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mercoledì 29 gennaio 2014

2 febbraio 2014 - 36a Giornata per la vita



 "GENERARE FUTURO"
“Generare futuro”, un futuro di speranza, sostengono i nostri vescovi nel loro messaggio in occasione della XXXVI giornata per la vita. Diamoci, allora, da fare per diffondere questo auspicio, sostenendo e confermando tutto il nostro impegno per combattere la buona battaglia per la vita. Che non è solo la riconferma dei valori non negoziabili sul diritto a nascere per tutti, sul diritto a vivere in dignità fino alla fine naturale dell’esistenza. Ma è pure il contrasto alla deriva di un futuro dell’umanità che non vuole più riconoscere la verità sull’uomo consolidata nella giustizia e nella libertà.
I vescovi ci dicono, nel documento, tante altre cose, tutte giuste e vere, legate all’attuale momento storico impregnato di crisi economica e sociale: se solo come Chiesa locale fossimo capaci di trasformarle in riflessivi confronti e in concreti fatti di solidarietà e di fondamenta per la costruzione di un futuro, almeno fra noi, più comunitario, più fraterno, più sollecito! Allora, proprio si capirebbe perché siamo sempre costretti ad utilizzare il “noi” quando si tratta di affrontare i problemi che ci sormontano, che all’orizzonte ci annichiliscono facendoci tremare, se non riusciremo a fermare quell’onda di distruzione, come foglie autunnali destinate al marciume di un fango che tutto affonda. E l’onda è già qui che arriva: quando si vuole ergere l’aborto a diritto civile; quando si vuole obbligare all’eutanasia come gesto di bontà; quando  non si vuole riconoscere l’uomo nella sua naturale sessualità; quando si vuole distruggere la famiglia, quale naturale fondamento di ogni civile società; quando si vuole creare, a tutti i costi, esseri umani senza padri e senza madri; quando lo Stato relativista, proprio perché tale, si avvia verso la Dittatura relativista; quando il destino dell’umanità è parametrato solo in funzione della resa economica e dell’equilibrio di bilancio; quando l’educazione dei figli viene di fatto tolta al padre e alla madre; quando la Chiesa è l’ultimo baluardo da demolire per la vittoria definitiva del Male sul cuore degli uomini; quando…tutto questo non potremo neppure più scriverlo sui giornali, pena la persecuzione ed il carcere alla luce di una giustizia liberticida che si sta preannunciando anche nelle nostre aule parlamentari.
Qui non si tratta più di essere sentinelle, ma di rispondere colpo su colpo, certo con lo stile da cristiani che devono ritornare a fecondare il mondo con il proprio ancoraggio a Gesù Cristo e con la propria  via morale, come unici passaggi per ritornare a plasmare la città dell’uomo, nella sicura prospettiva di poter così guardare con fiduciosa speranza alla Città di Dio. 
Di questo siamo certi, non c’è relativismo che tenga, e nessuno potrà impedirci di professarlo, confessarlo e viverlo. Cominciando, perché no?, con l’opportunità di questa benedetta annuale (che diventi per ciascuno quotidiana) giornata per la vita.


Gaetano Mercorillo
Presidente del Centro di Aiuto alla Vita Lomellino

lunedì 6 gennaio 2014

Ordinazione diaconale - Duomo di Vigevano

Carissimi,
come probabilmente ben saprete, sabato 11 Gennaio sarò ordinato Diacono Permanente della Chiesa vigevanese. E’ uno di quei momenti nevralgici della vita che demarcano un’esistenza.
Ma non ci si arriva per caso, per uno scherzo del destino, è il frutto di una semina che inizia molto lontano nel tempo.
Quando avvenne la semina, dove cadde il seme, come venne curato, coltivato, chi fu il seminatore, proprio, a volte, non si sa come e dove  collocare queste fasi nell’arco del cammino che siamo chiamati a percorrere con il trascorrere degli anni. Ecco, a proposito di cammino, devo dire che le domande principali riguardo a quanto fatto e a quanto si può ancora fare nella vita, mi sono nate dentro mano a mano che percorrevo il Cammino di Santiago. Con Mariella abbiamo cercato con questa esperienza di percorrere da pellegrini le strade che portano alla tomba di San Giacomo Apostolo in Galizia, perché in qualche modo abbiamo scoperto una dimensione della nostra spiritualità che ci ha rigenerato e, quasi, come dire, rinfrescati nel gustare le cose belle che vi abbiamo incontrato. Personalmente, poi, ho vissuto un particolare momento quando, per sostanziare il mio essere pellegrino, ho messo al collo la croce di Santiago, una piccola croce di legno, che da allora, ho deciso di non togliere più, a testimonianza che l’intera nostra vita è un pellegrinaggio verso l’oltre, verso la salvezza che l’Amore di Gesù Cristo per noi, per tutti noi, ci garantisce.
Non si può allora sprecare questa possibilità, mi sono detto, bisogna farlo sapere a più gente possibile, bisogna a nostra volta, diventare strumenti di aiuto, testimoni viventi, riflesso di questa grande certezza: Dio ci ama, Dio ci ha creati e ci vuole con sé per quello che siamo, cioè suoi figli. E se siamo suoi figli, siamo anche fratelli nell’umanità, motivo per cui tutto dobbiamo fare per il bene di chi ci è accanto e di chi potremo ancora incontrare da qui al termine della nostra vita terrena. Niente di sconvolgente, abbiamo sempre cercato di vivere in questo modo, io e Mariella, nel Gruppo Giovanile dell’Immacolata, nel nostro Matrimonio, nella maternità e nella paternità, nel servizio alla Chiesa vigevanese, nella carità e nella partecipazione comunitaria e sociale, e così abbiamo intenzione di continuare a fare. Abbiamo, però, ora, una marcia in più, un carisma da valorizzare maggiormente, una responsabilità più pesante da incarnare, ma il vissuto vocazionale che ciascuno identifica per sé non è proposto e spianato davanti a caso, è la risposta ad una chiamata che ha in sé i doni che ne garantiscono il buon esito. E’ quanto avverrà sabato con le Ordinazioni Diaconali.
E se ci credete, parteciparvi sarà per tutti una bella esperienza fonte di ogni gioia.
Con amicizia.

Gaetano Mercorillo.