Resurrezione del Signore

CREDERE
Non avevano ancora compreso la scrittura,
 che cioè Egli doveva risorgere dai morti

 stampa

Scrivo queste note che è Sabato Santo, giorno del disorientamento, del silenzio, dell’attesa del giorno più bello dell’anno. Mi è capitato di leggere alcuni giorni fa un pensiero: “semina il silenzio e cresceranno ispirazioni, semina speranza e potrai udire l’inudibile.” (Juri Camisasca)
E’ vero, ricordo, quando bambino, già a letto, ma sveglio in quelle sere di Veglia Pasquale e sentivo suonare le campane della vicina parrocchiale, come mi piaceva al pensare che era ancora Pasqua, che Gesù era risorto. Che bello! Mi addormentavo felice udendo quelle campane. Ancora oggi mi commuovo quando durante la Veglia si sciolgono le corde e lo scampanellio inonda la chiesa, le strade, le case del nostro vivere. Lo so, è un po’ infantile, ma è il mio credere. Per fede che, comunque, trova fondamento in ciò che vide l’apostolo Giovanni: “…allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.” (dal Vangelo secondo Giovanni)
Non può essere diversamente, Pietro e Giovanni, ancora prima le donne, videro e testimoniarono cosa era veramente successo in quel sepolcro.