domenica 4 ottobre 2015

AL CENTRO LA FAMIGLIA



Oggi al centro della Parola e al centro della Chiesa c'è la famiglia. Lo è nelle "letture domenicali", lo è in Vaticano con l'apertura della XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema "La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo" .
Speriamo e preghiamo che il titolo così altisonante sia sincero, che non sia, cioè, una riedizione dell'antilingua in salsa cattolica.
Per evitare maldipancia a priori, lasciamo che i lavori di confronto dell'elite della Chiesa si svolgano e si concludano sotto la guida dello Spirito Santo.
Poi ne riparleremo, per adesso consoliamoci con la Parola che ci ricorda (Genesi 1,27) come "...in principio..." ci sono l'uomo e la donna, il marito e la moglie e come i due saranno così una carne sola.
E' da questa carne, nell'intimità della casa (Salmo 127), che i due procreano i figli così che l'uomo e la donna siano padre e madre e possano crescere i figli. Insegnare loro ad essere fratelli e figli in Dio Padre, creatore in forza del Figlio Gesù Cristo che con l'incarnazione, la passione, la morte, la resurrezione ricapitola tutto in Lui, Sommo Bene, e per mezzo dello Spirito Santo perpetua nel tempo e per tutti la Grazia della Fede che ciascuno poi deve vivere nell'annuncio per la salvezza dei lontani, dei peccatori, degli ultimi.
Dunque, l'uomo non divida (Marco 10,6-9) il marito e la moglie che sono sposati nel Suo progetto.
Dunque, l'uomo non rifiuti i più piccoli perché essi, dice il Signore, sono miei e il mio dono è fatto per essere ridonato, mai rifiutato. Il rifiuto porta alla disobbedienza, porta al peccato, porta alla superbia, porta a farsi dio per fare a meno di Dio. Ecco perché si pensa di poter esautorare i suoi comandamenti - ...non fornicare, non commettere adulterio, non uccidere... - e i suoi Sacramenti.
Se si rende "nullo" il Sacramento del Matrimonio, secondo le ultime disposizioni in materia, già etichettato "il divorzio breve cattolico", non si capisce perché, a ruota, anche tutti gli altri non debbano soggiacere ai desiderata più o meno di moda e/o di comodità del mondo.
Ritorniamo, siamo ancora in tempo, alla famiglia, quella ad "immagine" di Dio, guai a deturparla. Non è in noi la possibilità di modificarla, allungarla, alleggerirla, abolirla, perché ogni tentativo di questo "genere" non potrà produrre altro che la dissoluzione dell'umanità. In realtà, già da tempo se ne intravedono i primi sintomi.
Solo l'ascolto della Parola nella preghiera (e la sua osservanza) potrà essere il vero antidoto per fermare la deriva.

digiemme.

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