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sabato 21 maggio 2016

L’AMORE INFINITO


Santissima Trinità 
Ogni qual volta mi trovo al cospetto della Santissima Trinità, non so mai da dove cominciare per pormi nella giusta predisposizione ad ascoltare gli enormi, per me, interrogativi circa il Mistero che ci avvolge nel foro interno come nello stare nella Chiesa.
Come ci rapportiamo con questa presenza in noi, fra di noi?
Proviamo a porci “faccia a faccia”:
-     con il Padre = tutto ciò che abbiamo è suo, ma non è proprietà privata. Tutto il suo ce lo affida: la vita, la natura, le cose, l’eternità, il suo Amore Infinito.                   
-     con il Figlio = si è fatto come noi, ha fatto il nostro stesso cammino, ha avuto i nostri stessi sentimenti. Ha incarnato l’Amore Infinito e lo ha sacrificato sulla croce per noi in modo vero, concreto, voluto, cercato come riscatto per i nostri peccati.
-       con lo Spirito Santo = c’infonde il dono della Grazia per la comprensione, l’accettazione del
Mistero dell’Amore Infinito con il silenzio, con la Parola, con la preghiera, con la contemplazione. Quando facciamo tutte queste cose, non siamo noi che le facciamo per nostra autonoma scelta, ma, se fiduciosi, è Lui che ci plasma nel nostro cuore e nella comunità, solo che, quest’ultima, viva veramente la Sua Liturgia.
Allora attraverso questo dono della Liturgia comprendiamo il Mistero della Santissima Trinità che si esprime nell’unico Dio che è Amore Infinito.
Non, quindi, un qualcosa di astratto, di sentimentale, di esoterico, di idolatrico, ma un gesto che crea dall’eternità, fin dal principio…”dall’eternità sono stata formata, fin dal principio…” (Pr).
Lo straordinario, l’incomprensibile è che crea con noi - un uomo e una donna - per donare ancora vita su vita, per l’eternità. Ecco perché è peccato grave distruggere la vita, uccidere la vita nel momento della creazione, perché, oltre che a negare un diritto ad un altro essere umano, si nega il diritto di Amore Infinito a Dio, il suo progetto sulla quella vita negata.
Tant’è vero che il Salmo…”che cosa è l’uomo perché ti ricordi di lui, il figlio dell’uomo perché te ne curi?” implicitamente risponde perché è Amore Infinito.
Tant’è vero che la Lettera ai Romani…”…perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.” ed è Amore Infinito.
Da questa Parola, che verrà proclamata domenica, nasce la speranza che, per sempre, la pazienza di Dio non si asciugherà. In questo senso, nonostante la stoltezza dell’uomo e della donna di cercare il male fin dal principio, ingannati dal demonio, ma, successivamente, puntigliosi, attivi, consapevoli collaboratori, per noi uomini la pazienza sarà…”virtù provata che consolida la speranza…” (Rm).
E’ così che la nostra pazienza diventa veramente la virtù dei forti, proprio quando ci sentiamo deboli e la speranza che tutto venga ristabilito diventa il motivo di dedizione verso Dio e verso il prossimo, di attesa nella venuta del Signore, come aveva promesso.
Allora quei tre versetti di Giovanni…”tutto quello che il Padre possiede è mio: per questo ho detto che prenderà (lo Spirito Santo) da quel che è mio e ve lo annuncerà” diventano il compendio della nostra fede nella Santissima Trinità: siamo lenti e tardi nell’inchinarci, lo erano i discepoli e Gesù ben lo sapeva e per amore, solo per amore, lo ribadisce. “Io e il Padre siamo una cosa sola con lo Spirito Santo” che non si fermerà dall’ammantare di quell’ Amore Infinito tutti gli uomini di buona volontà per tutti i secoli dei secoli.
Il bello è che in questi tempi ultimi ci siamo anche noi, con il dono del Santo Battesimo, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Pr 8,22-31 / Sal 8 / Rm 5,1-5 / Gv 16,12-15 

digiemme  

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