Seconda Domenica T.O. - Anno A

 La nuova vita

“ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio”

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Una nuova vita, per ciascuno di noi, è sempre possibile. Lo è addirittura dal momento del nostro concepimento, fino all’ultimo respiro prima di rendere la propria vita a Dio. Un proverbio piemontese dice che si comincia a morire quando si nasce. Vero, però davanti a noi c’è sempre la prospettiva di una vita nuova. Ci siamo aggrappati nel ventre di nostra madre ed abbiamo fatto di tutto per giungere ad una nuova vita con la nascita. Un notevole traguardo che non ci è dato di ricordare, ma lo fu grazie alla mamma e al Buon Dio che: “…mi ha plasmato suo servo dal seno materno per…(dal Libro del Profeta Isaia).Emerge una verità: ognuno ha un compito nella vita che ci è stata donata.Isaia racconta del servizio che avrebbe dovuto svolgere in Israele, è plausibile che così sia anche per ogni creatura che Dio vuole per sé.
Il Battesimo che viene chiesto appena dopo la nascita ha lo scopo di essere ben individuati come figli di Dio. E’ così che si cresce, che si affronta la nuova vita.
Non è cosa da poco, la testimonianza porta a conseguenze non sempre facili da sopportare, soprattutto quando le scelte di vita diventano fondamentali. Occorre coltivare la coerenza e la perseveranza quando, invece, è certamente più comodo svincolarsi ed accedere a comodità e menefreghismo.
Ma “il cuore dell’uomo è come il vestito del povero; è dove è stato rammendato più volte che è più forte.” (Paul Brulat)
Ecco, allora, che si ritorna a capire quanto scrive il salmista: “…nel rotolo della vita su di me è scritto di fare la tua volontà: mio Dio questo desidero; la tua legge è nel mio intimo.” (dal Salmo 39)
In qualche modo, nel fare la volontà di Colui che ci è Padre, ci si apre ad una nuova vita perché così è stato voluto fin dal principio. Siamo cioè, chiamati a proclamare quel principio come diritto alla vita che nessuno può infrangere. Se avviene di infrangerlo, come purtroppo avviene con disumana arroganza, allora è il momento di spendersi fino al martirio, perché il Battesimo, la vita nuova, è il segno tangibile di: “…coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata.” (dalla prima Lettera di San Paolo ai Corinti)
Così succede che si può essere “massacrati” (il martirio) per affermare non solo a parole che l’aborto non è un diritto, ma che è un delitto, traducendo le parole in gesti concreti, come il suono di una campana che ogni giorno suona a ricordo dei più piccoli, innocenti e indifesi fra gli esseri umani. Per loro non è possibile una vita nuova, viene preclusa. San Tommaso d’Aquino scriveva che “tutto quello che si riceve, lo si riceve nella forma del recipiente.”
Oggi, a qualsiasi livello, si usano solo recipienti minimi, inadeguati ed i risultati si vedono, purtroppo, a chiare lettere: disgregazione, confusione, oppressioni, insicurezze, disumanità, guerre e distruzioni di ogni genere. Non c’è vita nuova all’orizzonte.
Ma “tutto è vita, anche la morte. Gesù Infatti è morto per darci la vita: ecco perché la morte non ti deve spaventare” scriveva Gigi Zappulla, un giovane morto nel 1992 in concetto di santità. Aprendosi, così, ad una nuova vita. Per certi versi, fu così anche per Giovanni Battista quando vide venire a lui Gesù Cristo che gli chiedeva di essere battezzato: “…io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: colui nel quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo.” (dal Vangelo secondo Giovanni)
Da questo momento, per tutti si aprono cieli nuovi, terra nuova, vita nuova fino a quando non si compirà la definitiva parusia (termine che nella teologia cristiana indica il ritorno sulla terra di Gesù alla fine dei tempi). E’ un dono immenso, una grazia da cogliere al volo, dal momento del nostro battesimo, affinché possiamo presentarci, dopo l’ultimo nostro respiro, alla soglia della nuova vita portando con noi solo ciò che abbiamo donato. Coraggio, la nuova vita ci aspetta.
Is 39,3.5-6  /  Sal 39(40)  /  1Cor 1,1-3  /  Gv 1,29-34
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