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domenica 1 marzo 2015

PERCHE’ UNA SPOSA E UNO SPOSO COMMUOVONO


Si celebrano sempre meno matrimoni. E’ tanto vero che negli ultimi tempi mi è capitato di assistere e partecipare a solo due matrimoni: uno civile e uno religioso.
La gioia che zampillava, in quei giorni, durante la celebrazione, diventava via via un fiume che porta con se’ immagini, sensazioni e ricordi che bagnano ancora i miei pensieri.
Ed è un bene perché l’aridità’ di tante situazioni “simil matrimoni” lascia, invece, indifferente e forzata condiscenza..
Allora mi domando: perché si rifiuta di bere a tali sorgive, perché non si coglie la bellezza del matrimonio?
Guardate la sposa, guardate lo sposo: perché commuovono quando pronunciano il loro “si’”?
Perché lasciano scorrere anche in loro, nel loro donarsi anima e corpo, quel fiume carsico, che in quel giorno viene in superficie, che unisce e continua una storia di storie che si tramandano da generazioni in generazioni.
Guardate il padre della sposa: è con la mente ai primi giochi che imbastiva con lei quando ritornava dal lavoro. La madre dello sposo lo abbraccia, stretto, sentendo le sue larghe spalle come quando lo alzava per il bagnetto nella vaschetta e pensa che anche lui, fra non molto, si metterà a giocare carponi con i figli che verranno.
E gli amici che fino a ieri si godevano i momenti dei sogni sulla loro vita, le panzane delle illusioni ed ora vedono la concretezza di una promessa fatta in condivisione.
E i parenti, nonni, zii, cugini, venuti con riserbo e impazienza di capire come cambia quel ragazzo e quella ragazza in un uomo e una donna, che si accostano come un corpo solo a consegnare i confetti della gratitudine e della felicità da condividere.
Ecco, forse, commuovono questi matrimoni, questi sposi, perché vogliono mettersi in comunione con il prima dei genitori, degli zii, dei nonni, dei testimoni, degli amici, e con il dopo dei figli che sanno di dover accogliere.
In quel giorno, anche senza esagerare, senza troppi fronzoli, c’e’ la genuinità della trasparenza: tutto appare più logico, più semplice. Non occorrono stravaganze, stupire ad ogni costo, la bellezza della sposa e dello sposo (anche se belli non fossero) sta nel gesto del dono di se’ stessi che, se anche già avvenuto nell’intimità, ora è espressione di un dono verso le persone che stanno loro attorno. Non ci si può non commuovere.
Da quel momento il fiume riprende a scorrere impetuoso. Tutto il resto è noia.
Gaetano Mercorillo.