Pagine

sabato 28 ottobre 2017

SCAVALCARE LE MURA



XXX Domenica T.O.(Anno A)
Da bambino i muri dell’oratorio erano da scavalcare per andare a recuperare il pallone, erano da scalare per sedervisi a cavalcioni, un sacchetto di patatine in mano, e gustarsi la partita dei “grandi”. Il muro era la nostra protezione e nello stesso tempo  l’ansia dell’oltre, di un orizzonte che si apriva alle nostre fantasie. Anche adesso il muro ci offre quel senso di protezione, eppure sappiamo che dietro a quelle mura ci sta il mondo cui si deve portare la Parola di Dio: “…Signore, tu dai luce alla mia lampada, il mio Dio rischiara le mie tenebre. Con te mi getterò nella mischia, con il mio Dio scavalcherò le mura.” (Salmo)

giovedì 26 ottobre 2017

VIGEVANO, CULLA PER I NEONATI ABBANDONATI



Il Centro di Aiuto alla Vita Lomellino realizza la versione moderna della “ruota degli esposti” e chiede contributi.
Anche a Vigevano sarà realizzata la culla per la vita, il successore in chiave moderna della “ruota degli esposti” che nei secoli scorsi evitava pericolosi abbandoni di neonati, consegnandone le sorti a conventi e chiese. A realizzarla sarà il Centro di Aiuto alla Vita Lomellino, che ha sede in via Madonna degli Angeli, nei pressi dell’omonima chiesa.
NOVE MESI PER LA VITA 
CHIESA MADONNA DEGLI ANGELI
DOMENICA 29 OTTOBRE  ore 16,00 
Domenica 29 Ottobre alle ore 16,00 alla Chiesa della Madonna degli Angeli riprende  l'impegno dei "Nove mesi per la Vita". 
Appuntamento che da anni ci accompagna  per nove mesi, da Ottobre a Giugno ogni ultima domenica del mese quasi a scandire con la preghiera il periodo che il bambino compie verso il grande traguardo della nascita.
E' il ritrovarsi per un momento  di preghiera specifico per la Vita.
 
 Il titolo, "Nove mesi per la Vita", richiama sia il tempo dello sviluppo nel seno materno dal concepimento alla nascita, sia l'approfondimento di un tema con "la vita" al centro  per tutti i "nove mesi" del suo percorso verso la nascita.  

martedì 24 ottobre 2017

LIGONDE – MELIDE 12 Agosto 2010 XXVIII tappa

Seguire le impronte di Cristo per capire come accogliere chi cade, chi si ferma per la strada, chi “non è amato, non voluto, dimenticato, perché la grande povertà è il frutto del rifiuto.” (Madre Teresa di Calcutta), perché, quando si è stanchi e i passi sono pesanti, ci sia sempre qualcuno che tenda la mano e quella di Cristo potrà essere la tua.
Lasciamo quella piccola comunità di Ligonde abbastanza presto, ma non tanto, perché la colazione è già pronta e ne approfittiamo. La giornata si preannuncia serena e nella frescura dell’alba si cammina proprio bene. La strada si stende con una docilità complice per il godimento di ogni angolo, ogni curva, ogni discesa, anche ogni salita, con scorci d’infinito che assumono tutti i colori dell’iride. Come non essere felici? Quando, poi, si guarda avanti con a fianco la persona che più ami?

sabato 21 ottobre 2017

LA MONETA DI CESARE



Domenica XXIX T.O. (Anno A)
Quentin Massys, Il bancario e sua moglie (part.) 1514,Louvre, Parigi
La prima cosa che chiediamo quando veniamo a conoscenza di una nascita: il nome!
Senza quello non riusciamo a capire quale sarà il ruolo che questo nuovo individuo avrà nell’esistenza che ci circonda. Senza neanche volerlo gli diamo subito un suo carattere, una sua visibilità, una sua importanza.
E’ quello che ha fatto il Signore con noi secondo il profeta Isaia:
“…io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca, Io sono il Signore…ti renderò pronto all’azione perché sappiano che non c’è nulla fuori di me.”

sabato 14 ottobre 2017

L’ABITO DI NOZZE



Domenica XXVIII T.O. (Anno A)
Quando si dice “l’abito della domenica” è evidente il riferimento al fatto che alla Casa di Dio si accede in modo degno e decoroso. E’ vero che si può vestire di stracci ed essere nella grazia di Dio perché lui, e solo lui, vede lo splendore della fede che anima l’interiorità e la spiritualità di ciascuno, ma è anche vero che la bellezza, nel limite delle possibilità, va esaltata. E’ un modo per ricambiare il dono della bellezza della vita da parte del Creatore.
Pare di sentire l’Apostolo Paolo ai Filippesi:
“…il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.”

mercoledì 11 ottobre 2017

MORGADE – LIGONDE 11 Agosto 2010 XXVII tappa

“Abbiamo tutti bisogno di un viaggio, non per “vacanza” (cioè per fare vuoto attorno a noi), ma per trovare noi stessi. Tutti bisognosi di un cielo sulla testa e di una strada sotto i piedi” (Luigi Maria Epicoco)
 
Ci stacchiamo presto dalla porta di Morgade, alle 6,00, rinunciamo alla colazione che sarebbe stata servita troppo tardi,  e procediamo spediti fino al primo bar aperto che incontriamo. Consueta sosta con tanto di preghiera presso il primo “cruceiro” che si profila all’orizzonte, e se ne incontrano parecchi, il più interessante e caratteristico (del 1670)  lo ammiriamo a Lamerinos.

venerdì 6 ottobre 2017

LA VIGNA E I VIGNAIOLI

Domenica XXVII T.O. (Anno A)
Di solito in questi giorni d’autunno s’inforca la bicicletta e si va per vigne che nel nostro territorio non mancano. Anzi, c’è proprio una cultura, sostenuta anche da un altro aspetto territoriale che è quello delle “casotte”. Con calma, fermandosi davanti ai cancelli si può verificare se quella o quell’altra vigna sia ben tenuta o malandata. Complice l’aria già cosparsa di nebbioline, infiltrate da tiepidi raggi di sole, si riesce a godere di queste immagini tanto utilizzate nei vangeli. Si capisce questo ritorno insistito sulla vite, sulla vigna, sui lavoratori che vi vengono mandati. La vigna come luogo che richiama il Regno di Dio, la vite che accende la figura del Figlio, gli operai che interpellano tutti i chiamati, a cominciare da noi che ancora oggi abbiamo la responsabilità di custodire quanto ci è stato dato in eredità. Viene da domandarsi se lo facciamo con adeguata preoccupazione o se, invece, ne approfittiamo e cerchiamo di accaparrare solo i frutti a maturazione, senza nulla aggiungere di nostro per la crescita e lo sviluppo della vigna che abbiamo in custodia.
Forse l’ammonimento del Salmo fa al caso nostro:
“…perché hai aperto brecce nella sua cinta e ne fa vendemmia ogni passante? La devasta il cinghiale del bosco e vi pascolano le bestie della campagna” (vers.13-14).
Abbiamo abbassato la guardia, in parte desacralizzato le chiese, le riforme degli ultimi cinquant’anni hanno fiaccato spiriti e liturgie ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Possiamo trovare corrispondenza anche in alcuni versetti tratti dal libro del profeta Isaia:
“…Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi”.