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venerdì 20 febbraio 2015

Ringraziamenti e considerazioni





XXXVII ma GIORNATA PER LA VITA  - 1° Febbraio 2015
Desidero ringraziare tutte le realtà che si sono messe a disposizione e si sono impegnate perché la Giornata per la Vita del 1° febbraio fosse realmente un punto di partenza, un momento
di approfondimento sul tema della Vita, primo e irrinunciabile valore, unico e irripetibile.
Il ringraziamento va’ alle parrocchie, alle chiese, ai santuari della nostra Diocesi  in cui si è parlato di Vita; va’ alle associazioni che ci hanno affiancato e sostenuto, alla Pastorale Giovanile che ci ha ospitato, alla Pastorale delle Vocazioni, all’ufficio diocesano per la Pastorale famigliare che ci ha sostenuto e ospitato nel Santuario di Pompei e della famiglia, per la veglia diocesana per la vita. Un vivo grazie a sua eccellenza Monsignor Vescovo per la sua presenza e per la sua parola.
La preparazione della giornata per la vita ha visto due momenti significativi; il primo presso l’Istituto Negrone, la sera del 24 gennaio insieme ai giovani degli oratori cittadini; giovani che riuniti per il “Sabatado”,  loro appuntamento mensile, hanno avuto la possibilità, attraverso la lettura di alcuni passaggi del messaggio dei vescovi italiani per la Giornata per la Vita dal titolo “Solidali per la Vita”, di riflettere sul significato e sul senso e sull’importanza della vita nella nostra cultura sia come valore irrinunciabile, sia come impegno fattivo attraverso l’aiuto concreto e l’atteggiamento di misericordia e
di “cammino insieme”che sempre lo accompagna.
Due le testimonianze che il Centro di Aiuto alla Vita ha preparato per la serata, testimonianze vere e reali  perché vissute da persone che il Centro, attraverso la presenza presso l’ospedale Civile di Vigevano e l’Asilo Vittoria di Mortara,  segue e sta seguendo; testimonianze che per i ragazzi e i giovani presenti hanno significato e sono state forse il primo contatto con il mondo del volontariato, dell’impegno e della disponibilità personale.
La prima è il racconto partecipato e sofferto di una signora del Marocco che , arrivata in Ospedale per le procedure di aborto, si è sentita sostenuta e accompagnata nel cammino verso la nascita del suo bambino, la seconda è il racconto di una signora che, costretta dal marito a fissare la data dell’aborto, è riuscita con l’aiuto e il sostegno dei volontari, a capire  la bellezza del dono della maternità che ha poi portato alla pacificazione familiare.
Una terza testimonianza, preparata e offerta dagli amici del Centro di Aiuto alla Vita di Casale Monferrato, è stata incentrata dapprima sul lungo cammino di conversione, per arrivare successivamente alla pacificazione interiore della mamma verso il suo bambino, quel bambino che lei a suo tempo aveva rifiutato, giungendo anche a dargli un nome, Luca, e a sentirlo sempre vicino come figlio e come protettore.
Il secondo momento vissuto in preparazione alla giornata per la vita del 1° febbraio, si è svolto presso il Santuario della Madonna di Pompei e Santuario della Famiglia, la sera del 31 gennaio con la Veglia per la vita, con adorazione eucaristica e la recita del rosario meditato con riflessioni tratte dal messaggio dei Vescovi italiani per la 37ma giornata della vita.
A guidare la Veglia Monsignor Gusmitta alla presenza di Monsignor Vescovo.
Nel suo intervento Mons. Vescovo ha richiamato dapprima il dramma di ogni vita umana; a questo proposito voglio evidenziare l’ideologia attuale, che a partire dalla Conferenza del Cairo del 1994, porta stragi di vite umane
e un violento attacco alla famiglia cuore della vita, perché ritengo che sia un problema che interpella tutti ma in particolar modo le tre agenzie educative quali la famiglia, la scuola e la chiesa stessa.
In secondo luogo sua Eccellenza ha definito la vita come frutto di una relazione sempre, che vede nell’uomo e nella donna che si relazionano e si amano, il punto focale per lo sbocciare della vita e per la costruzione della famiglia.
A questo riguardo desidero proporre una piccola riflessione, suggeritami da un’indagine fatta su giovani praticanti nella fascia di età 15/25 anni della provincia di Novara e commissionata dall’Associazione Difendere la vita con Maria”.
“Mentre le società tradizionali possedevano uno stile di vita, le società moderne possiedono gli stili di vita: si preferiscono “valori” che insistono sull’autonomia dell’individuo, sull’auto-realizzazione, piuttosto che i valori  che implicano sottomissione e delega ad altri (genitori, insegnanti,educatori) per le proprie scelte’’.
Per portare un esempio, alla domanda “prima di sposarsi è meglio fare una prova di convivenza?” il 50,8 % risponde positivamente, così come il 33,4 % risponde positivamente alla domanda “se ti capitasse di rimanere incinta senza volerlo, abortiresti?”.
Occorre veramente molta preghiera perché la cultura della vita riprenda e permei nuovamente la nostra società o almeno il nostro agire e il nostro impegno di cristiani, così che la Vita viva.

Riccardo Cervio