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sabato 13 ottobre 2018

L’ALTRA EREDITA’


XXVIII Domenica T.O. (Anno B)
Chi non è stato, prima o poi, in ballo, nella sua vita, con problemi legati ad una eredità: con parenti, con il fisco o con la burocrazia. Si auspica sempre un qualche lascito, una casa o un terreno, oppure un bel gruzzolo. Pur sapendo che, alla fin fine, non è quello che ci permetterà di pareggiare i conti al tramonto dell’esistenza:“…mille anni, ai tuoi occhi, sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte.” (dal Salmo).E’ proprio vero, quasi non ce ne accorgiamo e siamo alla soglia della vecchiaia, ci voltiamo un attimo e la vita di tizio o di caio è già finita, eppure erano giovani. Ci diciamo, ma ho ancora tanto tempo da vivere, perciò devo fare in modo di godermelo. Stolti che siamo! Quando, durante il servizio militare, ero di guardia, il turno di sentinella sembrava non finisse mai. Ci si inventava varianti su varianti per fare trascorrere quel tempo che scandiva l’andare avanti e indietro nel silenzio più assoluto. Eppure, in realtà, non era così. Il tempo si bruciava e ci si trovava al cambio guardia senza la dovuta attenzione. Il capoposto ci trovava addormentati o impegnati nella lettura di un libro e questo non era né saggio, né prudente:
“…Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di saggezza.” (dal Libro della Sapienza).

sabato 6 ottobre 2018

IL BENE DELLA CHIESA

XXVII Domenica T.O.  (Anno B)
Pace sulla Chiesa. Parafrasando un breve del Salmo, fermiamoci a chiedere davvero la benedizione del Signore sulla Chiesa di oggi. Da sempre, non sono mancate le persecuzioni, le distruzioni, le diaspore, le crisi. Anche oggi una crisi, forse d’inaspettata gravità, serpeggia fra i palazzi vescovili e le semideserte navate di un popolo di Dio sempre più smarrito. Si fatica a capirne le cause. Ma ormai è assodato che il nemico è in casa nostra. I peccati che si consumano nelle stanze ecclesiali sono sacrilegi che si sommano alle inadempienze morali di una chiesa che vuole inseguire a tutti i costi il mondo. Per questo torna più che mai urgente ritornare a pregare:“…ti benedica il Signore…possa tu vedere il bene di Gerusalemme tutti i giorni della tua vita. Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. Pace su Israele.” (dal Salmo 127)

sabato 29 settembre 2018

IL PROFETA NASCOSTO


XXVI Domenica T.O.(Anno B)
Francesco d’Assisi era sicuramente un battezzato, di buona famiglia, come si diceva una volta, con buone prospettive future in società e nel lavoro. Pieno di vita, dunque, pronto a goderla come pure metterla in gioco per vanagloria. Osservante e rispettoso della religione e dei costumi, solo che un bel giorno:
“…e lo Spirito si posò su di loro; erano fra gli scritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento.” (dal Libro dei Numeri).
Francesco non era uscito per andare alla cattedrale, a sentire il Vescovo, perché lo Spirito lo spinse verso le rovine di una chiesa, nella quale vide la desolazione e l’abbandono. Si mise allora d’impegno per ricostruire le mura e per fare questo, “pietra su pietra”, si mise a profetizzare per le vie della sua Assisi, per le contrade più sperdute, cercando di vivere in povertà e invitando i ricchi, com’era lui, a dare altrettanto:“…e ora a voi ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi” (dalla Lettera di San Giacomo)
Dopo secoli e secoli, verrebbe da dire, caro Francesco, la situazione non è mutata. La dimensione profetica è quasi del tutto scomparsa nel clero, ai laici non si vuol dare credito, i ricchi padroneggiano ancora sulla povertà. Si vive come se Dio non esistesse più, le nostre città sono ridotte peggio di Sodoma e Gomorra o Ninive, c’è l’imbarazzo della scelta. Le chiese sono abbattute, vendute, donate agli islamici per farne moschee, i crocifissi tolti dalle aule scolastiche, con una chiesa in “uscita” che più libera non si può.

sabato 22 settembre 2018

IL PRIMO E L’ULTIMO


XXV Domenica T.O. (Anno B)
Si discute, gente, si discute su tutto, di tutto. A volte sui canali radio-tv si discute contemporaneamente di politica, di religione, di spettacolo, di sport, di filosofia, di morale, di economia, di animali, di scienza, di diritti, di doveri, di pace, di razzismo, di scuola e si addiviene a che cosa?? Che la sapienza ne rimane comunque esclusa ed estranea e la verità ricondotta a mera tesi di supporto per i propri interessi che non sempre coincidono con la giustizia. In ogni caso si esclude che Dio possa avere un ruolo e se qualcuno lo chiama a testimonianza per la giustificazione della propria vita, subito ne viene deriso, quando va bene, se non addirittura osteggiato:
“…tendiamo insidie al giusto…mettiamolo alla prova con violenze e tormenti…condanniamolo a una morte infamante, perché secondo le sue parole, il soccorso gli verrà.” (dal Libro della Sapienza)

sabato 1 settembre 2018

LA VERITA’ NEL CUORE


XXII Domenica T.O.  (Anno B)
Chi mente e sa di mentire è disonesto due volte. Si possono anche accettare alcune menzogne se sono dettate da veniali tornaconti, per esempio di tipo commerciale, ma quando le conseguenze ricadono pesantemente sulla reputazione di altri, persone o istituzioni, allora la domanda di verità diventa dirompente. Purtroppo dobbiamo farci i conti ogni giorno, soprattutto se il diritto e la giustizia non si specchiano nella Legge del Signore:
“…le osserverete (le leggi) dunque e le metterete in pratica perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli…Infatti quale grande nazione ha gli dei cosi vicini a sé, come il Signore Dio è vicino a noi ogni qual volta lo invochiamo?”. (dal Libro del Deuteronomio)
Basterebbe, quindi, osservare quelle leggi per mettersi in linea con la saggezza che, è vero, si acquisisce con la maturità e con l’intelligenza che si fonda sul rispetto dell’altro, per avere inoltre, per noi credenti, l’opportunità di ricorrere al Buon Dio ogni qual volta lo preghiamo sotto la sua tenda:
“…Signore chi abiterà nella tua tenda? Colui che…dice la verità che ha nel cuore, non sparge calunnie…e non lancia insulti al suo vicino.” (dal Salmo 14).

sabato 25 agosto 2018

DIMISSIONI E COSI’ VIA


XXI Domenica T.O. (Anno B)
La tentazione è forte, quella di voltare le spalle e andarsene perché quanto dice Gesù è troppo difficile da seguire nella vita di tutti i giorni. E, infatti, molti dei suoi discepoli che gli andavano dietro se ne tornarono alle loro abitudini.
In verità, oggi, sembrerebbe che la gente se ne vada dal frequentare la Chiesa perché, chi di dovere non parla più loro di Gesù, ma di ben altro. Immigrati, gay, sogni vari, famiglie varie, insomma tanti begli argomenti, ma che si potrebbero benissimo sentire in altri luoghi, così come d’altronde avviene.
“…se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, scegliete oggi chi servire…quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore.” (dal Libro di Giosuè).

venerdì 10 agosto 2018

PER LA VITA DEL MONDO


XIX Domenica T.O. (Anno B)
Il profeta Elia si sentiva esausto, stanco della vita, deluso dai risultati ottenuti e voleva farla finita, rifugiarsi lontano dai suoi, in un deserto come se il mondo non fosse altro che un deserto. Se guardo a quegli uomini, a quelle donne parcheggiate alla fine dei loro anni, se guardo a quelle mamme abbandonate nelle loro amare gravidanze, posso certificare che il senso di svuotamento di quelle vite porta al rifiuto di ogni qualsiasi senso da dare alla vita.
I suicidi cruenti e tangibili in continuo aumento accentuano quelle condizioni anche e soprattutto nelle nuove generazioni. Mai come in questi nostri anni si è riusciti ad estendere l’aridità del deserto, dove le solitudini e gli abbandoni sono l’humus su cui cresce il vuoto di esistenze senza senso. Eppure l’Angelo del Signore non manca di accostarsi a ciascuno come si evince dall’ascolto dal Primo Libro dei Re: “…si alzò, mangiò e bevve. Con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.”