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domenica 27 dicembre 2015

UNA FAMIGLIA NORMALE

Anna chiede e prega Dio per avere un figlio e dopo aver ottenuto la Grazia del concepimento di Samuele è pronta a ridonare la vita. Maria, con Giuseppe, domanda a Gesù perché si è attardato   per fermarsi a Gerusalemme senza neanche avvertirli, lasciandoli così nell’angoscia. La risposta ottenuta non la capiscono nell’immediato, ma ritornati a Nazaret… "Maria custodiva tutte queste cose nel suo cuore". Serbava, cioè, la vita di una famiglia normale, un padre, una madre e un figlio (sì, ammettiamolo, loro un po’ speciali lo sono) in cui si vede quest’ultimo… "crescere in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini". Che impara a lavorare per guadagnarsi il pane quotidiano, che impara a studiare per prepararsi alla missione, che testimonia con semplicità che si sta bene in una famiglia normale.
E’ così difficile pensarlo? e riconoscere una famiglia come quella di Nazaret valida per tutti e per sempre? E’ così difficile immaginare di proteggerla sapendo che così si protegge il futuro del paese, del villaggio, della nazione, dell’umanità?

mercoledì 23 dicembre 2015

FAVOLA DI NATALE



In un paese piccolo, piccolo, come tanti paesi dalle nostre parti, si nasce, si cresce, si mette famiglia, si lavora e si costruisce il piccolo mondo fatto di case, officine, casolari, con i campanili che svettano  a protezione di una comunità che crede ancora nella Misericordia di Dio e si fa suo tramite per tutti e con tutti. E’ un paese tanto piccolo nei confronti della città, dove pochi comandano come devono vivere tutti i sudditi, anche quelli che stanno nei paesini. E così, ad un certo punto, anche sul loro piccolo ospedale la legge arrivò con medici ed infermieri pronti ad uccidere i più piccoli bambini ancora nella pancia delle loro madri.
Lo choc fu grande, tutto si offuscò, niente era più sicuro, le campane s’incrinarono e la gente cominciò a pensare sempre più a sé stessa. E tutto divenne più povero, nonostante si stia sempre più bene: si mangia, si beve, si è vestiti a buon punto, c’è casa, calda e con tutti i confort. La chiesa, sempre meno frequentata, non è più il luogo che unisce, non ci si sposa più e di figli manco a parlarne. Viene quasi voglia di sospirare…”gigante pensaci Tu…” E così avviene, il gigante si mette nei panni di una donna, madre di famiglia, felicemente sposata, che raccoglie attorno a sé un “piccolo resto” e costituisce il “Centro di Accoglienza alla Vita”. Dice: “da oggi non c’é solo la legge e l’ospedale, c’è anche la Legge di Dio Padre, che ci ricorda come dobbiamo riprendere a vivere”. Non basta, questo gigante, si ricorda pure dell’ammonimento…”tutto quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”…e poi, è Natale, cosa possiamo fare perché non ci sia più un bimbo non accolto? Pensa e ripensa, finché, davanti al presepe con la sua mangiatoia, il bambino suggerisce l’idea di una “culla per la vita”. Così, nel giro di poco tempo, proprio davanti al famigerato ospedale viene benedetta la “culla” e nel paese ritorna la speranza. Una luce si è accesa, le tenebre si attenuano, per un giorno si gioisce, le opere di misericordia tornano a fiorire per il bene di quel piccolo, piccolo paese. 

digiemme

martedì 22 dicembre 2015

Nove Mesi per la Vita - Chiesa Madonna degli Angeli - 27 Dicembre


Domenica 27 Dicembre 2015 alle ore 16,00 preghiamo per la vita e per le mamme in attesa; è il terzo appuntamento dei "Nove mesi per la Vita" che attraverso tutte le ultime domeniche di ogni mese ci accompagnerà fino a Giugno 2016.
- Per pregare insieme e adorare il Signore della Vita,
- per proporre e trovare un momento di preghiera mirato sulla Vita,
- per avere l'occasione di ascoltare temi e argomenti legati alla vita.
Iniziativa di preghiera "Nove mesi per la Vita" che richiama sia il periodo dello sviluppo nel seno materno, dal concepimento alla nascita, sia l'approfondimento di un tema con "la vita" al centro  per i "nove mesi" del suo percorso verso la nascita.Quest'anno l'argomento è la "misericordia" sulla scia della proclamazione del Giubileo della Misericordia da parte di Papa Francesco, sviluppando mensilmente un percorso attraverso le Opere di Misericordia corporali e spirituali richiamandole con un testo della Parola e mettendole in relazione con un fatto o un commento
Parte centrale dell'incontro è l'Adorazione di Gesù Eucarestia, seguito dall'invocazione a Santa Gianna Beretta Molla protettrice di tutte le mamme in attesa, lei che ha saputo donare la sua vita per quella della sua bambina, e dalla preghiera e benedizione per le mamme in attesa presenti, ricordando anche le mamme che non possono esserci e soprattutto nel ricordo dei bambini ai quali non è stato permesso di nascere.

domenica 20 dicembre 2015

LA VIGNA DI BETLEMME



Durante i pellegrinaggi a Santiago e a Roma a piedi, sul “cammino francese” o sulla Via Francigena, mi è capitato spesso di fiancheggiare delle vigne, in alcuni posti, anche di passarvi dentro e ho visto come sono ben curate, come la buona vite e il buon vino non siano frutto della spontanea natura, bensì il risultato del lavoro e della mano dell’uomo. Perciò, ben capisco cosa vuole dire il salmista quando si domanda perché sono state aperte brecce nella cinta della vigna e ogni passante può tranquillamente vendemmiare.

sabato 19 dicembre 2015

DIARIO DI UN PELLEGRINO: IN PARTENZA....ZAINO IN SPALLA E…VIA

In realtà di zaino in spalla nel vero senso della parola, quel giorno, il 5 agosto 2007, manco a parlarne. Si sa, l’aspirazione massima per un pellegrino è d’iniziare il suo cammino dalla porta di casa, ma non è così quasi mai. Infatti, anche noi, e pure negli anni a venire, mani sul volante…e via.
Per arrivare ai piedi dei Pirenei, a Saint Jean Pied de Port, singolare paese basco, crocevia del “Cammino Francese”. Così è, infatti, chiamato il percorso, il più praticato, che anche noi vogliamo intraprendere per arrivare a Santiago de Compostela.
Dicevo che in dodici abbiamo risposto alla proposta del pellegrinaggio. E’ doverosa una breve presentazione.

sabato 12 dicembre 2015

L'ACQUA E IL FUOCO

Culla per la Vita - Giaveno(To)

Siamo esortati a non lasciarci cadere le braccia dal profeta Sofonia, eppure quando la delusione è cocente, quando lo sconforto è pressoché costante, è cosa umana lasciarsi andare. Chiudersi a riccio diventa una conseguenza, nonostante l’invito a “non temere”.
Come si fa ad essere sempre lieti (Paolo ai filippesi) guardando al panorama che ci circonda: un mondo in mano a parassiti, una Chiesa quasi senza Cristo, una giustizia che si scioglie nella “misericordia”, la famiglia, quella fondata sul Matrimonio tra un uomo e una donna, che si è ormai sciolta, valori che sono sempre più negoziabili in una morale liquida che più relativa non si può; ecco, come si può essere lieti?

venerdì 4 dicembre 2015

CAMBIARE IL DESERTO

Lui ha fatto grandi cose per noi…lo cantiamo spesso nelle nostre liturgie, sulla falsariga del Salmo. Anche i deserti rientrano in questa logica creativa: sono il luogo del silenzio dove veramente la voce di uno che grida si può sentire all’infinito come un’eco che rimbalza da uomo a uomo, da popolo a popolo; sono il luogo degli spazi illimitati, dove s’ intravedono in modo netto i sentieri che più dritti non si può, ma che non portano da nessuna parte se non sono preparati come vie del Signore, e noi siamo gli stradini.
Sta a vedere se siamo veramente capaci nel preparare una pavimentazione adeguata (quale catechesi?), un drenaggio perfetto (per non impantanarsi nelle eresie), una segnaletica precisa (il famoso discernimento?) per indicare l’orizzonte (finalmente) del Paradiso.

giovedì 3 dicembre 2015

DIARIO DI UN PELLEGRINO: VENGO ANCH’IO A PIEDI! NO, IO NO! MA PERCHE'??


Gaetano, socio fondatore del Centro di Aiuto alla Vita, ci confida in questo diario di percorso, pensieri, considerazioni, sensazioni che lo hanno accompagnato nel "Cammino di Santiago".

Perché andare in pellegrinaggio a piedi, oggi, nell’era degli spostamenti sempre più veloci, sempre più comodi, al punto che tutto il mondo è veramente diventato il “mio piccolo villaggio?
E’ una domanda, più o meno in questa sintassi, che viene posta a chi si appresta, zaino in spalla, ad andare…lontano, lontano, con una meta ben precisa, Roma, Santiago de Compostela o Gerusalemme che sia.
Il succo di una mia eventuale risposta è: la Fede. Lo scopo è la Fede. Il fine è la conferma nella Fede. Per me non c’è altro.