste le donne forti, che incarnano la santità perché la loro vita suscita santi come Giovanni Bosco, Agostino, Gianna Beretta Molla. Senza la presenza, l’amore e la testimonianza all’interno della famiglia di queste donne forti, avremmo perso quel fascino, quell’incanto del volto e del sorriso che solo i santi sanno donarci. Per semplificare, ciascuno provi a riandare al volto ed al sorriso, alla forza della propria madre. Quanta sicurezza, quanta pace davano all’anima mia da bambino e poi da adulto nel ricordo di una vita trascorsa e spesa al massimo per la sua famiglia. Si adatta molto anche quel versetto del Salmo che dice:
“…beato chi teme il Signore e cammina sulle sue vie.”

sabato 7 novembre 2020

LA LUCE DELLA VEGLIA

XXXIIma Domenica T.O. (Anno A)

la sapienza…chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà

A volte succede di non stare molto bene, perciò non si riesce di prendere sonno, oppure sebbene nella stanchezza, il corpo (o la mente) rifiuta di lasciarsi andare al sonno. Si decide, allora, di approfittarne per fare veglia, cominciando con la recita silenziosa del rosario, le preghiere della sera, compieta e, se si superano le quattro del mattino, le lodi. Ci si porta avanti, insomma. Ognuno utilizza una sua metodologia, lontana anni luce, ovviamente, dalle veglie oranti dei monaci e delle monache. Però, una cosa, mi sembra, accomuna tutte queste situazioni ed è quella della necessità di tenere accesa una lucina, piccola, fievole, ma sufficiente per rompere il buio, che non è solo quello della nostra anima. Abbiamo bisogno di guardarci attorno, abbiamo bisogno di attesa, di qualcosa che stimoli la nostra attenzione, quasi per essere pronti come quelle vergini che aspettavano lo sposo: “…a mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!” (dal Vangelo secondo Matteo).

sabato 31 ottobre 2020

I SANTI DI NIZZA

Festa di Tutti i Santi

Domenica, 1 novembre 2020

Se appena mi è possibile, tutti i giorni utilizzo un app per leggere i nomi dei santi e beati che la Chiesa ricorda in quel determinato giorno. E’ una scoperta continua di nomi, di martiri, di vescovi, di frati, di vergini, di preti, di diaconi, di laici che, in tutti questi anni di dopo Cristo, hanno offerto la loro vita per prepararsi adeguatamente all’incontro con Dio. Il sunto delle loro storie, alcune notizie storiche, me li rendono subito “fratelli” perché a tutti gli effetti, come dice Giovanni:“…carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio.” (dalla prima Lettera di San Giovanni)

sabato 24 ottobre 2020

L’AMORE PERFETTO

XXXma Domenica T.O. (Anno A)


Il primo comandamento ...
 


Gli eventi che giorno per giorno ci rotolano addosso sembra siano capaci di stravolgere le più recondite certezze su cui abbiamo impostato la nostra vita. Ci rendiamo conto che tutto sta cambiando velocemente e non in meglio. Ci sentiamo impotenti perché, in gran parte, non dipende da noi. Vorremmo agire in un modo, ma per svariati motivi non ci è possibile. Vorremmo seguire la corrente, eppure basta una folata di vento contrario per bloccarci, per non “sentirsi più a casa”. Perché vengono meno le radici, le nostre cose più care. Sentirsi a casa, significa, infatti, stare bene con le persone cui vogliamo bene, che ci fanno sentire protetti e sicuri. In realtà ci stanno sgretolando anche questo luogo, ma:
“… Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore.” (dal Salmo 17)
In realtà abbiamo costruito un mondo misero, dove ci facciamo beffa degli altri, dove il pettegolezzo e la facile critica rendono fragili ed insicure le nostre relazioni. Ammorbano gli ambienti in cui ci muoviamo, anche nella chiesa dove, invece, dovremmo far brillare, appunto, quella fortezza in cui tutti potrebbero trovare rifugio e salvezza.

giovedì 22 ottobre 2020

NOVE MESI PER LA VITA - OTTOBRE 2020

Domenica 25 Ottobre 2020 ore 16,00    
alla Chiesa della Madonna degli Angeli

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  La vita ci interpella: Il bivio della realtà

SPERANZA E AIFA:

Si potrebbe giocare sul nome del Ministro della Salute dell’attuale governo, ma di speranza in un ravvedimento non se ne vede all’orizzonte.
E’ convinto che sia cosa buona utilizzare la pillola per abortire a casa. Alla faccia della stessa legge 194.
Prevale ancora una volta la logica delle ideologie camuffate da scelte “etiche”.
Così ha pure giustificato l’AIFA (Azienda Italiana del farmaco), organo tecnico governativo, la decisione di autorizzare l’accesso alla “pillola dei cinque giorni  dopo” senza prescrizione medica .
Anche per loro è una scelta etica.

CAGNOTTO E LE OLIMPIADI

Aveva programmato tutto per arrivare alle prossime Olimpiadi, le sue ultime e comunque un record, ma il cielo le ha regalato un secondo figlio.
Per questa volta la medaglia è il figlio.
E’ stata per lei una scelta difficile: da una parte la prospettiva di portare la bandiera, dall’altra la consapevolezza di essere responsabile di una nuova vita.
Ebbene, ha scelto la vita, la famiglia, felice del dono ricevuto e della condivisione di quanti a lei vicini.

sabato 17 ottobre 2020

CHIAMATI PER NOME

XXIXma Domenica T.O.(Anno A) 

Isaia: io ti ho chiamato per nome
Fin dall’antichità la scelta del nome è sempre stata importantissima. Il nome serve per esprimere l’identità personale e familiare. Speriamo che questa prassi riesca a resistere alla buriana che ci sta travolgendo. Sono ormai assodati i tentativi di far passare per lecite le proposte di sperimentazioni con uteri artificiali per produrre in serie esseri umani. A quel punto veramente saranno chiamati, se mai avverrà, con dei serial/number e identificati con dei codici a barra. Fin tanto, però, che riusciremo ad identificare il Nome di Dio, incarnato in Gesù, avremo qualche possibilità di contrastare e cancellare i piani di “quello di sotto”. La certezza viene dal fatto che:
“…io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.” (dal Libro del profeta Isaia).

sabato 10 ottobre 2020

IL VELO STRAPPATO

 XXVIIIma Domenica T.O. (Anno A)

Mi sembra di ricordare che i primi martiri della famiglia francescana siano stati cinque frati inviati nel nord africa con l’intento di convertire i musulmani. Intenzione che era pure di San Francesco nei confronti del sultano dell’epoca. E’ storia e nessuno può cambiarla, il poverello d’Assisi se ne ritornò, però, a casa perché, in ogni caso, riscosse la stima dell’antagonista al punto che non permise a nessuno di fargli del male. Mi sovvengono questi fatti perché dal Vangelo di domenica leggo pure:
“…ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari, altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.” (dal Vangelo secondo Matteo).

sabato 3 ottobre 2020

I NUOVI VIGNAIOLI

XXVIIma Domenica T.O. (Anno A)

Ognuno di noi, ogni giorno, si mette in cammino con delle idee su come si svilupperà la giornata e si parte fiduciosi e, a volte, pure baldanzosi. Poi, puntualmente, si rischia lo scontro con le cose che non vanno e ci si scioglie come neve al sole, in uno stato d’animo infelice. Non è giustificabile questo stato di cose perché, a ben guardare, siamo nelle condizioni di non poterci lamentare di tutto quello che abbiamo. Per dirlo con il metro della Parola, alla luce della fede, noi viviamo e operiamo in una “vigna”, dove abbiamo tutto e possiamo raccogliere ogni ben di Dio. Eppure, ci lamentiamo, ci distraiamo, andiamo sulla torre per vedere le attrazioni che ci sono fuori, che ci ammaliano e ci fanno dimenticare i nostri doveri. Al punto che facciamo perdere la pazienza al Signore:
“…che cosa dovevo fare ancora nella mia vigna che io non abbia fatto?” (dal Libro del Profeta Isaia).
Quella domanda, sia ben chiaro, non vale solo per gli ebrei di allora, è attuale ed opportuna anche per l’oggi, per la Chiesa del secolo XXI, per noi, uomini e donne, che a parole ci diciamo cristiani e nei fatti, professiamo un altro credo. Cioè, non perseveriamo nei compiti che ci sono stati assegnati fin dal giorno del Battesimo, fin dal profondo delle viscere di nostra madre, quando già tutte le nostre ossa erano conosciute dal Creatore della vita.

sabato 26 settembre 2020

COME L’INNOMINATO

XXVIma Domenica T.O. (Anno A)

Nessuno nasce santo, ma tutti siamo invitati a diventare santi. Dio sa che nella nostra vita
siamo chiamati alla perfezione e che ne abbiamo i mezzi, ciascuno secondo i meriti e le possibilità che gli sono proprie. Nessuno nasce malvagio, ma il peccato d’orgoglio spinge a sentirsi estraneo ai precetti del Signore. Perciò se ne vedono di tutti i colori e la cattiveria dilaga sulla terra. Tutti possono contribuire al bene, così come, in vari modi, ognuno può diffondere il male. Non credo che uno, si alzi al mattino, e decide: “oggi voglio fare il male”, piuttosto crede di essere nel giusto e nel doveroso con i suoi comportamenti e le sue scelte. Purché gli portino benefici e potere, utilità e gloria, ricchezza e agiatezza. Non importa se per ottenere tutto ciò debba calpestare la libertà e i diritti di chi si trova sulla sua strada.

sabato 19 settembre 2020

IL REGNO NELLA VIGNA

XXVma Domenica T.O. (Anno A)

Mentre partecipavo al funerale di un mio carissimo amico, mi domandavo se si trattava di un operaio del mattino o dell’ultima ora. In ogni caso, pensavo, secondo la parabola del lavoro nella vigna del Padrone, la paga sarebbe stata la stessa. In ogni caso, fino a prova contraria che solo il Buon Dio conosce, anche lui ha contribuito a costruire il Regno dei Cieli:
“…il Regno dei Cieli è simile…” (dal Vangelo di Matteo).
E’ simile a quanto sapremo ben lavorare in quella vigna cui il Padrone ci ha mandato quando siamo stati battezzati fin da bambini. Siamo quelli della prima ora con cui:
“…si accordò per un denaro…”
Battezzati nel giro di pochi giorni dalla nascita. Per me, per quanto mi ha raccontato mia madre, c’è pure stata la “presentazione al tempio”. Poi, inseriti in un contesto famigliare e sociale impregnato di sano cristianesimo, siamo ancora e ancora mandati in quella vigna: “…andate anche voi nella vigna, quello che è giusto ve lo darò…”

sabato 12 settembre 2020

DIO E’ AMORE

Domenica XXIVma T.O.  (Anno A)


Sulla mia Bibbia il salmo 102 è intitolato “Dio è Amore”, ben marcato in rosso. E’ la verità che proclamiamo da sempre nella Chiesa a beneficio nostro e di quanti s’interrogano dubbiosi su questo nostro modo di credere in un “Dio che non si vede”. E’ la principale obiezione che puntualmente viene posta. La teologia sa rispondere, la carità è implicita nella risposta, la fede vissuta è la migliore prova di quanto annunciato. Basta vedere il volto di mia nonna che sfaccenda in cucina, che trova il tempo per il quotidiano rosario, che non si dimentica di un saluto passando davanti alla nostra parrocchiale. Basta sentire il pianto di un bimbo appena nato, intervallato dalla nenia sussurrante di sua madre. Basta guardare al mio vecchio parroco che, tonaca ancora svolazzante, non si stanca di andare di casa in casa a ricordare che Gesù Cristo è il figlio di Dio e nostro fratello. Così si capisce che Dio, il Padre nostro, è Amore. Allora, comprendo perché quel salmo dice:
“…benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tutti i suoi benefici.”

venerdì 4 settembre 2020

IN MEZZO A NOI

 Domenica XXIII ma T.O. (Anno A)

Non siamo fatti per stare soli, abbiamo bisogno della socialità, senza, si è destinati alla dissoluzione, ad essere manipolati ed usati come carne da macello, come ingranaggi di un sistema finalizzato al sostentamento della classe dirigente. In questo 2020 si stanno facendo le prove generali, è evidente. Se riusciranno a fare passare come una condizione standard il distanziamento sociale, le mascherine, le app immuni e altre amenità del genere, il gioco è fatto. Eppure noi siamo come degli specchi, come delle lampade. Abbiamo bisogno di riflettere la luce degli altri, di farcene portatori, dobbiamo vivere come lampada affinché si possa essere sorgente di luce per gli altri. Mai, però, solo specchi, solo lampade: invece, uno scambiarci, un farci carico continuo, un cercare e ritrovare il desiderio permanente del cuore di tutti, l’esperienza di Dio. Certo, bisogna essere credenti e, se tali, vale quanto dice Gesù nel Vangelo di Matteo: “…perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io in mezzo a loro.”

sabato 29 agosto 2020

LA VOLONTA’ DI DIO

Domenica XXIIma T.O. (Anno A)

E’ stato detto: “non aver paura della tua ombra: se la vedi vuol dire che c’è tanta luce lì intorno.” E’ un pensiero sicuramente di effetto, fa pensare a giornate assolate, a passeggiate sotto il sole, dove la tua ombra davvero ti accompagna per il cammino che intendi percorrere. Ma quando è troppo, è anche vero che si vuole rientrare. Pure quando c’è buio, infine, un filo di luce filtra quanto basta per stendere un’ombra non ben riconoscibile: è questa che fa paura. Non serve riandare ai tempi dell’infanzia quando nel coricarti ti aggrappavi alle lenzuola chiudendo stretti gli occhi per non vedere quelle ombre che cadevano intorno, oppure quando attraversavi di corsa il nero cortile, cantando a squarciagola. Quelle sensazioni di disagio si vivono anche adesso che l’età adulta è certificata. Le ombre, frutto di paurose condizioni sociali e personali, ci sovrastano. E ci disorientano.

sabato 22 agosto 2020

LA PIETRA DEL CIELO

 Domenica  XXIa  T.O. (Anno A)  

L’apostolo Pietro, cui Dio ha concesso il privilegio di professare, per primo, la sua fede in Cristo, il Figlio del Dio vivente, non è la roccia indistruttibile, perché rimane pur sempre un semplice pescatore con tutti i suoi limiti. Nei Vangeli vengono ben evidenziati. Eppure Gesù Cristo sceglie lui e lo pone su una pietra, d’angolo, quella scartata dai maggiorenti, dagli esperti, su cui costruirà il suo edificio, quello sì, incrollabile: “…e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.” (dal Vangelo di Matteo).

sabato 15 agosto 2020

I DONI IRREVOCABILI

Domenica XXa T.O. (Anno A)


Conosco Tania Cagnotto per i suoi successi sportivi alle olimpiadi con la disciplina dei tuffi dai trampolini. Figlia d’arte, non ho altri elementi per farmi un’idea di lei come persona. Mi basta però quanto ho letto in questi giorni circa la sua decisione di smettere con la preparazione per le prossime olimpiadi in quanto incinta del secondo figlio. Già madre, spiega che questa gravidanza, inaspettata, è importante per la sua famiglia, molto più di una medaglia. Invero, la medaglia se l’è già aggiudicata perché:  “…infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili.” (dalla Lettera di San Paolo ai Romani)
Non so se è credente Tania, ma certamente con la sua semplice determinazione conferma che non si possono cancellare i doni di Dio. Come quello della vita. Fintanto che la vita continuerà, anche in minima parte, a sbocciare, vuole dire che Dio non si è ancora stancato dell’uomo. E pure la chiamata è irrevocabile. La chiamata all’amore che si concretizza nella vocazione: quella sacerdotale, religiosa, come in quella matrimoniale. Occorre molta fede, certo!

sabato 8 agosto 2020

SENZA PAURA

Domenica XIXa T.O. (Anno A)


In questo periodo di ferie molti, se appena possono, partono per un periodo di sospirato riposo vacanziero. Succedeva anche a me e la destinazione preferita era quasi sempre in montagna. Non sto a dilungarmi per giustificare tali scelte, solo vorrei sottolineare le varie possibilità di relax al cubo, di escursioni indimenticabili, di spazi di solitudine introvabili altrove. Partire all’alba verso un rifugio, zaino in spalla, scarponcini, bastone e borraccia, assaporare l’aria fresca, essere pronto a prendere l’acqua per i cambi meteo veloci, giungere in cima e, nel silenzio, osservare:
“…ed ecco il Signore passò…nel sussurro di una brezza leggera.” (dal Primo Libro dei Re)
A molti è successo di scoprire la trascendenza al cospetto delle maestosità delle montagne, di non sentirsi solo, pur essendolo, nelle altezze che danno vertigini per l’immensità che si stende attorno, ad altri è capitato di piangere di gioia per le meraviglie di cui erano testimoni.

domenica 2 agosto 2020

LA TENEREZZA DI DIO

 Domenica XVIII T.O. (Anno A)


Nessuno nasce semplicemente

per un incontro carnale, puranche sostenuto da un desiderio dell’am

ore umano, sempre nobile e necessario. Neppure si nasce per caso, oppure per destino o fatalità. La vita è semplicemente un dono di Dio. Sin dall’inizio si è iscritti nell’esistenza umana per grazia divina. E’ ovvia la cosa perché, dal momento che Dio, Creatore e principio di tutte le cose e artefice della vita dell’uomo nel modo in cui l’ha voluto, cioè composto da anima e corpo, è talmente soddisfatto che lo fa a sua immagine e somiglianza. Non lo pone al mondo come un oggetto, ma come creatura particolare, per cui tutto mette in gioco, in primis il suo essere padre, e, come ricordava Giovanni Paolo I, essere madre, e sorprendentemente, pure una tenerezza senza uguali:“…buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature.” (dal Salmo).

sabato 25 luglio 2020

IL TESORO IN NOI


XVII Domenica T.O.(Anno A)

La nostra vita si gioca tutta in un movimento di andata e ritorno, continuo ed essenziale, tra speranze e decisioni, tra riflessioni e scelte conseguenti, tra gesti ed atteggiamenti che denotano e formano la nostra personalità. E’ così che, poco alla volta, cresciamo e scopriamo tutte le nostre potenzialità. Nelle decisioni che prendiamo incide in modo significativo il nostro desiderio di essere, di cosa voler fare nella vita, come volerlo fare e, soprattutto, con chi. C’è chi si appoggia al politico del momento, all’artista che affascina, ad una ideologia oppure ad una filosofia, ad una disciplina o ad una pratica spirituale, ad un’utopia o ad una religione. Tutto legittimo, ma se diventi discepolo di Gesù Cristo, hai trovato il modo giusto per scoprire il significato della tua vita: “…per questo ogni scriba, divenuto discepolo del Regno dei Cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.” (dal Vangelo di Matteo).
Il tesoro di cui parla il Vangelo è in noi, noi siamo la perla preziosa

domenica 19 luglio 2020

IL SONNO DEI GIUSTI


XVI Domenica T.O. (Anno A)
Non passa giorno che non ci siano strigliate nei confronti dei cattolici, anche da parte di chi dovrebbe ergersi a difendere le ragioni che muovono tante persone a ribellarsi nei confronti del pensiero unico. Adesso è il tema della omofobia che vorrebbero trattare con un’apposita legge che, di fatto, mettere la parola fine sul diritto di pensiero. Le polemiche sono ricercate ad arte e, purtroppo, in tanti ci cascano, facendo da cassa di risonanza di chi sa urlare più forte, sostenuto, ovviamente, dai giornaloni, e pure dalle tv, che sono ormai schierati sul fronte del più forte e di chi attualmente comanda e legifera o vorrebbe legiferare in tal modo. Sono sulla dirittura d’arrivo se pensiamo a quanto già è dettato dalle leggi sulla famiglia, sulla vita, sull’educazione dei figli. Tutte, o quasi, votate con la condiscendenza di buona fetta del così detto mondo cattolico adulto, ecclesiale e laicale.
“…ma mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò.” (dal Vangelo secondo Matteo).

sabato 11 luglio 2020

LE PARABOLE DEI POVERI


XV Domenica T.O. (Anno A) 

Ci sono due modi con i quali Dio si rivolge a ciascuno di noi: la Parola e la Persona di Gesù. La potenza della Parola non ha limiti, una sola sillaba può trasformare un’esistenza, così come un intero capitolo di un profeta o di un Vangelo, se letto come un saggio o un romanzo, può lasciare il tempo che trova. Però, è anche vero che pur se un quotidiano ascolto o lettura della Parola può rientrare in una routine, alla fine quell’appuntamento è come l’acqua che diamo ogni giorno ai nostri fiori sul terrazzo. Senza, soffrirebbero e cesserebbero di esternare la loro bellezza:
“…così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non tornerà a me senza effetto.” (dal Libro del Profeta Isaia)
Mi piace il paragone con i fiori del balcone perché rappresentano il criterio con cui sono voluti, quello della cura, quello dell’attenzione.

sabato 4 luglio 2020

LA SCHIERA DEI PICCOLI

XIV Domenica T.O.(Anno A)
In quasi tutte le chiese sono un caposaldo degli ornamenti liturgici sugli altari e sulle volte, sui capitelli e nelle cappelle. Parlo degli angeli. Sembra siano posti come riempitivi di spazi o come compagnia di raffiguranti Santi o Madonne. Penso, invece, che abbiano un’altra funzione, quella di ricordare che sono i soggetti privilegiati del buon Dio. Rappresentano quei piccoli cui il Signore dà l’incarico di comunicare al mondo il suo grado di amabilità. Alcuni giorni fa sono entrato in una chiesa dove vi è un affresco raffigurante l’Assunzione di Maria al cielo, contornata da una miriade infinita di visi di bimbi (angeli) festanti. Uno spettacolo. Sono questi tutti quei bimbi che gli uomini rifiutano e non fanno nascere per motivi assurdi ed inumani, sono quei bimbi che Dio Padre ha pensato per noi, che ha accolto al posto nostro, colmandoli della sua pienezza. Non solo, sono quei bimbi cui ha chiesto di mostrare al mondo l’innocenza nel sacrificio, nel dolore, purificati dall’amore sovrabbondante della loro breve esistenza.
Come, per esempio, la vita di Sara Matteucci, nata in cielo a sette anni. Sentendo parlare questa piccola del suo incontenibile desiderio del Paradiso, si capisce che lo può fare solo perché viene acceso in lei come un fuoco sulla croce della malattia che, per un mistero che solo Dio conosce, già arde in lei da piccolissima. Si potrebbe portare una serie infinita di altri esempi, tanti sono i piccoli martiri cui è chiesto molto perché tanto possono dare, anche e, soprattutto, a quei piccoli i cui corpi finiscono nei contenitori dei rifiuti ospedalieri. 

sabato 27 giugno 2020

PERDERE E TROVARE LA VITA


XIII Domenica T.O. (Anno A)
In questi giorni di tristezza si assiste a tante assurdità che c’è davvero da domandarsi se l’uomo di oggi non abbia proprio perso il “senno” della ragione. In Europa si rinnegano le radici cristiane e si vede dove siamo arrivati. Ben che vada la religione islamica imporrà la propria legge, la propria cultura. Giustamente, dal loro punto di vista. In America con la scusa della lotta al razzismo, ne stanno combinando di tutti i colori. Adesso propongono di abbattere anche le statue di Gesù perché rappresenta il suprematismo bianco, la Chiesa cattolica è sbeffeggiata a destra e a sinistra e i suoi ministri tacciono. Ma forse è meglio così, è ora che a parlare siano i veri fedeli perché il Signore non si vergogna di chiedere al suo servo:
“…Eliseo disse a Giezi, suo servo: “che cosa si può fare per lei?” (dal Secondo Libro dei Re).
Cioè il profeta, riverito e ben trattato da una donna ogni volta che passa da casa sua, chiede al sottoposto come può sdebitarsi per tanta bontà. Non può avere figli, dice il servo, che sa guardare alla realtà della coppia e della famiglia. E, come dono di Dio, il figlio venne concepito e dato alla luce.

venerdì 26 giugno 2020

NOVE MESI PER LA VITA - GIUGNO 2020

Domenica 28 Giugno 2020 ore 16,00   
alla Chiesa della Madonna degli Angeli
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ci uniamo VIRTUALMENTE in preghiera
effettuando una DIRETTA Facebook
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La vita ci interpella:
Sara Matteucci,il mistero della Fede bambina
È praticamente impossibile tradurre in parole la vita di Sara Matteucci (1978-1986). Non è forse neppure un caso che Sara nasca nel 1978, anno in cui viene introdotto in Italia il diritto di aborto.

E se ciò è vero per ogni figlio di Dio, la cui esistenza è un miracolo unico ed irripetibile, lo è ancor più per questa piccola bambina che Dio stesso ha voluto scrivere tra i santi del nostro tempo.

sabato 20 giugno 2020

TERRORE ALL’INTORNO


XII Domenica T.O. (Anno A)
...Non valete forse voi più di due passeri ?
“Terrore all’intorno” è un’espressione usata dal profeta Geremia per ben evidenziare ciò che vedeva intorno a sé. Israele, il popolo di Dio, perduto nell’idolatria, nella violenza e nella prepotenza. Solo ingiustizie e miserie per le strade delle città. E tutto sprofondava perché i suoi ammonimenti venivano derisi e la Parola di Dio era rifiutata:
“…terrore all’intorno!...cantate inni al Signore perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.” (dal Libro del Profeta Geremia)
Non abbiate paura !
Nonostante la drammaticità, la speranza e la certezza dell’azione positiva del Signore non viene meno. Nella storia dell’umanità è una costante. La tocchiamo con mano anche noi. In questa epoca di travaglio, di abbandono della vera religione. In questi mesi di paura e di desolazione, dove si respira con fatica, dove si tengono le distanze, dove sono abolite le strette di mano, gli abbracci, il camminare fianco a fianco. Le ideologie la fanno da padrone, le oligarchie impongono i politici, la volontà del popolo non conta più nulla, il figlio dell’uomo è disprezzato in sé e vale meno di un elefantino, milioni di esseri umani sono spinti all’emigrazione, è negata ogni identità nazionale, l’unica vera religione è, da una parte, martirizzata e contemporaneamente attaccata dall’interno. Purtroppo per noi, non c’è in giro alcun profeta come Geremia, anzi non passa giorno che un qualche vescovo non ne spari una più grossa della precedente, che un qualche “cattolico” giornale non faccia propaganda radicale, che una qualche “cattolica” università non trovi un testimonial fuori casa. Si rimane a bocca aperta, le braccia cadute, il vuoto dentro di sé. 
Salva solo la Parola: “…la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo si sono riversati in abbondanza su tutti.” (dalla Lettera di San Paolo ai Romani).
La Grazia ci salva e la relazione sacramentale con il Signore ci rinsalda.

sabato 13 giugno 2020

IL PANE FATTO CARNE

Corpo e Sangue di Cristo
(Corpus Domini) Anno A
"Quando ci rechiamo al Mistero Eucaristico, se ne cade una briciola, ci sentiamo perduti. E quando stiamo ascoltando la Parola di Dio, e ci viene versata nelle orecchie la Parola di Dio e la carne di Cristo e il suo sangue, e noi pensiamo ad altro, in quale grande pericolo non incappiamo?” (San Girolamo).
Trascrivo questo pensiero che è giovedì sera. In altro tempo avrei partecipato alla processione del Corpus Domini, ma in questo tempo quasi tutti i vescovi, i parroci hanno rinunciato alla processione, preoccupati dagli eventuali assembramenti. In quale grande pericolo ci stiamo infilando, me lo domando anch’io. Tutti ligi nel rispettare i dettami delle autorità civili anche in quelle faccende che riguardano solo ed esclusivamente l’autorità ecclesiale.