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sabato 26 maggio 2018

I DUBBI


Santissima Trinità(Anno B) 
Oggi celebriamo un Mistero Grande, il Dogma per eccellenza, che ci introduce all’Amore che attraversa e raccoglie le Tre Persone della Santissima Trinità. E noi ci lasciamo prendere per mano, come un bambino da accompagnare a scuola, fiducioso che poco per volta, poi, comprenderà l’importanza dell’ascolto del maestro, dei suoi insegnamenti, dell’educazione cui sarà sottoposto.
Quel bambino, crescendo, andrà sempre più spedito ed autonomamente alla scuola della vita, certo, con un bagaglio di dubbi che diventerà sempre più pesante. Non c’è da meravigliarsene, leggiamo il Vangelo: “… gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva indicato loro. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.” (dal Vangelo di Matteo).
Dubitarono? Loro che avevano avuto Gesù per Maestro per ben tre lunghi anni, ancora dubitavano. Cosa? Che Gesù e il Padre fossero una cosa sola? Che lo Spirito, il Paraclito fosse un generico influsso spirituale, un modo di essere seguace? Eppure Gesù aveva indicato loro il monte su cui andare per ritrovarsi. Perché su un alto monte, se non per sottolineare che da quel monte, che è Cristo stesso, si può abbracciare tutto il mondo, ma solo dopo aver ricevuto lo Spirito di Vita, quella Vita che si esplicita nelle tre Persone che si sono messe in gioco per la salvezza dell’uomo: “… sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro.” (dal Libro del Deuteronomio).  Allora, per dissipare tutti quei dubbi, oggi, noi, in questo 2018, in questa Chiesa, dobbiamo meditare bene, metterci in preghiera, prostrarci, toglierci i sandali davanti al Signore che è presente nel tabernacolo: “… l’anima nostra attende il Signore: egli è il nostro aiuto e nostro scudo…su di noi sia il tuo amore, Signore, come da te noi speriamo.” (dal Salmo 32). Vedete che da questa preghiera può scaturire solo un’immensa fiducia in Dio, che ci permette di superare le nostre paure, le nostre debolezze, perché il suo amore disceso su di noi è veramente uno scudo contro il male che cerca di ingarbugliarci nelle sue trame di ingiustizie e cattiverie. Solo partendo da queste condizioni, allora, possiamo meglio comprendere la Parola di San Paolo ai Romani: “… e voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per cadere nella paura; fratelli tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio.” Ritorna la parola “paura” abbinata allo “spirito da schiavi” e non è un caso. Oggi lo spirito del mondo, del politicamente corretto, pervade e ottenebra le menti di tutti attraverso una metodica che presenta la vita secondo cliché ben precisi, belli, appaganti, godibili, esclusivi. Eppure la “paura” aleggia in un modo perverso al punto che si è disposti a tutto pur di non perdere di vista quello stile di vita, al punto di lasciarsi poco alla volta trasformare in uno yesman, uno schiavo del sistema. Ma se crediamo veramente di aver ricevuto lo Spirito di Dio, sul nostro monte, ecco che lo scudo sarà sempre imbracciato e non ci saranno tentazioni che potranno allontanarci dall’Amore della Santissima Trinità. Resteremo immersi nel Mistero, ma non abbiamo bisogno d’altro, abbiamo il Tutto e dobbiamo poterlo testimoniare con la nostra vita, andando per il mondo, senza più paure, per “fare discepoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
Dt 4,32-34.39-40 / Sal 32(33) / Rm 8,14-17 / Mt 28,16-20

digiemme

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