sabato 29 febbraio 2020

IL SOFFIO DELLA VITA


Prima domenica di Quaresima  (Anno A)
Avete presente i fiori così detti “dente del leone” ? Quante volte sarà successo anche a voi di soffiarci sopra e guardare volare via i suoi peduncoli. Se poi c’era un qualche venticello, l’effetto era stupendo. Mi piaceva, da bambino, era come se si liberasse la gioia. Ecco, proviamo allora a rileggere:
“…Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.” (dal Libro della Genesi)
Dio soffiò e liberò l’uomo affinché potesse vivere nella gioia. Infatti lo mise nell’Eden e lo fece maschio e femmina, a sua immagine, perché, insieme, fossero protagonisti della vita che si spiegava davanti a loro. Con loro, fin dal principio, si perpetua la vita come un dono, al punto che così avviene fin dal concepimento: un alito di vita, un soffio, appunto, che consacra un nuovo essere vivente.
La prima parola che incontriamo nella Bibbia è “Principio”. Scritta in ebraico, la prima lettera assomiglia alla nostra C maiuscola. La C è una lettera chiusa su tutti i lati, ma aperta davanti. Ciò sottolinea la natura dell’atto creatore di Dio: tutto è aperto, tutto è possibile, davanti all’uomo, anche la scelta, la libertà, fra il bene e il male. Come sappiamo, come ben capiamo, il tempo dell’eden finì con l’astuzia del tentatore ed il cuore dell’uomo si ottenebrò spingendolo verso il peccato, verso le grinfie del male. Dio, come un Padre, però, non lo abbandona e gli offre un’alleanza:
“…crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo” (dal Salmo)
E’ come dire, usando una preghiera di Averardo Dini: “non ha senso vivere, devo sapere perché, non ha senso amare, devo sapere chi, non ha senso camminare, devo sapere per dove, non ha senso fare, devo sapere cosa.”
Ecco che ci viene, perciò, in soccorso la Grazia, come ben ci viene ricordato da San Paolo: “…la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo si sono riversati in abbondanza su tutti.” (dalla Lettera ai Romani)
Ciò ci permette di cambiare registro, soprattutto abbiamo un testimone cui affidarci per combattere il tentatore.  “…il tentatore gli si avvicinò e gli disse: “se tu sei figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane.” (dal Vangelo secondo Matteo)
Non si vive di solo pane, come a dire, non si vive di solo mondo che ti ammalia con il denaro, il successo, la bella vita, il potere, l’essere sempre in forma, il godere, il piacere, il tutto come se Dio non esistesse più. Eppure non occorre essere un genio per capire che tutto quanto ci circonda non può essere frutto del caso, tutto il bello e lo stupefacente è tale perché c’è l’impronta della sostanza di Dio, cioè l’amore. Da qui nasce quel soffio di vita che fonda il concetto di persona, che ha diritti, che ama da subito e soprattutto che è portatore a sua volta di libertà. Persona è libertà è quel binomio che ha permesso al cristianesimo di costruire una società dove ogni uomo potesse trovare sbocco alla sua dignità, dove l’indisponibilità della sua vita fosse il caposaldo di ogni civiltà. E si costruì la civiltà cristiana. Ma il tentatore riuscì allora, e riesce oggi ed in tutti i modi trova i modi per “…non sposarti, vai a convivere, potrai cogliere dall’albero quanto vuoi e per il tempo che vuoi…”, “…rifiuta la grammatica della natura maschio/femmina, inventa nuovi generi, non procreare, produci un bambino…” e quanti ci cascano! Anche chi fa le leggi. C’è, però, la Legge di Dio e noi ci atterremo a quanto sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”. Questa quaresima sia l’occasione buona, nonostante tutto, per iniziare a riscoprire le cose belle della vita, come quella di soffiare su un fiore e ritornare bambini.
Gen 2,7-9;3,1-7 / Sal 50(51) / Rm 5,12-19 / Mt 4,1-11

digiemme

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