sabato 4 febbraio 2017

LA LUCE SULLA TERRA



Quinta Domenica del Tempo Ordinario (A)
Voi siete il sale….voi siete la luce…queste Parole sono rivolte a noi. Possiamo anche fare finta di niente: oggi, si dice, che il sale fa male, bisogna eliminarlo dalla dieta…,oggi si propongono giornate per il risparmio energetico e, quindi, si invita ad eliminare alcune luci perche si consuma troppa “luce”….
A parte gli scherzi, quelle parole del Vangelo ci invitano, in realtà, a dare più gusto alla vita, più calore alla vita. Quanta gente si lascia vivere, non riesce a cogliere il bello dell’esistenza, non riesce a lasciarsi coinvolgere nella riscoperta del senso ultimo della vita che è la gioia di esserci, di esserne protagonista, di essere l’unico regista del tuo film.
Il produttore è un Altro e non si limita a dei buoni auspici, ma fin dai tempi antichi, con la collaborazione dello sceneggiatore Isaia: “…se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce” (Is 58,7-10).

Fin dai tempi antichi ci dice come essere “Luce” sulla terra, cioè nella nostra vita terrena. In parole povere, smettila di criticare e basta, a destra a sinistra, smettila di sparlare alle spalle e di non riconoscere la giustizia di Dio, soccorri chi è in difficoltà, non solo materiale, sazia, infatti, chi è senza un orizzonte cui aspirare.
Proprio in questi giorni, anzi proprio oggi si celebra la “Giornata per la Vita”, non è proprio questo l’ambito in cui potremmo mettere in pratica i precetti che il Signore ci offre? Riconosci la giustizia: non uccidere, e men che meno l’innocente che non può difendersi. Riconosci le buone opere: accogli chi si batte con generosità per il bene primario del diritto alla vita. Riconosci la gioia del donare: guarda ai problemi di chi è solo di fronte al dilemma, aiuta, magari anche materialmente, ma soprattutto indica la retta strada da percorrere, per un po’, anche insieme.
D’altra parte anche il Salmo recita: “…felice l’uomo che dà in prestito, amministra i suoi beni con giustizia. Egli non vacillerà in eterno, eterno sarà il ricordo del giusto”
A conferma di quanto sopra, con l’aggiunta che saremo riconosciuti “giusti”. Non è poi brutta cosa presentarsi alle porte dell’eternità con delle credenziali di quel tipo, ci saranno buone speranze di essere ammessi.
Così la pensa anche San Paolo quando scrive ai suoi fratelli in Corinto: “…io ritenni, infatti, di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione”
La debolezza, il timore e la trepidazione accompagnano sempre anche chi stende queste note ed il sapere che era la condizione anche di San Paolo consola. Esalta, invece, il capire che tutto l’affannarsi dell’apostolo era solo in funzione di Gesù Cristo, per farlo conoscere e presentarlo come Cristo il crocifisso.
Non gli interessava la sua persona, ma gli premeva che la “Luce” di Gesù fosse la stella cui tutti dovevano guardare.
Era consapevole di dover essere: “…voi siete il sale della terra…voi siete la luce del mondo…Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre Vostro che è nei cieli.” (Vangelo Mt 5,13-16).
Per quanto possa brillare questa luce del mondo, se brillerà per sé stessa, poco per volta si smorzerà.
Il segreto è che quella luce, la nostra luce sulla terra, brilli solo per onorare il Padre nostro che è nei cieli. Con le nostre opere, anche quelle cui rimanda questa “Giornata per la Vita” , incontriamo i nostri fratelli per far sì che un giorno possano rendere gloria a Lui e ringraziarlo per il dono della vita.
Is 58,7-10 / Sal 112(111) / 1Cor. 2,1-5 / Mt 5,13-16  
digiemme

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