sabato 16 gennaio 2021

IL ROTOLO DEL LIBRO

 IIa Domenica T.O. (Anno B)

Nel pieno dell’adolescenza si formano pensieri, valutazioni e decisioni ad ogni livello: famigliare, sociale, politico, valoriale. E’ l’età in cui si apre la mente, si lascia spazio al cuore, si libera l’inconscio e si guarda il mondo con gli occhi di un bambino. Si vive in maniera autentica, si rifugge dal pensiero comune e da logiche che non ti appartengono. Nel prosieguo degli anni, nella giovinezza, la felicità diviene una scelta di vita. Qualcosa che appartiene solo a sé stessi. Basta poco e ti sembra che tutto il mondo giri intorno a te, in funzione di te. In questo, però, sta il rischio dell’individualismo, del ripiegamento in sé stessi. Al punto di non sapere ben ascoltare, come il giovane Samuele. Di solito il salto lo si riesce a fare solo se s’incontra o si cerca il suggeritore giusto, il maestro, il confessore, l’amico che t’instrada nella giusta direzione, quella di lasciarsi interpellare, di capire che non si basta più a sé stessi. Ed allora, tutto cambia e, come Samuele: “…eccomi…parla Signore, perché il tuo servo ti ascolta.” (dal Primo Libro di Samuele).

sabato 9 gennaio 2021

I LACCI SENZA NODI

Battesimo del Signore (Anno B)

In certi momenti della giornata, quando ascolto le notizie che arrivano da ogni parte del mondo in tempo reale, sento che c’è qualcosa che non quadra. So bene che le informazioni sono centellinate, passano solo quelle che vanno in una certa direzione, quella degli interessi dei proprietari dei giornaloni, delle televisioni e dei produttori cinematografici. Sento che non dovrei farmi prendere dalla rabbia, dall’angoscia per come manipolano la gente, per il tradimento del giornalismo, per la disonestà intellettuale di quanti si vendono per quattro soldi. Sento un vuoto dentro di me che neppure le preghiere quotidiane, a volte, riescono a riempire. Mi dico che non è giusto, provo sollievo se riesco a trovare una chiesa aperta che mi abbraccia con il suo silenzio, con la sua solitudine illuminata da qualche sparuto lumicino. Cerco, però, quello più forte, quella luce di lampada che segnala il tabernacolo e rileggo: “…cercate il Signore mentre si fa trovare, invocatelo mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri.” (dal Libro del profeta Isaia)
So bene che non sono le mura di una chiesa a stabilire dove ti è più vicino il Signore, però io so che Lui è lì in quel cubicolo e che mi aspetta per porgermi la sua consolazione sul petto. Perché è il cuore di ciascuno il luogo più prezioso dove Lui cerca di prendere definitivamente dimora.

sabato 2 gennaio 2021

IL FIORE DI FRUMENTO

IIa Domenica dopo Natale

Sono andato a cercare un’immagine di questo misterioso fiore di frumento, ma tranne che spighe non ho trovato. Sarò un po’ imbranato, ma poi mi sono detto: vuoi vedere che quel sostantivo sta ad indicare un’altra cosa, come per esempio la bellezza. Infatti, quasi ogni fiore è sinomino di bellezza. E questo è già un punto fermo, poi, abbiamo il frumento che rimanda al pane, allora rileggo il versetto:
“…Egli mette pace nei tuoi confini e ti sazia con fiore di frumento.” (dal Salmo 147)

sabato 26 dicembre 2020

PER FEDE…

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno B)  

A chi non è mai capitato in una notte di mezza estate di alzare gli occhi al cielo e restare a bocca aperta per la meraviglia che illumina la volta celeste? A me è successo in montagna, a Pejo, un cielo stellato che davvero non ci si stancava di guardare, con gli amici che facevano a gara nell’identificare ora una stella, ora una costellazione, da non poter contare: “…guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle…tale sarà la tua discendenza.” (dal Libro della Genesi)
Ecco, quando le letture propongono questo passo, non riesco a non riandare a quel momento, ma soprattutto mi rallegro perché mi rendo conto di essere una di quelle piccole stelle, uno di quei piccoli granelli di sabbia di quella spiaggia infinita che è la discendenza di Abramo. Quell’uomo, così lontano nel tempo, che diede inizio, per fede, ad un cammino nuovo per l’umanità di ieri e di oggi: 
“…per fede, Abramo, chiamato da Dio, partì…per fede, Sara, sebbene fuori dell’età,  ricevette il dono della maternità…per fede,Abramo, messo alla prova, offrì suo figlio.” ( dalla Lettera agli Ebrei)

martedì 22 dicembre 2020

NOVE MESI PER LA VITA - DICEMBRE 2020

 Domenica 27 Dicembre 2020 ore 16,00    
alla Chiesa della Madonna degli Angeli

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  La vita ci interpella: Il bivio della realtà

L'IDENTITA' DI GENERE E' CONTRO LE DONNE

Le Nazioni Unite calcolano che ci siano fino a 140 milioni di donne"in meno" al mondo, per via di pratiche come l’aborto selettivo e l’infanticidio. I feti non hanno un’identità di genere. Ma, a conti fatti, evidentemente, a pagare sono quelli di sesso biologicamente femminile.

    

LA MADRE E’ DONNA  IL PADRE E’ UOMO


Il Parlamento ungherese lo scorso 15 dicembre ha approvato una legge che definisce la famiglia come quella composta da una donna come madre e un uomo come padre, vietando di fatto le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso e complicando le adozioni da parte di persone single. All’inizio di quest’anno l’Ungheria ha anche approvato una legge che dichiara che il genere di una persona è quello del sesso biologico alla nascita

sabato 19 dicembre 2020

IL SILENZIO DEL TEMPO

Quarta Domenica di Avvento (Anno B)

L’anno scorso sul cielo del mio presepe avevo apposto uno scritto tratto dalla Tradizione Ortodossa che declamava il senso di gratitudine dei soggetti presenti nel presepe stesso. Gli angeli offrono il loro canto, i cieli fanno da sfondo alla “stella”, i magi omaggiano i loro doni, i pastori esultano di ammirazione, la terra garantisce la sicurezza della grotta, la stalla abbraccia nel calore della mangiatoia. Noi uomini, invece, che guardiamo al presepe, non possiamo che offrire una “Madre Vergine” a Dio. E solo perché una fanciulla di nome Maria in quel di Nazaret disse:“…ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola.” (dal Vangelo secondo Luca)
La visione che ci viene da questa Parola è di un candore traboccante di umile fede che avvolge anche noi, uomini e donne del 2020, nonostante i tentennamenti che il tempo ci sta imponendo. Deve essere chiaro a tutti, soprattutto a coloro che vorrebbero cancellare anche il Natale o a quelli disposti a sacrificarlo sull’altare della pandemia, che non ci apprestiamo a festeggiare un compleanno perché:
“…colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” (dal Vangelo di Luca)
Così come deve essere chiaro che in quell’evento venne a confermarsi la volontà divina sui “comandamenti” circa la famiglia e la vita.

sabato 12 dicembre 2020

L’ESULTANZA

Terza Domenica di Avvento (Anno B)

Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi!

Questa terza domenica di Avvento è anche detta “Gaudete” perché è caratterizzata dal tema della gioia. Per rimarcare questa particolarità anche la liturgia vi partecipa utilizzando i paramenti di colore rosa. Così vedremo sacerdoti e diaconi indossare pianete o casule e dalmatiche di colore inusuale, quasi ad esultare come Maria: “…l’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore perché ha guardato l’umiltà della sua serva.” (Salmo dal Vangelo di Luca)
L’intensità di questo momento è di una carica tale che tutto si trasforma, anche la preghiera, la devozione popolare, la cura verso il sacro. Non scorderò mai, a tal proposito, l’incontro che ebbi il privilegio di vivere mentre percorrevo il Cammino di Santiago. Ero arrivato, a fine tappa, a Villafranca del Bierzo e il tempo libero del pomeriggio lo dedicai alla visita della cittadina, veramente interessante dal punto di vista storico ed architettonico. Fra le quattro favolose chiese spicca quella dedicata a San Francesco, in alto che domina la città. Una chiesa molto semplice, con pareti di pietre antiche che giocano con luci ed ombre, che mi guidano fin sul presbiterio dove intravedo una statua, a grandezza naturale, di una Madonna “incinta”. Mi spiazza, di una bellezza antica, non ne avevo mai visto di simili

sabato 5 dicembre 2020

UNA VOCE NEL DESERTO

Seconda Domenica di Avvento (Anno B)

Popolo di Sion, il Signore verrà 

Non una voce sola, ma diverse, oggi, gridano nel deserto delle case, delle chiese, delle scuole, delle strade, dei “social”, eppure tutto sembra catalizzato solo dalla paura e dal politicamente corretto. E quasi tutti, supinamente, si lasciano disperdere da quattro lupi telecomandati. Occorre, allora, che irrompa proprio Giovanni Battista:
“…voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri.” (dal Vangelo secondo Marco)
Nel deserto soffia il silenzio, per questo le parole e le profezie giungevano diritte alle orecchie dei peccatori che correvano, perciò, a farsi battezzare per ottenere il perdono. Fosse così anche adesso, ma probabilmente si dovrà per forza cambiare strategia: “Grida e tutti ti sentono. Sussurra e solo chi ti è vicino capisce quello che dici. Taci e solo il tuo amico migliore sa ciò che vuoi dire.” (Luke MacFarlane)

sabato 28 novembre 2020

VEGLIATE TUTTI

Prima Domenica di Avvento (Anno B)          
A te, Signore, innalzo l’anima mia

Un grande scrittore, Victor Hugo, scriveva che il teatro non rappresenta il paese della realtà. Tutto è finto, fondali di cartone, palazzi di tela, cielo di cartapesta, trucchi nei movimenti. E’,però,  il paese del vero perché ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco. Pensandoci bene, è così, per similitudine, anche quando ci si mette davanti al presepe. E’ tutto finto, le statuine, il muschio, le montagne, i cieli. Eppure, è tutto vero perché chi l’ha realizzato aveva un cuore intriso di attesa, chi lo guarda ha un cuore aperto alla speranza. Sono persone che, solo per il fatto di stare davanti a quella rappresentazione, sono piene di gioia e sono fortunate perché:
“…tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia e si ricordano delle tue vie.” (dal Libro del profeta Isaia) 
Essere pieni di gioia non vuol dire, infatti, essere come dei beoti, significa capire, finalmente, o intuire, che per iniziare un cammino che porti all’incontro con Dio occorre ricercare la giustizia, che riconosce il diritto e la dignità di ogni persona, a cominciare da quella più indifesa, come quella del bambino che fra qualche settimana contempleremo nelle nostre celebrazioni liturgiche e nei nostri presepi. E non solo perché ogni neonato attira tenerezza e bontà, lui, infatti, è il medesimo che poco prima stava nel ventre di sua madre. Ogni mamma in attesa, ogni bimbo in attesa di nascere sono degni di protezione.

mercoledì 25 novembre 2020

NOVE MESI PER LA VITA - NOVEMBRE 2020

Domenica 29 Novembre 2020 ore 16,00    
alla Chiesa della Madonna degli Angeli

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  La vita ci interpella: Il bivio della realtà

I CATTOLICI E LA TESTIMONIANZA:

Il “cattolico” Joe Biden ha lanciato una campagna pubblicitaria, parlando della sua fede. Naturalmente non si menziona il suo sostegno alla legislazione abortista. Non solo, si dimentica di ricordare il suo attacco alle scuole cattoliche e la sua indifferenza verso quelle leggi che imporrebbero ai contribuenti di pagare direttamente per l’aborto. Come pure glissa, in quella campagna, sulla sua posizione pubblicamente assunta circa l’identità di genere. L’ipocrisia al cubo.

 

 Il giudice Amy Barret, cattolica, nominata e voluta dal Presidente degli Stati Uniti, non cattolico, come componente della Corte Suprema, non ha avuto remore ad affrontare il voto del Senato, rispondendo colpo su colpo a coloro che mettevano in dubbio le sue qualità professionali per il fatto che si dichiarava espressamente contro le leggi che legalizzano l’aborto. La sua vita di moglie, di madre in una famiglia allargata a sette figli,di cui due adottati, è un esempio di impegno personale che si innesta in una visione valoriale che risponde concretamente alla scelta di fede vissuta in coerenza nella vita di ogni giorno, sul lavoro, in società, nella Chiesa