sabato 7 aprile 2018

LA VITTORIA SUL MONDO


Seconda Domenica di Pasqua  - 
            Divina Misericordia (Anno B)
Se siamo discepoli del Signore come si conviene, nulla ci deve preoccupare, la vittoria sul mondo è alla nostra portata. Anche quando sembra che tutto vada in direzione opposta. Prendete, per esempio, il fatto che quest’anno si celebri il quarantesimo dell’approvazione della legge che ha legalizzato l’aborto di Stato e che ancora non è possibile parlare male di queste norme senza incorrere nel reato di lesa maestà nei confronti dell’autodeterminazione della donna. Ne abbiamo la prova nel caso del cartellone dell’Associazione Pro Vita, raffigurante un bambino di 11 settimane nel grembo materno, fatto rimuovere con la forza dal sindaco di Roma. Una sconfitta dunque? Può darsi, siamo poveri, indifesi, ma siamo forti delle promesse del Signore:“…è meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo. E’ meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti.” (dal Salmo).
Oltretutto, i potenti di turno, dentro e fuori dalla Chiesa, sono rivolti, nella migliore delle ipotesi, ad altri interessi. Come sono lontani gli anni dei primi cristiani:
“…la moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola.” (dagli Atti).
E si ponevano nel mondo con uno spirito diverso, nuovo, rispetto alle logiche del tempo, che non sono poi tanto diverse da quelle del nostro tempo, quello indicato nelle apparizioni agli apostoli di Gesù: “Pace a voi!”
Questo dovrebbe essere, e lo è, il modo di porci nei confronti del mondo. Anche quando dissentiamo, combattiamo per le nostre idee, i nostri valori, quello sarà il nostro stile, il nostro modo di portare la “pace”:
fra il figlio e la madre, fra la Legge e le leggi, fra la politica e i potenti, fra il sacro e il profano. E possiamo farlo, con forza e convinzione perché:
“…come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Detto questo, soffiò e disse loro: ricevete lo Spirito Santo…” (dal Vangelo).
Che siamo mandati, tutti coloro che credono, non solo i credenti di quell’ora, è un fatto certo perché Tommaso, in quell’occasione, non era presente, eppure dopo la sua confessione “Mio Signore, mio Dio”, anche lui fu annoverato fra i discepoli inviati nel mondo con l’imperativo:
“…a coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati, a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati.”
E’ una figura emblematica quella di Tommaso perché mette in risalto quanto scritto da Giovanni:
“…chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.” (dalla Prima lettera di Giovanni).
E’ la fede che continuamente ci rigenera, che fa dire a Gesù:
“…perché mi hai veduto, tu (Tommaso) hai creduto, beati quelli che non hanno visto e hanno creduto.” (dal Vangelo).
E’ la fede che ci rafforza ancora di più, quando le sconfitte sono cocenti, quando la nostra Comunità, la nostra famiglia scricchiolano sotto il peso degli attacchi da destra e da sinistra, ecco è la fede che ci sostiene e ci dice che la vittoria sul mondo è cosa certa perché è Gesù Cristo che con la sua Santa Croce ha vinto il mondo.
At 4,32-35 / Sal 117(118) / 1Gv 5,1-6 / Gv 20,19-31 
Digiemme

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