sabato 15 febbraio 2020

L’OFFERTA E IL DONO

VI Domenica T.O. (Anno A)

va prima riconciliati con tuo fratello, poi torna ad offrire il tuo dono
Quando al momento dell’offertorio vengono portati il pane ed il vino sappiamo che questi saranno, dopo la consacrazione, il corpo ed il sangue di Gesù Cristo. Lo crediamo per fede, lo sappiamo per grazia. E’ l’offerta della sua vita terrena che nel sacrificio e nella passione trova la giustificazione per la salvezza degli uomini, per ogni singola creatura che la magnificenza di Dio Creatore vuole per sé.
Mi domandavo: noi, invece, di nostro, cosa portiamo all’offertorio? Mi rispondeva il ritornello di un canto di qualche anno fa: “Io ti offro la mia vita, o mio Signore, io ti offro tutto di me, tutto di me, tutto di me, tutto di me…” E mi sentivo trasportato, pronto a gustare quel momento liturgico propedeutico alla Consacrazione. Ma per meglio capire l’importanza di quella liturgia riascolto la Parola di Gesù:
“…se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia il tuo dono davanti all’altare, va prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono…” (dal Vangelo di Matteo).

sabato 8 febbraio 2020

I PRECETTI DEL SIGNORE


Quinta Domenica T.O. (Anno A)
A me piace l’umiltà di San Paolo. Pur essendo un uomo importante, cittadino romano, istruito e ben introdotto nelle stanze che contano, dopo la conversione si spoglia di tutto quell’armamentario e si guadagna da vivere con il lavoro manuale di costruttore di tende. Probabilmente non gli mancava la capacità di incutere soggezione, ma lo ammette lui stesso:
“…la mia parola e la mia predicazione non si basano su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito.” (dalla prima lettera ai Corinzi)
In sintesi si lasciava fare, era Cristo che viveva in lui e la sua missione riscuoteva successo. Certo non mancavano difficoltà e persecuzioni, pure tradimenti, ma ormai lui combatteva la sua buona battaglia perché:
“…beato l’uomo che teme il Signore e nei suoi precetti trova grande gioia.” (dal Salmo)
Trasmetteva con la sua persona stessa la buona novella. La coerenza della sua vita con quanto predicava era poi testimonianza di verità sulla fede in Gesù Cristo.

sabato 1 febbraio 2020

IL POTERE DELLA MORTE


Presentazione del Signore
Oggi ho conosciuto un signore, che con le sue osservazioni sul destino di ogni uomo, ha messo in evidenza come la maggior parte dell’umanità sia ridotta in schiavitù. Il paradosso è che, a differenza di altre epoche, non se ne ha coscienza. E’ una condizione voluta e sostenuta da pochi nel mondo che per desiderio di potere e di denaro accentrano il dominio dell’uomo sull’uomo. Ciò comporta che il male deve avere il sopravvento sul bene e che la libertà risulti solo enunciata, ma di fatto incanalata su precisi standard che ricalcano ciò che è voluto e permesso. Chi si oppone a questa logica che è sostanzialmente di morte, diventa automaticamente segno di contraddizione. E’ perciò pericoloso: “…ecco egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione.” (dal Vangelo secondo Luca)