Battesimo del Signore (anno A)

11 Gennaio 2026
L’INIZIATIVA DI GESU’
Sono io che devo essere battezzato da te
                           e tu vieni da me? 

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C’è d’aver compassione per questo mondo, soprattutto per i semplici che non vedono il male scendere su di loro. Viene quasi da gridare vendetta al cospetto di Dio per queste ingiustizie. Eppure, se è vero che tutto ciò che accade non sempre è voluto da Dio, è pur vero che tutto ciò che accade è sempre permesso da Dio. Non è, però, che questo assioma ridimensioni lo stato di sconforto e l’irritazione nei confronti di ciò che accade nel mondo oggi.  Occorre, allora, seguire il consiglio di San Francesco di Sales: “quando il cuore è caldo, bisogna tenere la bocca chiusa.”?  Può essere, ma la tastiera del computer è, comunque, disponibile. La tentazione di sproloquiare su quanto avviene nel mondo, ma anche nella piazza della propria città, è troppo forte. Anche ai profeti accadeva, ma poi sapevano riportare i fatti nella loro giusta dimensione perché c’era, e ci sarà il tempo in cui: “…proclamerà il diritto con verità. Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento.”  (dal Libro del profeta Isaia)
E’ una profezia, questa di Isaia, che annuncia la venuta del Messia, così è avvenuto e noi ne siamo beneficiari, a maggior ragione se battezzati.
In qualche modo noi siamo quelle isole che hanno bisogno del suo insegnamento.
Perché gli uomini rimangono sempre lontani fra di loro, soprattutto nel dolore, nella sofferenza che provocano la solitudine della vita. Ma con Dio nel cuore, con Dio non si rimane mai “soli”. Ecco perché Gesù ha preso l’iniziativa e si è fatto come noi, facendo tutta la trafila che abbiamo fatto noi per venire al mondo in un preciso momento, in un determinato luogo, in una famiglia. Per esplicitare una volta per sempre la verità sul diritto alla vita e all’eternità, che vale per tutti, nel bene e nel male. In ogni caso, il diritto sulla terra, con la sua Incarnazione è stabilito. Il diritto lo si può di certo annacquare, come avviene in questo periodo storico, ma lo si deve anche riaffermare con la nostra vita, rendendo grazie al Buon Dio, come recita il salmo: “…date al Signore la gloria del suo nome, prostratevi al Signore nel suo atrio santo.” (dal Salmo 28)
C’è ancora, su iniziativa di Gesù, la possibilità di entrare in una chiesa ed inginocchiarsi davanti a Lui. E’ il minimo che possiamo e dobbiamo fare.
Secondo San Bernardo da Chiaravalle “il primo gradino per ascendere a Dio è l’amore di sé stessi.” Però, non basta, se vogliamo veramente essere suoi discepoli. Perché, all’ultimo gradino, sempre per ascendere a Dio, “bisogna amare sé stessi non più per sé stessi, bensì per Dio.” Semplicemente perché: “…in verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia.” (dagli Atti degli Apostoli)
E’ sorprendente questa sintesi: non ci sono privilegiati, c’è spazio solo per chi è capace di accogliere gli altri secondo il suo criterio, secondo la sua giustizia. Oggi, invece, la giustizia umana va in direzione opposta ed i singoli giudici, siano essi governanti, potentati, politici, economisti, generali, non lo temono, ma si ergono loro a giudizio dei semplici, di coloro che sono da accogliere o meno, di coloro che servono o meno. Allora, da credenti quali siamo oggi, sorge spontanea la stessa domanda del Battista: “…sono io che ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” (dal Vangelo secondo Matteo)
Sono io, che sono poca cosa, che fatico a testimoniarti, che non so portarti agli altri, e nonostante tutto, tu vieni a me? “…conviene che adempiamo ogni giustizia.” (dal Vangelo secondo Matteo)
Ancora una volta, la sua iniziativa: vuole che la giustizia sia compiuta anche attraverso la partecipazione di ciascuno di noi. Ecco perché lascia che le cose accadano, anche quelle malvagie a causa della volontà degli uomini, perché, insieme con Lui, noi dobbiamo porvi rimedio, con la testimonianza e con iniziative degne del suo e nostro Battesimo.
Is 42,1-4.6-7  /  Sal 28(29)  /  At 10,34-38  /  Mt 3,13-17
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