domenica 27 dicembre 2015

UNA FAMIGLIA NORMALE

Anna chiede e prega Dio per avere un figlio e dopo aver ottenuto la Grazia del concepimento di Samuele è pronta a ridonare la vita. Maria, con Giuseppe, domanda a Gesù perché si è attardato   per fermarsi a Gerusalemme senza neanche avvertirli, lasciandoli così nell’angoscia. La risposta ottenuta non la capiscono nell’immediato, ma ritornati a Nazaret… "Maria custodiva tutte queste cose nel suo cuore". Serbava, cioè, la vita di una famiglia normale, un padre, una madre e un figlio (sì, ammettiamolo, loro un po’ speciali lo sono) in cui si vede quest’ultimo… "crescere in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini". Che impara a lavorare per guadagnarsi il pane quotidiano, che impara a studiare per prepararsi alla missione, che testimonia con semplicità che si sta bene in una famiglia normale.
E’ così difficile pensarlo? e riconoscere una famiglia come quella di Nazaret valida per tutti e per sempre? E’ così difficile immaginare di proteggerla sapendo che così si protegge il futuro del paese, del villaggio, della nazione, dell’umanità?
In realtà è, sì, difficile perché si è cancellato dall’orizzonte il luogo per eccellenza dove la famiglia può fondarsi, la casa di Dio. Guardiamo com’è lieto e delizioso il salmo…”anche il passero trova una casa e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli.” Però, aggiunge...”presso i suoi altari”, dove abitualmente s’innalzano preghiere e lodi a Dio,  dove si concentra una liturgia ispirata da Dio stesso e che, invece, gli uomini d’oggi hanno inteso sostituirla, su una piatta mensa, con una “kermesse”. L’altare dovrebbe essere la “nostra casa” per dare alla nostra casa il senso di compiutezza a ciò che siamo riusciti a costruire intorno alla nostra mensa. La verità è che per stare presso di Lui, presso il suo altare, bisognerebbe seguire i suoi comandamenti, come Giovanni rimarca…”chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui”.
Senza questa condizione non è perciò possibile pensare alla famiglia, al massimo, ad alcune “famiglie”. Ed è quello che sta succedendo nel mondo, ultima ad accodarsi la Grecia, che è nella melma, sì, in compenso esultano in un parlamento che si è inchinato all’omosessualismo  onusiano, che, instancabilmente, sta preparando il terreno per colpire anche in Italia.
Continuiamo, quindi, a non osservare i suoi comandamenti, sosteniamo la gioiosa macchina della “tenerezza” che rende tutto negoziabile, anche, e purtroppo, i comandamenti, e vediamo dove andremo a finire. Nelle capanne, nelle grotte, nelle stalle dei presepi futuri ci sarà di tutto, tranne che una famiglia perché sarà anacronistico presentarla in questa iconografia se nella realtà non ci sarà più.
Se a tutto ciò aggiungiamo l’offuscamento della casa del Signore (anche quest’anno si sono allestiti pranzi di Natale o di solidarietà nelle navate delle chiese come se non ci fossero saloni parrocchiali adeguati), capiamo bene perché bisogna, con insistenza, ritornare a pregare come Anna: Signore dacci una famiglia normale, dacci un padre, una madre, un figlio, un fratello, una sorella…e benedicila con la tua presenza sacramentale e proteggila dal male strisciante sempre pronto ad impestarla,…te lo chiediamo in Grazia della Santa Famiglia di Nazaret che il Padre tuo, con lo Spirito Santo, ha voluto per tutti i secoli dei secoli. Amen.
1Sam 1,20-22.24-28 / Sal 83(84) / 1Gv 3,1-2.21-24 / Lc 2,41-52

digiemme

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