sabato 8 giugno 2019

IL CONSOLATORE


Domenica di Pentecoste (Anno C)
Un sacerdote durante una Messa faceva discorsi ai bambini, tipo “Dio sta con noi”, “lì c’è Dio”, “dobbiamo dedicare tempo a Dio, dedicargli spazio nella vita”. Potevano sembrare, ai bambini, cose un po' astratte, ma ad un tratto il prete vede un bambino che quasi cadeva dalla sedia. “Che cosa succede?” quasi come un rimprovero per il disturbo, ma il bambino, che stava seduto sul bordo della sedia, gli rispose: “sto facendo spazio a Dio”.
I bambini sanno cogliere con immediatezza, senza trucchi, il nocciolo della proposta, non a caso dal Vangelo ci viene osservato che se non ritorneremo come bambini…
In questa domenica di Pentecoste siamo invitati pure noi a fare spazio nella nostra spiritualità, nella nostra vita, alla presenza dello Spirito Santo.
Dio Padre starà anche nell’alto dei cieli, Gesù Cristo sarà pure asceso alla sua destra, ma lo Spirito è comunque in noi, in mezzo a noi e la discesa sul capo dei discepoli nel cenacolo è il fatto che dà continuità a tutta la rivelazione, dall’inizio dei tempi fino al nostro tempo:“…mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo…” (dagli Atti degli Apostoli)
Ecco, anche noi ci troviamo, di solito, quanto meno la domenica, nello stesso luogo, come a voler suggellare ogni volta l’alleanza con Dio, che ci viene attestata dal Sacrificio che viene celebrato con l’Eucaristia. Possiamo, perciò, recitare con gioia:“…benedici il Signore anima mia…a Lui sia gradito il mio canto, io gioirò nel Signore.” (dal Salmo 103)
Mons. Tonino Bello usava recitare con parole più appropriate: “Spirito Santo, che riempivi di luce i profeti e accendevi parole di fuoco sulla loro bocca, torna a parlarci con accenti di speranza” In realtà, non ha mai smesso di parlarci, quanto, invece, in ogni periodo, anche nel nostro, spesso e volentieri i credenti smettono di ascoltarlo. Succede quando si ritiene che la vita terrena sia solo appannaggio del proprio libero arbitrio, ma:“…se lo Spirito di Dio che ha resuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha resuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.” (dalla Lettera di San Paolo ai Romani)
Non ci sono dubbi, il suo Spirito abita anche in noi in forza dei Sacramenti dell’Iniziazione. Da quei momenti sappiamo bene che lo “Spirito scruta ogni cosa” (1Cor 2,10-12), perciò anche la nostra condizione, la nostra volontà o meno di lasciare che Esso abbia la possibilità di muoverci, di consolarci, di spronarci alla conoscenza della verità, quella che è insita nel nuovo Comandamento: “…se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre.” (dal Vangelo secondo Giovanni)
Ecco quel “per sempre” è la nostra garanzia perché il Padre non viene meno alla promessa. Neppure noi, però, possiamo mancare agli impegni che ci siamo presi. Se crediamo in Gesù, e lo crediamo, intanto cominciamo ad osservare i comandamenti, tutti, non solo alcuni, come ultimamente qualcuno cerca di giustificare. Poi se pure il Cristo ha pregato il Padre per mandarci il consolatore, a maggior ragione, pure noi, non dobbiamo stancarci di pregare affinché lo Spirito sia sempre la nostra luce, la nostra compagnia, il nostro coraggio, la nostra pace, la nostra pazienza, la nostra strada. In parole povere, in ogni giorno, qualunque cosa rechi ogni giorno, sia sempre lodato lo Spirito Santo.
Ar 2,1-11 / Sal 103(104) / Rm 8,8-17 / Gv 14,15-16.23b-26

digiemme

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