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sabato 13 febbraio 2016

Family Day in presa diretta:sensazioni e considerazioni di un partecipante



Così come per la manifestazione delle Sentinelle in Piedi a Pavia, anche per il Family Day 2016 a Roma ho cercato di portare con me amici e conoscenti di Cassolnovo o Vigevano e ancora una volta non ci sono riuscito....scendere in piazza non fa per tutti...prendere una posizione chiara, senza compromessi non fa per tutti...farsi insultare e additare come "retrogradi, medievali, ciarpame, omofobi..." non piace a nessuno, nemmeno a me. Durante il viaggio in pullman da Pavia a Roma, oltre a pregare abbiamo ascoltato diverse testimonianze e analizzato gli aspetti del ddl Cirinna' e le sue ripercussioni sulla vita di tutti, soprattutto dei nostri figli che saranno i destinatari preferiti di un nuovo "indottrinamento scolastico" basato su gender theory e via discorrendo.
Chi cerca di convincervi che bisogna entrare nel merito di ogni singolo argomento, ad esempio: unioni civili, stepchild adoption, gender theory, utero in affitto, ... e non mettere "tutto insieme" è – consciamente o inconsciamente – in errore. Tutto è organizzato e strutturato per istituire un'alternativa forte alla famiglia tradizionale sgretolando le ovvietà, ad esempio che la famiglia sia composta da padre, madre e figli o che i figli nascano da un uomo e da una donna o che l'atto sessuale sia riproduttivo...concetti da sminuzzare, separare e spazzare via.
L'atto sessuale deve essere scollegato dalla procreazione cosicchè ogni atto sessuale diventi accettato e ogni forma di "produzione" di esseri umani diventi ugualmente accettata.
Personalmente sostengo che difendere le ovvietà, come ad esempio il diritto di un bimbo di nascere (contrariamente alla civilissima pratica dell'aborto) o di avere una mamma e un papà, sia veramente difficile oggi perchè servono due cose rare: l'onesta intellettuale e il coraggio.
La fede non centra nulla, se non che ci riporta all'umanità del cristianesimo, unica salvezza rifiutata dall'Europa degli anni 2000.
Arrivati a Roma verso le 14 dopo aver incontrato già altri pullman e gruppi in autostrada e in autogrill, finalmente il fatto di vedere così tante persone di tutte le età e così stupendamente normali (ossia non esaltate o agitate o pronte a mettere a ferro e fuoco la città) mi ha dato finalmente la sensazione fisica di non essere solo.
Gli interventi che si sono susseguiti sono stati super-originali....quali media hanno il coraggio e l'onestà intellettuale di comunicare, ad esempio, che solo in America c'è un business di miliardi di dollari legato alle maternità surrogate e al traffico di oociti per le coppie omosessuali o che la California è la capitale mondiale di tali pratiche...o ancora che esiste un Europa (quella dell'Est) nella quale le unioni civili NON passano...o ancora che l'Italia è stato il primo Paese in Europa a depenalizzare il reato di omosessualità molto prima dei "mitici" stati del Nord presi sempre a modello per accelerare il processo di "civilizzazione" della nostra povera Italia.
Chi ha voluto attaccare il Family Day ha usato ogni mezzo, ma soprattutto ha usato una valanga di falsità, ad esempio una sorta di "offesa" alle coppie che non possono avere figli...almeno un terzo degli interventi sono stati fatti da persone o associazioni che si occupano di adozioni e lo stesso portavoce della manifestazione - Dr. Gandolfini - è padre di sette figli adottivi. Abbiamo dato fastidio, molto fastidio, ma non alla maggior parte delle persone...abbiamo dato fastidio alla parte "che conta" nella politica, nell'economia, nella comunicazione, nella chiesa....ma la maggior parte delle persone è in attesa – come sempre – o di ricevere ordini dalla propria "scuderia" (il partito, i soci di maggioranza, i direttori, i responsabili dei movimenti o i vescovi) oppure di vedere come andrà a finire e quindi saltare sul carro del vincitore.
C'è un problema però, qui non c'è scampo se non ci si mette in gioco in prima persona, perchè è il governo ad "avere in numeri" e l'appoggio dei poteri forti per andare avanti; se la persone e le famiglie non si espongono subiremo velocemente tutto il pacchetto: unioni civili, gender theory, reato di omofobia, bombardamento mediatico.
Al ritorno a casa in piena notte ho guardato i miei bimbi dormire e non ho avuto alcun dubbio che mi sto battendo per loro e anche per i figli di chi rimane "in attesa".

Stefano Trevisan

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