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sabato 31 dicembre 2016

IL VOLTO



Domenica, 1 Gennaio 2017 
               Maria Santissima, Madre di Dio

“…tutti quelli che udivano, si stupivano delle cose dette loro dai pastori…” (Vangelo di Luca). Ma che possono aver mai visto?
Certo, lo sappiamo, un bambino appena nato in fasce, adagiato in una mangiatoia, una giovane donna ancora stanca per il parto, un uomo goffamente indaffarato ed un ambiente sicuramente tanto uguale alle loro abitazioni.
Eppure, ciò che raccontavano stupivano i loro vicini; è come se noi, al ritorno dalla Messa di Natale, ai nostri amici, ai nostri parenti, al passante che incontriamo per via, riuscissimo a trasmettere la bellezza di quello che abbiamo appena vissuto: la contemplazione del suo Volto.
I pastori, già attirati dalla grande luce che avvolgeva la grotta, avranno visto sul Volto di quel bambinello una luce ancora più speciale.
Come sarebbe stato importante se quella stessa luce fosse rimasta, dopo la Messa di Natale, anche sui nostri volti! E sarebbe stato possibile perché Gesù era là, e lo è ancora, nel tabernacolo.

sabato 24 dicembre 2016

DALLA NOTTE AL GIORNO



SANTO NATALE 2016

Sacra Famiglia - Chiesa Madonna degli Angeli
In quella notte non c’erano lampioni, insegne luminose, luminarie, fari di macchine, bagliori dalle finestre, tutto era buio, solo qualche lume in movimento, magari quello di Giuseppe che correva a cercare una levatrice, e qualche riverbero di fuoco dei bivacchi allestiti dai pastori erranti della zona.
All’improvviso: “…acclami il Signore tutta la terra, gridate, esultate, cantate inni.” (Salmo 97). Ma cosa acclama, chi acclama e ancora: “…gioiscano i cieli, esulti la terra, risuoni il mare e quanto racchiude.” (Salmo 95).
Cos’è questo frastuono che sconvolge tutta la terra in quella notte buia?
Neppure le sentinelle ci capiscono qualcosa: “…una voce! le tue sentinelle alzano la voce, insieme esultano poiché vedono con gli occhi il ritorno del Signore” (Isaia 52,7-10).
E il Signore va ad abitare in quel tugurio, in quella campagna abbandonata con un giaciglio sufficiente per un piccolo bambino appena nato.
Lo stupore è grande perché: “…perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio…e il suo nome sarà…Padre per sempre, Principe della Pace.” (Isaia 9,1-6).
Cioè un bambino che nasce ed è già Padre per sempre e scopriremo che lo è sempre stato.
Ascoltiamo, infatti, il Vangelo di Giovanni: “…Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In Lui era la vita e la vita era la luce del mondo.”

sabato 17 dicembre 2016

EMMANUELE, DIO CON NOI



Quarta domenica di Avvento
Oggi metto in evidenza che nelle letture proclamate ci sono tre persone:
una donna    : Maria
un uomo       : Giuseppe
un bambino : Gesù
Maria e Giuseppe sono sposati e sono i genitori di Gesù, formano una famiglia, questa è la famiglia che ci indica il Buon Dio. Chiaro e semplice, non ve ne possono essere di altro tipo perché Lui ha voluto e vuole così.
Poteva “discendere” sulla terra in mille modi, ma ha scelto, quella famiglia, il luogo dell’amore per eccellenza. Lo si tenga ben presente, sempre: in chiesa, nelle case, sul lavoro, nel sociale, in politica. 
Chi tradisce questa verità e si prodiga per altri generi di famiglia è fuori da quel progetto, si pone in stato di peccato grave.
Detto questo, lasciamoci trasportare dalla narrazione che inizia con il profeta Isaia: “…ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele”.
Già la precisione “concepirà” la dice tutta sulla vita di quel figlio la cui vita inizia, quindi, non con il parto, ma con il suo concepimento. Giusto per ribadire che la vita è così e bloccarla prima del parto significa uccisione, cioè atto delittuoso.

sabato 10 dicembre 2016

IL PIU’ PICCOLO E IL PIU’ GRANDE


Terza Domenica di Avvento
Cerchiamo di rispondere a: “…che cosa siete venuti a vedere? un profeta?...” quando domenica prossima andremo a Messa. Che cosa andiamo cercando, entrando quasi di soppiatto nelle nostre chiese, ci segnamo, magari frettolosamente e ci sediamo a capo chino, guardando a destra e a sinistra di sottecchi, in attesa che suoni la campanella d’ingresso del celebrante.
Cerchiamo sempre e solo Lui, il Gesù Eucaristico che si trova nel tabernacolo ed allora riconosceremo come amici e fratelli tutti coloro che ci parlano di Lui: il sacerdote, il diacono, i ministranti, i lettori e i profeti di cui sentiremo parlare nelle letture che verranno proclamate.

sabato 3 dicembre 2016

LA SCURE



Seconda Domenica di Avvento
Oggi appare sulla scena Giovanni Battista, il cugino di Gesù, colui, che al sentirne la vicinanza, già nel grembo di sua madre Elisabetta, esultò di gioia. Due bimbi che s’incontrano per la prima ed unica volta ancora prima di nascere.
Un incontro fondamentale per il precursore Giovanni, che prepara la strada alla venuta fra la gente del Messia: “…già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco…” (Vangelo).
Giovanni non teme, vive nel deserto, ma sa bene ciò che alberga nei cuori degli uomini e li invita a cambiare vita, battezzandoli nell’acqua. Non teme i potenti, urla pubblicamente l’invito a convertirsi, a rinunciare alla condizione di peccato, perché è giunto il momento di tagliare alla radice il male.