sabato 12 ottobre 2019

LA NOSTRA PURIFICAZIONE


Domenica XXVIII T.O. (Anno C)
acquarello di Maria Cavazzini Fortini, ottobre 2016
Oggi la lebbra non è più una malattia che segrega, che marchia le persone al punto da rigettarle fuori dal contesto sociale, dal vivere in comune. E’ così perché il cristianesimo ha saputo plasmare un tessuto sociale nuovo. Sull’esempio di Gesù molti suoi discepoli, pensiamo a San Francesco, a Raoul Follereau, non solo hanno creato condizioni sanitarie adatte per curare la malattia, ma hanno soprattutto accompagnato quei malati verso una vita di riscatto nel rispetto della loro dignità di uomini e donne, figli di Dio.
“…il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dei, ma solo al Signore.” (dal 2° Libro dei Re)
Così che l’olocausto o il sacrificio consisteva, per quei discepoli, nello spendersi per i bisogni dei sofferenti, dei diseredati, dei poveri. Raoul Follereau così pregava: “Signore insegnaci a pensare agli altri, ad amare in primo luogo quelli che nessuno ama. Abbi pietà dei lebbrosi, ai quali tu così spesso hai sorriso quando eri su questa terra.” E il Vangelo di questa domenica ne dà conferma:
“…Appena li vide Gesù disse loro: “Andate e presentatevi davanti ai sacerdoti.” E mentre essi andavano, furono purificati.” (dal Vangelo di Luca)

sabato 28 settembre 2019

L'ABISSO


XXVI Domenica T.O. (Anno C)
Abramo dice che fra dove si trovano lui e Lazzaro, e dove si trova il ricco c’è un abisso insormontabile, perciò la loro situazione è definitiva: tanto per semplificare, per gli uni il paradiso, per l’altro l’inferno. Oggi, l’abisso è davanti ai nostri piedi, siamo ormai in un’orgia di assoluta indipendenza da Dio: ci mancava solo il diritto a morire con il suicidio assistito, l’anticamera della rottamazione umana, quando qualsiasi malato sarà ritenuto un peso per la società. E’ allucinante, il vitello d’oro della libera scelta viene offerto come una droga che intorbidisce ogni mente e ogni cuore, ogni legge e ogni religione. E loro: “…bevono il vino in larghe coppe e si ungono con gli unguenti più raffinati, ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.” (dal Libro del profeta Amos).

sabato 21 settembre 2019

LE MANI ALZATE


XXV Domenica T.O. (Anno C)
Il profeta Amos in questo capitolo riporta la Parola del Signore che è, invero, molto drastica: “…certo non dimenticherò tutte le tue opere. Non trema per questo la terra…?” Ce l’ha con noi il Signore perché non è forse vero che calpestiamo i poveri, anzi ne creiamo sempre più; quanto allo sterminio dei più umili, dei più piccoli del paese siamo ormai ad un livello sistematico con l’aborto di massa che fa impallidire tutti i genocidi della storia e il grido di quei figli d’uomo è sicuramente ascoltato dagli Angeli di Dio. E la terra trema.

sabato 14 settembre 2019

LA COMPASSIONE DEL PADRE


XXIV Domenica T.O. ( Anno C)
In questi giorni si parla molto di un possibile scisma nella Chiesa. C’è chi non ne ha paura, ma ci si dovrebbe invece preoccupare di evitarlo andando a disinnescare le cause che potrebbero provocarlo. La Parola di questa domenica del Tempo Ordinario ci propone l’ascolto della parabola del “figlio prodigo”, quel figlio che prende e se ne va alla ricerca della sua identità, certo utilizzando la prodigalità del padre, ma pur sempre con l’ansia di inventarsi una vita tutta sua. Se sostituissimo la figura del giovane figlio con chi sta operando per uno scisma vedremmo con sgomento quanto ancora una volta sia fraintesa la volontà divina: “che siano una cosa sola”. Perché non è detto che chi rimane sia pienamente coerente con il piano di salvezza che la Chiesa ha ricevuto come mandato: “…il Signore disse inoltre a Mosè: “ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervice. (dal Libro dell’Esodo).

venerdì 6 settembre 2019

LA RINUNCIA


XXIII Domenica T.O.(Anno C)

Chi di noi non è mai stato chiamato a rinunciare a qualche cosa per adempiere un dovere, un aiuto, un sostegno, una missione, rispondere ad una vocazione? Un sacerdote, un religioso, rinuncia alla famiglia per diventare discepolo di Gesù. Due giovani innamorati rinunciano ai loro agi di singoli per formare una famiglia ed ancor più quando arrivano i figli. Una donna che si accorge di aspettare un bambino rinuncia a tutte le sue aspettative di vita pensata in un certo modo pur di proteggere e far nascere la creatura: “… così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi non può essere mio discepolo.” (dal Vangelo di Luca).

sabato 31 agosto 2019

IL GRANDE E L’UMILE


XXII Domenica T.O. (Anno C)
Ho cercato strenuamente fra i grandi della terra imperanti nei nostri giorni se ci fosse almeno uno capace di vivere il suo stato con umiltà, ma, finora, non ne ho trovato neppure uno. Ci ho rinunciato. Viceversa, ci sono delle persone che conosco abbastanza bene che sono grandi, d’animo, di portamento, che vivono la loro vita in semplice umiltà, senza far pesare la loro florida situazione economica, anzi utilizzandola per fare del bene senza che la mano destra sappia quel che fa la sinistra “…quanto più sei grande, tanto più fatti umile e troverai grazia davanti al Signore.” (dal Libro del Siracide).
Tutta grazia che riscatteremo, se così vivremo, quando ci presenteremo al giudizio del Buon Dio. Tutta grazia che, nel frattempo, dovremo utilizzare per vivere al suo cospetto durante la nostra breve vita: “…voi, invece, vi siete accostati alla città del Dio vivente…al Dio giudice di tutti…a Gesù mediatore dell’alleanza nuova.” (dalla Lettera agli Ebrei)

sabato 24 agosto 2019

GLI ULTIMI E I PRIMI


XXI Domenica T.O.(Anno C)
Pensavo all’epopea delle Missioni per il mondo, quando si guardava al missionario come ad un eroe, pur di portare ad ogni angolo della terra il Vangelo di Gesù Cristo.
Partivano senza niente, solo nel cuore l’ardente desiderio di fare conoscere il Figlio di Dio e la sua Chiesa. Ora quest’ultima sta rischiando di diventare una qualsiasi Ong, ma ci sono ancora uomini e donne che sono spinti a testimoniare il Cristo in terre straniere:
“…manderò i superstiti alle popolazioni…anche tra loro prenderò sacerdoti leviti, dice il Signore.” (dal Libro del Profeta Isaia)