venerdì 24 maggio 2019

LA DIMORA DI DIO

Sesta  Domenica di Pasqua (Anno C)
I Vangeli non raccontano quasi niente della vita di Gesù prima del suo ministero pubblico. E’, però,
facile intuire che i suoi anni sono trascorsi all’interno di una famiglia, quella costituita da sua madre Maria e da suo padre Giuseppe, nel contesto di una comunità parentale e di un tessuto sociale ben ordinato e strutturato. In sostanza la prima dimora dove Dio ha voluto testimoniare la sua incarnazione è la famiglia. Un luogo primario per sviluppare la logica dell’accoglienza, della cura, della protezione, dell’accompagnamento. Si capisce perché è in questo luogo che il figlio dell’uomo trova il giusto modo per venire al mondo. Senza la famiglia c’è il rischio che alla prima difficoltà il figlio diventi un peso, un costo, un impedimento.

mercoledì 22 maggio 2019

PERCORSO VITA

OTTAVO MESE 
Ecco, io faccio nuove tutte le cose" (Ap 21,5).
ALLORA..NON SONO NATO INVANO


Cimitero dei Bimbi non nati al Laurentino di Roma
Mi chiamo Gabriele  Francesco.
Sono nato a Novara l’11 aprile 2013. Sono morto lo stesso giorno in cui sono nato. Adesso tutti starete pensando che mamma e papà non si sono comportati bene: in effetti mi hanno lasciato solo, sotto un cavalcavia, con indosso pochi stracci e senza un biberon nei paraggi.
Ma io non mi permetto di giudicarli.

sabato 18 maggio 2019

TUTTE LE COSE NUOVE


Quinta Domenica di Pasqua (Anno C)
Forse alcuni di coloro che avevano salutato la svolta del Concilio Vaticano II come un modo concreto e nuovo di adeguarsi ai cambiamenti del mondo si rifacevano, molto probabilmente al breve passaggio del Libro dell’Apocalisse:
“…e colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose.”

sabato 11 maggio 2019

FINO ALL’ULTIMA CIMA


Quarta Domenica di Pasqua(Anno C)

In questa seconda domenica di maggio viene laicamente festeggiata la figura della mamma. Fiori, dolci, pensierini, spettacoli nelle scuole primarie (o almeno, una volta si tenevano) per ogni mamma sono ingredienti necessari per un bell’appuntamento che ogni volta ridisegna la figura della madre. Non a caso cade nel mese di maggio, il mese per eccellenza che la Chiesa dedica alla Madre di Dio e Madre nostra. Speciale culla della Vita che porta alla salvezza di tutto il genere umano. Ben si adatta, quindi, quel versetto degli Atti degli Apostoli:
“…io ti ho posto per essere luce delle genti perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra.”
In questo momento storico in cui le tenebre avvolgono anche la Chiesa, giusto la Madonna è, ancora, luce per tutti noi. La salvezza che ha portato, per nove mesi, è stata Gesù Cristo. La devozione che in tutto il mondo, in tutti i Santuari a Lei dedicati, le viene riservata è il pass per arrivare a Gesù, lo sappiamo bene.

domenica 28 aprile 2019

La Vita Nel Suo Nome


Seconda Domenica di Pasqua 
(Divina Misericordia) Anno C

E’ tempo di crisi nella cattolicità, più di 300 milioni di cristiani vivono in luoghi dove sono minacciati per la loro fede e altri, come noi, che vivono in zone libere, sono vilipesi, disprezzati, derisi, emarginati. E’ una situazione, ormai, fuori controllo e, nonostante gli ultimi avvenimenti inequivocabilmente raccontino una realtà tragica, chi dovrebbe guidare e fortificare il popolo di Dio, si volta verso altri indirizzi. L’eresia serpeggia ed allora non rimane che pregare con il Salmo: …è meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo. E’ meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti.” (Salmo 117).  E se ci si rifugia evidentemente si rende necessario entrare in luoghi riparati, protetti, ma neppure le chiese sono risparmiate dalla distruzione fisica.

venerdì 19 aprile 2019

Domenica di Pasqua

Pasqua di Resurrezione
Due giganti della fede ci "fanno gli auguri di una Santa Pasqua" evidenziando ognuno i tratti caratteristici che dobbiamo avere perchè la Festa della vittoria della Vita sulla morte sia per tutti noi l'inizio e la speranza di una vita nuova.
Don Tonino Bello:
Cari amici, come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!
Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace! Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: “coraggio”!
La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. 
La Risurrezione. Non la distruzione. Non la catastrofe….. Non la fine….”Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi. Coraggio, disoccupati. Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati. …..Coraggio, fratelli che il peccato ha intristito, che la debolezza ha infangato, che la povertà morale ha avvilito. Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga, non c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che non rotoli via. Auguri. La luce e la speranza allarghino le feritoie della vostra prigione........La strada vi venga sempre dinanzi e il vento vi soffi alle spalle e la rugiada bagni sempre l’erba cui poggiate i passi. E il sorriso brilli sempre sul vostro volto. E il pianto che spunta sui vostri occhi sia solo pianto di felicità. E qualora dovesse trattarsi di lacrime di amarezza e di dolore, ci sia sempre qualcuno pronto ad asciugarvele. Il sole entri a brillare prepotentemente nella vostra casa, a portare tanta luce, tanta speranza e tanto calore. 

(Don Tonino Bello)

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Don Enzo Boschetti:

Questo brano di Vangelo ci fa comprendere l’amore che Maria  portava nel cuore per Gesù. Non pensa, come tanti altri, che tutto sia finito, che non vale la pena di rischiare, che si è sbagliata.  Con il coraggio dell’amore questa donna non vuole rassegnarsi, si mette in cammino, facendo credito all’amore più che alla ragione o alla paura.......
Per trovare il Signore bisogna rischiare
, sfidando i benpensanti. Occorre coraggio perché senza di questo non è possibile trovare né il risorto, né la vocazione, la gioia, la pace. Lui lo troveremo sempre dove non pensiamo e dove gli altri non lo cercano. Anche questa verità fa parte del paradosso del Vangelo.
Mai come in questo momento sono vere le parole del Signore: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. Il Vangelo è una conferma di questi tempi nuovi che vengono inaugurati per non finire più. Il tempo del sepolcro, del silenzio, del buio è finito e inizierà un’esperienza nuova se anche per noi ci sarà il coraggio di lasciare il sepolcro e uscire dal male della nostra tiepidezza per lasciarci folgorare dalla Grazia della Pasqua, giorno di festa per eccellenza.
La Madonna, che è rimasta fedele a Gesù fino all’ultimo, dia anche a noi il senso della fedeltà per non sciupare e manomettere quanto lei corredentrice ci ha meritato.
Ci faccia capire che il modo di vivere la Pasqua deve essere totalmente gioioso ed esplosivo da diventare annuncio per i fratelli.

(Don Enzo Boschetti)

sabato 13 aprile 2019

IL PERDONO DEL SIGNORE


Domenica delle Palme e 
della Passione del Signore (Anno C) 
Questa è la domenica della gioia e del dolore. E’ evidente che l’entusiasmo animato dai rami d’ulivo benedetti, alti sulle nostre teste, delle palme riccamente addobbate, mette in cuore una gioia, quasi segreta, che si trasforma in soddisfazione quando si appende il ramo d’olivo sulla porta e sul quadro della Sacra Famiglia. Questo stato d’animo spinge in secondo piano tutto il racconto della Passione di nostro Signore Gesù Cristo, tanto lungo e, a volte, non ben coordinato nella lettura per l’interpretazione dei vari personaggi protagonisti nei vari passaggi del Vangelo. Tanto lungo che, spesso, l’omelia è costretta in poche battute. Ciò non toglie che una breve riflessione non possa aiutare nella comprensione e nella condivisione, lasciandosi catturare dagli episodi e dalla contemplazione di quanto ha dovuto e voluto subire Gesù Cristo per amore nostro. Come quando già inchiodato sulla croce, Gesù dice le prime parole:“…Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno…” (Vangelo di Luca)
Ho trovato questo pensiero di Enrico Impalà che ricorda di “non dimenticarti che sarai salvato da un “ti perdono”, da un “non ti preoccupare”, da un “ti amo”. Potresti ancora non voler capire, chiudere ogni canale comunicativo, infastidirti per l’amore non meritato. E’ una tua scelta. Non incolpare nessun altro. Lasciati amare.”
E’ questo il problema: “lasciarsi amare”.

venerdì 5 aprile 2019

LA NUOVA DOTTRINA


Quinta Domenica di Quaresima (Anno C)
Osservando fotogrammi dei cortei come quello organizzato per contrapporsi al XIII Congresso Internazionale della Famiglia, recentemente svoltosi a Verona, si rimane allibiti per i cartelli che vengono esibiti. A parte gli atteggiamenti che già dicono di suo, si capisce che quelle frasi, quegli slogan, quelle porcate scritte sono segni di una ignoranza siderale. Essendo per la maggior parte giovani, è evidente che nella loro infanzia non hanno ricevuto un’educazione degna, ma neppure un insegnamento di quella sana dottrina necessaria per comprendere la religione ed il rispetto per essa:
“…Egli sedette e si mise ad insegnare…Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra…e chinatosi di nuovo, scriveva per terra…allora Gesù si alzò e le disse…” (dal Vangelo di Giovanni)

sabato 30 marzo 2019

LA LIBERTA’ DEI FIGLI


Quarta Domenica di Quaresima (Anno C)
Il Padre della famosa parabola del figliol prodigo, com’era detta una volta, riconosce ai suoi figli il diritto alla libertà e non solo a parole, ma nei fatti. Un uomo così ricco e sicuro di sé non avrebbe avuto alcuna difficoltà ad incaricare un suo servo di seguire passo passo il figlio scapestrato, tanto più che ben sapeva della supponenza del figlio minore. Per amore, viene da dire, avrebbe dovuto fare così, se non altro, per proteggerlo, ma era giusto che cominciasse a camminare con le sue gambe. Un po' come per il popolo d’Israele, come ci viene raccontato nel Libro di Giosuè:
“…e a partire dal giorno seguente, come ebbero mangiato i prodotti della terra, la manna cessò.”

sabato 9 marzo 2019

LA CESTA DELLE PRIMIZIE


Prima Domenica di Quaresima (Anno C)

Leggendo e ascoltando attentamente la Parola di questa prima domenica di Quaresima emerge con evidenza il ripetersi dell’espressione “Signore, tuo Dio”. Come ad indicare un rapporto personale, quasi preferenziale che siamo invitati a tenere con colui che è il Creatore della vita. Nel momento e nell’ora in cui ci accorgiamo di non essere, ciascuno di noi, un frutto del caso, da quell’istante sentiamo di non essere più soli, cogliamo una presenza potente dentro di noi che ci mette in movimento, che ci fa cercare la sorgente della nostra esistenza. Che ci porta all’ascolto di questa Parola cui rendiamo grazie per la gioia che ci dona, per le prospettive che si aprono davanti a noi: essere figli di Dio, cui tutto dobbiamo. Questa consapevolezza fa sì che ci sforziamo di offrire a nostra volta tutte le nostre primizie:
“…le deporrai davanti al Signore, tuo Dio, e ti prostrerai al Signore, tuo Dio.” (dal Libro del Deuteronomio”

sabato 2 marzo 2019

IL FRUTTO DELL’ALBERO


Ottava Domenica T.O.(Anno C)
Dai “quaderni spirituali” del beato Alberto Marvelli traggo lo scritto che spiega come “se un uomo è accecato, è stolto se afferma che non c’è il sole; così se uno non crede, è stolto a dire che Dio non esiste”. Questo pensiero è molto ben supportato dal Salmo: “…Come sono grandi le tue opere, Signore, quanto profondi i tuoi pensieri! L’uomo insensato non li conosce e lo stolto non li capisce.” Mi ha colpito l’inquadramento dell’uomo stolto che siccome non capisce la grandiosità della creazione, non vi riconosce la paternità del Signore. Vive, o meglio, si ostina a vivere come il “buon selvaggio” incurante del come nasce, cresce, si sviluppa la propria esistenza. Tutt’al più tenterà di dissimulare quella condizione con concetti filosofici e pure astrusi principi morali. Per smascherare questa impostazione è sufficiente il breve passaggio tratto dal Siracide: “…Il frutto dimostra come è coltivato l’albero, così la parola rivela i pensieri del cuore.”

sabato 23 febbraio 2019

LA GRATITUDINE DOVUTA


Settima Domenica T.O. (Anno C)
La gratitudine non è una moneta molto in voga, anzi direi che è ormai fuori corso. Puoi fare tutto il bene del mondo, ma il giorno dopo è già dimenticato. Al punto che ti domandi se ne è valsa la pena. Secondo il Signore che parla attraverso il Salmo non ci possono essere tentennamenti:
“…Egli perdona tutte le colpe, guarisce tutte le tue infermità, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bontà e misericordia, sazia di bene la tua vecchiaia, si rinnova come aquila la tua giovinezza.” (dal Salmo 102)
Non solo non si aspetta la tua gratitudine, ma ti mette pure nelle condizioni di vivere ancora meglio. Lui perdona, guarisce, salva, circonda, sazia, rinnova. Tutti verbi che denotano un movimento verso ciascuno di noi.

sabato 16 febbraio 2019

BEATITUDINI E GUAI


Sesta Domenica T.O.(Anno C)
Mi piace andare a vedere vecchi film in bianco e nero dove, non di rado, vi è la classica scena del parroco che dall’alto del pulpito sferza i fedeli presenti con una sfilza di improperi conditi dal “Guai a voi…” di evangelica memoria:
“…guai a voi (ripetuto 4 volte) ricchi…che ora siete sazi…che ora ridete…quando tutti gli uomini diranno bene di voi…”.
Basta immaginarsi la grinta di un Don Camillo per farsene un’idea.
Succede anche oggi, può essere un mantra, di sentirsi dire tutto il male del mondo, ma in fin dei conti i soggetti accusati sono quelli che in chiesa non ci sono. A quelli presenti bisognerebbe, invece, decantare il Salmo:“…Beato l’uomo che…nella legge del Signore trova la sua gioia, la sua legge medita giorno e notte. E’ come un albero piantato lungo corsi d’acqua.”

sabato 9 febbraio 2019

A MENO CHE


Quinta Domenica T.O.(Anno C)
Gli sposi si giurano fedeltà e amore per sempre, a meno che…non si può mai sapere. Per carità la vita va sempre accolta, io sono contro l’aborto, a meno che…se fosse down o altro, non si sa mai.
Per credere si può anche dire qualche preghiera ogni tanto, si può anche andare qualche volta in chiesa, a meno che…:
“…vi proclamo poi, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano.” (dalla Prima Lettera ai Corinti)
Viene il dubbio al tramonto della vita, nell’osservare alcuni segni dei tempi, per quanto riguarda proprio la Chiesa Cattolica, che lo sconforto di San Paolo trovi conferma anche per molti di noi: “A meno che non abbiate creduto invano”.

venerdì 25 gennaio 2019

LA DOMENICA DEL SIGNORE


Terza Domenica T.O.(Anno C)
Mi viene in mente quella canzone che diceva: “domenica è sempre domenica, si sveglia la città con le campane…”, famosa ai tempi del “Musichiere”, mentre si soffermano gioiose immagini di persone che vanno verso la chiesa per la Messa. Poi mi scuoto e rileggo le Parole di Neemia:
“…questo giorno è consacrato al Signore, non fate lutto e non piangete.”
E’ bastata una generazione per rendere la domenica il giorno del consumo, dello svago, dello sballo. Tranquilli, al lutto chi ci pensa più, a maggior ragione il piangere è da escludere per lasciar posto ad un divertimento solo fine a sé stesso. Al Signore, al giorno a Lui consacrato non ci pensa quasi più nessuno. La creazione, però, quella non molla e continua a richiamare, con le sue meraviglie, alla contemplazione del creato quale opera di Dio:
“…i cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani il firmamento. Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia.” (dal Salmo)

sabato 5 gennaio 2019

LA STELLA DEL MISERO


Epifania del Signore 
Conosciamo bene la storia della stella cometa, che apparsa ai re magi a tempo debito, permette loro di arrivare al cospetto del Re dei re, così come ci viene narrato dai Vangeli. E’ una stella importante e giustamente viene messa in rilievo anche nei presepi e nei racconti favolistici che ci offrono quell’alone di mistero e di magia che tanto affascinano la nostra fantasia. C’è invece una stella, ancora più lucente, che brilla in eterno per indicare la vera strada a tutti gli uomini, soprattutto i più bisognosi:
“…perché egli libererà il misero che invoca e il povero che non trova aiuto. Abbia pietà del debole e del misero e salvi la vita dei miseri. (dal Salmo 71)
Questa stella si manifesta su una culla di paglia, nelle sembianze di un neonato, ed attira a sé proprio i più miseri fra gli uomini, quelli che non si vantano delle proprie ricchezze e del proprio potere, quelli che non bestemmiano il cielo per la loro condizione di vita, quelli, insomma che sanno mettersi in viaggio, si direbbe oggi, in gioco, indipendentemente dal luogo di partenza. Sono miseri perché si fidano, come i pastori, sono miseri perché offrono ciò che hanno, come i Re Magi, sono miseri perché sanno rispondere alla chiamata:
“…le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo ed ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo.” (dalla Lettera agli Efesini)